Meeting Benches https://meetingbenches.net/ Prenota per autore Tue, 26 Jul 2022 10:30:47 +0000 it-IT hourly 1 PITTORI DEL SURREALISMO OLTRE I CONFINI – Kikuji Yamashita, pittore surrealista del movimento artistico del dopoguerra in Giappone http://meetingbenches.net/pittori-del-surrealismo-oltre-i-confini-kikuji-yamashita-pittore-surrealista-del-movimento-artistico-del-dopoguerra-in-giappone/ Tue, 26 Jul 2022 10:30:47 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39385 Un surrealista associato al movimento d’avanguardia del dopoguerra giapponese Anche se dipinse centinaia di tele, evitò di cercare il successo commerciale, sopravvivendo economicamente come artista grazie ai guadagni da estetista di sua moglie. Nel 1953, si unì a molti giovani artisti per formare la cooperativa artistica Young Artists’ Alliance, gruppo che per tre anni allestì …

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Un surrealista associato al movimento d’avanguardia del dopoguerra giapponese

Anche se dipinse centinaia di tele, evitò di cercare il successo commerciale, sopravvivendo economicamente come artista grazie ai guadagni da estetista di sua moglie. Nel 1953, si unì a molti giovani artisti per formare la cooperativa artistica Young Artists’ Alliance, gruppo che per tre anni allestì mostre e pubblicò una rivista dal titolo Art of Today. Nel 1976, Kikuji Yamashita https://www.tate.org.uk/art/artworks/yamashita-deification-of-a-soldier-t15021 è stato oggetto di un film documentario di Shinkichi. Al Centre Pompidou di Parigi, prima della sua morte alcuni suoi dipinti furono inseriti nella grande mostra internazionale Avant-Garde Arts of Japan 1910-1970. Nel 2010, i suoi dipinti sono stati presentati in un film documentario di Linda Hoaglund.

Nel 1962, tenne la sua prima mostra personale. Kikuji Yamashita https://visualizingcultures.mit.edu/protest_art_50s_japan/anp1_essay04.html nasce nel 1919 a Miyoshi, nella prefettura giapponese di Tokushima, dove i monti Shikoku presentano pendii ripidi soggetti a frane e frane. Diplomatosi alla Takamatsu Crafts High School nel 1938, si trasferì a Tokyo, dove iniziò a studiare con il pittore surrealista giapponese Ichirō Fukuzawa, conoscendo il lavoro di Max Ernst e Hieronymus Bosch. Nel 1970, scrisse un saggio attinente i suoi anni di guerra, includendovi il senso di colpa che provava per le sue azioni di allora.

Numerose gallerie e musei, come il National Museum of Contemporary Art Korea, hanno presentato il suo lavoro. Nel 1939, Kikuji Yamashita https://artfacts.net/artist/kikuji-yamashita/129395 fu arruolato nell’esercito giapponese e inviato a combattere in Cina. Sopravvissuto alla guerra e convivendo con i ricordi della sua esperienza in tempo di guerra, generò una sua personale contrarietò alla guerra che si riflesse nella sua arte. Alla fine degli anni ’60, stava ancora dipingendo dipinti surrealisti che criticavano la presenza di basi militari statunitensi sul suolo giapponese. Nel 1974, fondò un collettivo artistico chiamato Hitohito, con il quale rimase fino al 1984, uscendone per problemi di salute.

Dopo la guerra, Kikuji Yamashita https://www.sadiecoles.com/exhibitions/195-yamashita-kikuji/press_release_text/ partecipò alla formazione della Japan Art Association, dedicandosi alla produzione di opere d’arte ispirate al realismo socialista, contribuì a fondare la Avant-Garde Art Society, collettivo artistico d’avanguardia allineato con il Partito Comunista Giapponese. A seconda delle dimensioni e del mezzo dell’opera d’arte, i suoi lavori sono stati offerti all’asta con prezzi variabili da 1.871 USD a 11.720 USD.

Nel 1952, per galvanizzare i contadini nella formazione di un movimento di resistenza contro una diga, Kikuji Yamashita https://www.artland.com/artists/kikuji-yamashita ed altri artisti andarono al villaggio di Ogōchi, dove produsse dipinti a olio surrealisti attinenti la vita dei contadini. Durante questo periodo dipinse The Tale of Akebono Village, raffigurante un attivista steso dentro una pozza di sangue, insieme agli abitanti del villaggio raffigurati come animali. Amante degli uccelli, teneva perfino dei gufi come animali domestici nella sua casa, dove morì nel novembre 1986.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di persone creative, consentendo ad altri di apprezzarne le opere.  Se vuoi conoscere altri pittori digita https://meetingbenches.net/category/pittori/. Le proprietà intellettuali delle immagini che appaiono in questo blog sono da riportarsi ai loro autori.

