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PARLANDO D’AMORE – La poesia del Rinascimento italiano, quando nulla era sicuro per il domani

I più importanti scrittori italiani che hanno contribuito al pieno sviluppo della poesia, erano Marsilio Ficino e Angelo Poliziano, ma in seguito i successi letterari rinascimentali inclusero alcuni libri speciali (come Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, Il Cortigiano di Baldassarre Castiglione, e Orlando Furioso di Ludovico Ariosto). Quel tempo ha visto il sorgere di molti scrittori e poeti donne (come Veronica Gambara e Vittoria Colonna). Ci piace ricordarti le parolediVittoria Colonna, Lapo Gianni e Lorenzo de Medici.

VIVO INFELICE SU QUESTA RUPE SOLITARIA – Vittoria Colonna

Io vivo su infelice questa rupe solitaria, come un uccello di dolore che rifugge rami verdi e acque limpide: e prelevo dai miei amori mondani, e da me stessa, così i miei pensieri possono volare rapidamente a quel sole che io adoro e adoro. E anche se non riesco a diffondere le ali come vorrei, ma se chiamo ancora volano indietro da altri percorsi a questo. E nell’istante che raggiungono il luogo, dove li mando, ardente, felice, la loro breve gioia supera ogni gioia sulla Terra di gran lunga. E se potessero, ma ricreare la forma nobile, proprio come vuole la mente che brucia, potrei possedere la mia parte di perfetta bontà.

IL PENSIERO DEL MIO CUORE – Lapo Gianni

Il pensiero che nutre il mio cuore è dolce, è di una giovane ragazza che desidero, a causa della quale il mio spirito sale più alto, perché l’amore, io stesso, e lei ha fatto sì che ci incontrassimo. Non posso esprimere facilmente la forma fresca cui questo angelo assomiglia, che sembra esser disceso dal cielo. Sembra la sorella dell’amore per il suo indirizzo, e ad ogni suo gesto una meraviglia. Beate le anime che lei saluta e le passano accanto! Si può dire che ogni luminosità in lei e ogni speranza e di gioia c’è, e ogni ramo in fiore di virtù, e tutto questo è dovuto al suo grande valore. L’intelletto nobile che ho acquisito, a causa della comparsa di questa donna, mi fa disprezzare ogni peccato e scelleratezza, e la dolce conversazione che abbiamo goduto per quanto riguarda la vita d’amore, mi conforta, quando ero ancora nuovo per lei. Mi mostrò poi tanta cortesia, che non disdegnava il mio delicato intervento. In modo che desidero ringraziare il dolce Amore, infatti, che mi ha fatto in forma per tale onore sulla Terra. Dal momento che il mio nome è scritto nel libro d’amore, racconta la mia storia, canzonetta, con cortesia, quando è permesso di vedere la mia signora, dal momento che sono suo servo, e così dimostro.

IL TRIONFO DI BACCO E ARIANNA – Lorenzo de Medici

Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Bacco e Arianna, belli, e l’un dell’altro ardenti: perchè ‘l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti. Queste ninfe ed altre genti sono allegre tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questi lieti satiretti, delle ninfe innamorati, per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati; or, da Bacco riscaldati, ballon, salton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Queste ninfe anche hanno caro da lor essere ingannate: non può fare a Amor riparo se non gente rozze e ingrate: ora, insieme mescolate, suonon, canton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questa soma, che vien drieto sopra l’asino, è Sileno: così vecchio, è ebbro e lieto, se non può star ritto, almeno ride e gode tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Mida vien drieto a costoro: ciò che tocca, oro diventa. E che gioia aver tesoro, s’altri poi non si contenta? Che dolcezza vuoi che senta chi ha sete tuttavia? Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Ciascun apra ben gli orecchi, di doman nessun si paschi; oggi siàn, giovani e vecchi, lieti ognun, femmine e maschi; ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore! Ciò c’ha esser, convien sia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza.

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