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LE MEMORIE – Carlo Malinverni / Come sola arte, l’arte cosiddetta pura, ammirare quella che trova suo fine in sè stessa

Ricordi, oltre infami rocce dolci.

Era nato Genova nel 1855 in una famiglia borghese, dividendo la sua vita tra il suo lavoro in banca e lo scrivere sui giornali dell’epoca. Se leggi una particolare sua poesia troverai la parola “gnàgnoa”. Quella è l’angoscia esistenziale che il poeta CARLO MALINVERNI riesciva a lenire con l’arte e il trascorrere il suo tempo in luoghi a lui cari. Nelle sue poesie, trovi la sua ricerca di quella pace interiore impossibile da raggiungere. Scrivendo, lui si rivolge alla donna o all’amico. La sua celebrazione della natura, è realizzata con arguzia evocativa.

LE MEMORIELuisa! Le memorie, a ondate, vanno a frangere contro il cuore, contro il cervello che sbatte, al loro sopraggiungere, come una vela, intorno al capo il velo. Sono memorie d’un tempo già lontano, quando aveva un razzo per capello, quando poeti e pittori, col baciamano mettevano ai suoi piedi lira e pennello. Uno diceva: boccuccia d’oro, l’altro: begli occhi. Lei gongolava e si godeva la lode. Ah! Puledro maledetto e infami scogli. Non più canti, festini, cose da matti, ma sente ancora tutto il miele di un’ode, mentre viene a pregare dai poveri frati.

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