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VIAGGIO AGLI ANTIPODI – Muoversi tra persone curiose e luoghi apparentemente distanti http://meetingbenches.net/viaggio-agli-antipodi-muoversi-tra-persone-curiose-e-luoghi-apparentemente-distanti/ Thu, 30 Jun 2022 16:17:26 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39368 Nel paese delle meraviglie, per scoprire l’altro lato della creatività Agli antipodi dell’Europa ed a sud-est della Nuova Zelanda, là dove uno spicchio dell’Oceano Pacifico ospita le isole degli Antipodi, https://www.globalgeografia.com/oceania/isole_antipodi.htm. Utilizzato da Platone per denotare gli abitanti della terra diametralmente opposti ad Europa, Asia e Libia, il concetto di antipodi richiedere come condizione inevitabile …

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Nel paese delle meraviglie, per scoprire l’altro lato della creatività

Agli antipodi dell’Europa ed a sud-est della Nuova Zelanda, là dove uno spicchio dell’Oceano Pacifico ospita le isole degli Antipodi, https://www.globalgeografia.com/oceania/isole_antipodi.htm. Utilizzato da Platone per denotare gli abitanti della terra diametralmente opposti ad Europa, Asia e Libia, il concetto di antipodi richiedere come condizione inevitabile quello attinente la sfericità della Terra. Ebbene, anche la conoscenza delle attitudini degli antipodiani necessita di un approccio a tutto campo. Per rendercene conto, scegliamo sei esseri umani nativi di quei luoghi. Raccontandoti le loro storie scopriremo come la creatività si sia potuta manifestare nel dipingere in modo surrealistico, creare versi, comporre musica e stili nel vestire, oppure fotografare e disegnare dei fumetti.

Se da bambino frequenti una scuola nel bush dell’entroterra australiano, con la tua immaginazione potrebbe capitarti di disegnare le tue visioni dentro un quadernetto scolastico. Soltanto dopo alcuni anni, tuttavia, potresti affermare di avere una tua tecnica personale. Utilizzando un buon pennino inglese, nonchè una piuma d’oca, scopriresti anche la leggerezza al tatto ed i misteri dell’inchiostro cinese nero. L’esperienza ti insegnerà che per realizzare alcuni disegni occurre un mese, oppure un anno. Come Vali Myers, potresti perfino incontrare qualcuno che ti racconti i segreti della carta fatta a mano in una antica cartiera amalfitana http://www.anticacartiera.it/.

Nel 1994, Marianne Faithfull l’ha menzionata nella sua autobiografia. Una canzone di Joni Mitchell parla di lei, la donna che è stata fonte di ispirazione per la cantante Patti Smith, nonché di un personaggio di un’opera teatrale di Tennessee Williams. Vali Myers https://www.valimyerstrust.com/about-vali-myers/ ha perfino ispirato un dipinto di Ching Ho Cheng ospitato nella collezione del Cleveland Museum of Art. Era una ragazza beatnik dai folti capelli rossi che guardandoti con i suoi grandi occhi indossava maglioni neri con scollo. Il suo soffio vitale rimane vivo non soltanto nelle sue opere d’arte, ma anche e soprattutto nelle persone e nei luoghi che amava frequentare. Come uno spirito nato fuori dal tempo ha vissuto una vita straordinaria, quasi come una funambola, con un piede in questo mondo reale e l’altro dentro le sue opere. Ci piace ricordarla con le sue parole: Ho allattato animali morenti e so cosa mi aspetta, ma ho vissuto la vita che volevo vivere, facendo quello che volevo fare.

Nelle società occidentale di fine Ottocento, senso della morale e diritti sanzionavano la presenza di molte diseguaglianze fra uomini e donne. L’avvento della modernizzazione estese i diritti di cittadinanza, eppure, limitate nel diritto allo studio e all’esercizio delle professioni, le donne continuarono ad essere sottoposte alla potestà dei loro mariti. Nonostante Elena Reddy, la regina del pop australiana degli anni ’70, nonchè l’affermarsi del femminismo https://www.benecomune.net/rivista/numeri/sessantotto-50/le-donne-e-il-68-una-rivolta-nella-rivolta/ degli anni Sessanta e i Settanta del Novecento, ancora nel 1981 una pagina del periodico trimestrale del Movimento di liberazione della donna di Zurigo illustrava una strega in volo sopra una scopa.

Il suo più grande successo, l’inno I Am Woman che ebbe vasto successo all’interno del movimento di liberazione delle donne negli Stati Uniti, contribuì al successo dell’emendamento sulla parità dei diritti tra uomini e donne. Elena Reddy https://www.npr.org/2020/09/30/918651061/i-am-woman-singer-helen-reddy-is-dead-aged-78?t=1654240642357 aveva origini irlandesi, scozzesi e inglesi. In un’intervista del 2014, chiarì che la frase Io sono donna le venne in mente più e più volte; dunque, decise che ne potesse nascere una canzone.

IO SONO DONNAhttps://www.youtube.com/watch?v=rptW7zOPX2E Io sono donna, mi sento ruggire un numero troppo grande di volte per poterlo ignorare, e so troppo per tornare indietro e fingere, perché ho sentito tutto prima e sono stata lì giù, buttata per terra, e nessuno mi fermerà mai di nuovo. Oh sì, sono saggia, ma è saggezza nata dal dolore. Sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa! Io sono forte. Io sono invincibile. Io sono donna. Puoi piegarmi ma non spezzarmi, perchè serve soltanto a rendermi più determinata a raggiungere il mio obiettivo finale. E tornerò ancora più forte. Non sono più alle prime armi, perchè hai reso più profonda la sicurezza nella mia anima. Oh, sì, io sono saggia, ma è saggezza nata dal dolore. Oh, sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa. Io sono forte. Io sono invincibile. Io sono donna. Io sono donna, guardami crescere, guardami mentre ti affronto faccia a faccia, come ho allargato le mie braccia amorevoli attorno al paese. Ma sono ancora un embrione con una lunga, lunga strada da percorrere, fino a quando farò in modo che mio fratello capisca. Oh, sì, io sono saggia, ma è sapienza nata dal dolore. Oh, sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa. Oh, io sono forte, io sono invincibile, io sono donna. Io sono donna, io sono invincibile, io sono forte. Io sono donna

Naturalmente, anche agli antipodi un testo poetico è scritto in versi (che puoi realizzare sciolti o in rima), ma sarai sempre tu a decidere se scrivere attorniato da mandrie di pecore o mentre lavori dentro una filanda. Alidicarta https://www.alidicarta.it/, è un portale di testi online che permette a chiunque di scrivere e pubblicare poesie sul web. Per scriverne una, ricordandoti che il programma di scrittura per eccellenza è Word, determina prima il tipo di verso e la sua cadenza. Attorniata da mandrie di pecore e vaste distese di grano, fino all’età di 12 anni Dorothy Hewett visse di Lambton Downs, in una fattoria dell’Australia occidentale. Quando è nata a Perth (Australia occidentale), in un giorno di maggio del 1923, http://www.womenaustralia.info/leaders/biogs/WLE0507b.htm non poteva immaginare che sarebbe diventata una scrittrice. Bobbin Up, il suo primo romanzo pubblicato nel 1959 e basato sulle sue esperienze di lavoro in una filanda; venne perfino tradotto in russo ed acclamato come esempio di narrativa realista sociale. Dopo quasi sessanta anni di attività e sei figli, morì a Springwood nell’agosto del 2002.

FESTA DEL TÈ A NULLARBOR – Distendendo i nostri ombrelloni giapponesi nel deserto, disponiamo il servizio da tè delle nostre bambole su una scatola di burro capovolta. Abbiamo invitato il ragazzino il cui padre tiene il bowser a benzina. Pedala lungo la pista vuota, un principe sul suo triciclo. Versiamo dalla teiera di porcellana, con un dito teso come dame. Dietro di noi le case di pietra della stazione telegrafica abbandonata stanno scomparendo sotto le dune. Un camino si erge come un grido d’aiuto. La luce del vetro rotto danza come un semaforo. Il cortile è disseminato di cadaveri di vipere uccise in qualche epidemia cosmica; le loro pelli secche sbattono nel vento caldo. Non c’è altro suono, se non la spinta della risacca dall’altra parte delle dune, le pelli secche delle vipere della morte che girano, il rivolo di sabbia che aspetta di coprirci.

C’è chi è convinto che vestirsi in un certo colore, ovviamente dalla testa ai piedi, debba essere una scelta di vita https://www.donnamoderna.com/moda/cromoterapia-colori-vestiti-che-fanno-stare-bene. Vestire di bianco, colore che rappresenta il freddo e il silenzio, esprime il desiderio inconscio di lasciarsi andare al fatalismo, oa un nuovo inizio. Dietro la scelta del blu, un colore che simboleggia la calma e la pace interiore, si può nascondere un carattere insolitamente solido. Anche agli antipodi, ovviamente, la forma di minimalismo estremo dell’indossare il nero significa rendere visivamente chiara la rivendicazione del proprio potere. Nel caso di Carla Zampatti, una donna italiana emigrata in Australia, invece, l’abito femminile deve conferire individualità e stile, nonché sicurezza di sé.

Proveniente dall’Italia, lei arrivò in Australia all’età di 8 anni, notando immediatamente, con una sensibilità tutta italiana, che il locale modo di vestire avrebbe potuto essere migliorato nel design puntando sul binomio semplicità e linee audaci. La Sydney Opera House era in costruzione quando lei lanciò il suo marchio di moda. Nata in Italia nel 1942, Carla Zampatti https://issada.com/pages/carla-zampatti si stabilì con la sua famiglia a Fremantle ed a Bullfinch. Nel 1965 produsse la sua prima collezione, seguita cinque anni dopo dalla fondazione di Carla Zampatti Limited. I suoi vestiti sono stati apprezzati fin dall’inizio della sua attività sartoriale. Uno dei suoi primi abiti, del 1967, era ancora usato dal suo acquirente nel 2021. Sua figlia Bianca trascorse l’infanzia nello studio di sua madre, coltivò quell’interesse per la moda a Parigi, entrando a far parte dell’azienda con proprie collezioni.

Quando ci si sposa, l’organizzazione del matrimonio include la scelta di un fotografo che faccia il proprio mestiere in stile classico o reportage. Alcuni fotografi prediligono riportare in un angolo dei loro scatti le coordinate del luogo, ovviamente, misurate con precisione tramite il GPS. Un protagonista della fototografia del ‘900, il maestro del reportage Werner Bischof https://wernerbischof.com/, raccontò la bellezza degli angoli píu lontani del mondo. Un fotografo australiano, Max Dupain, limitandosi a catturare scatti fotografici di Sydney optò,invece, per una prospettiva diametralmente opposta.

In regalo, ricevette la sua prima macchina fotografica nel 1924. Nato a Sydney (New South Wales, Australia) nell’aprile del 1911, il fotografo australiano Max Dupain https://www.maxdupain.com.au/ ha sviluppato uno stile fotografico finalizzato all’uso delle forme geometriche nell’ambito architettonico e industriale. Fin dai suoi primi scatti fotografici, la sua attenzione venne attratta dall’opportunità di utilizzare il corpo umano come fosse pietra. Soprattutto interessato a fotografare architetture e paesaggi, nonché spiagge e città dell’Australia, visse a Sydney per tutta la vita, fotografandola dagli anni ’30 fino alla sua morte.

Il segreto di alcuni fumetti abita dentro la loro naturalezza e leggerezza; quello dei Supereroi, dagli Stati Uniti si è diffuso in tutto il mondo. Nel disegnare in stile realistico, i soggetti vengono rappresentati nel modo più simile alla realtà, ma con linee di contorno che ne delimitano le forme. Francesca Riccioni e Silvia Rocchi, ad esempio, hanno deciso di illustrare in un libro a fumetti, Il segreto di Majorana https://rizzolilizard.rizzolilibri.it/libri/il-segreto-di-majorana/. Murray Ball, un disegnatore nativo degli antipodi, da ragazzo, invece, si lasciò suggestionare da Miky Mouse.

Copiando alcuni dei personaggi di Walt Disney, la sua vocazione di fumettista nacque durante l’infanzia. Tra le strisce che Murray Ball disegnò, ti ricordiamo Thor Thumb del 1972 e Ghastly Manor del 1980https://cartoonists.org.au/stanleys/halloffame/ball_murray. Inventò perfino un uomo delle caverne con gli occhiali, Stanley the Paleolithic Hero, ed anche Bruce the Barbarian. In Nuova Zelanda, nel 1975 ideò il fumetto Nature Calls, ma fu soltanto l’anno dopo che pubblicò su di un quotidiano pomeridiano di Wellington la striscia Footrot Flats.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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L’IMPORTANZA DEL FEEDBACK EDITORIALE – Murray Ball, il fumettista che deliziò e offese i suoi lettori http://meetingbenches.net/limportanza-del-feedback-editoriale-murray-ball-il-fumettista-che-delizio-e-offese-i-suoi-lettori/ Wed, 29 Jun 2022 10:10:08 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39356 Feilding, Manawatu Times ed il desiderio di diventare un fumettista Wallace Cadwallader Footrot e il suo cane, due ribelli indipendenti che non capivano l’autorità, furono i protagonisti del suo fumetto Footrot Flats. Nel 2002, Murray Ball https://www.footrotflats.com/the-cartoonist è stato insignito del New Zealand Order of Merito. Nato nel 1937 a Fielding (Manawatu, Nuova Zelanda), trascorse …

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Feilding, Manawatu Times ed il desiderio di diventare un fumettista

Wallace Cadwallader Footrot e il suo cane, due ribelli indipendenti che non capivano l’autorità, furono i protagonisti del suo fumetto Footrot Flats. Nel 2002, Murray Ball https://www.footrotflats.com/the-cartoonist è stato insignito del New Zealand Order of Merito. Nato nel 1937 a Fielding (Manawatu, Nuova Zelanda), trascorse la sua infanzia tra Australia e Sud Africa. In Nuova Zelanda, invece, lavorò per un paio di giornali prima di trasferirsi in Inghilterra per fumettista. Il suo personaggio Stanley, eroe del Paleolitico, fu pubblicato su Punch, una rinomata rivista umoristica inglese. I suoi primi cartoni animati, negli anni ’70, avevano anche sfumature politiche di sinistra.

Copiando alcuni dei personaggi di Walt Disney, la sua vocazione di fumettista nacque durante l’infanzia. Tra le strisce che Murray Ball disegnò, ti ricordiamo Thor Thumb del 1972 e Ghastly Manor del 1980https://cartoonists.org.au/stanleys/halloffame/ball_murray. Inventò perfino un uomo delle caverne con gli occhiali, Stanley the Paleolithic Hero, ed anche Bruce the Barbarian. In Nuova Zelanda, nel 1975 ideò il fumetto Nature Calls, ma fu soltanto l’anno dopo che pubblicò su di un quotidiano pomeridiano di Wellington la striscia Footrot Flats.

Tornato in Nuova Zelanda con la sua famiglia, nel 1976 Murray Ball https://www.goodreads.com/author/list/385448.Murray_Ball creò una striscia quotidiana, Footrot Flats https://www.footrotflats.com/the-cartoonist, che è durata fino al 1994. A metà degli anni ’70, decise che un cartone animato su un contadino e il suo cane da pastore poteva essere una buona idea per cambiare le cose della nostra vita quotidiana. Non soltanto le sue striscie a fumetti Footrot Flats hanno continuato ad apparire sotto forma di libro fino al 2000, ma hanno anche ispirato un musical teatrale, un film d’animazione e un parco a tema.

Vogliamo ricordarti che lui ha scritto un romanzo illustrato, i cui versi parodiavano una ballata del 1996, The Ballad of Footrot Flats. I tributi dovuti a Murray Ball https://www.abc.net.au/news/2017-03-12/murray-ball-new-zealand-cartoon-footrot-flats-creator-dies/8347596 includono la grande influenza esercitata sui fumettisti australiani che, infatti, lo ricordano ancora come uomo divertente e generoso, nonché terribilmente serio riguardo ai temi inerenti le disuguaglianze. Con milioni di copie di libri venduti in Australasia, la sua striscia Footrot Flats raggiunse enorme popolarità a metà degli anni ’80.

Nel corso della sua vita, non nascose mai la sua palese intenzione di usare i suoi personaggi comici per cambiare il mondo. In Nuova Zelanda, Murray Ball https://www.theguardian.com/world/2017/mar/12/footrot-flats-creator-murray-ball-dies-aged-78-cartoon-new-zealand viveva a Gisborne, con la moglie, in una proprietà rurale. Le sue condizioni di salute, aggravate dalla demenza senile, divennero precarie negli ultimi anni della sua vita, fino a che la morte lo colse all’età di 78 anni, all’inizio della primavera del 2017.

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SEMPLICITA’ E IMMEDIATEZZA FOTOGRAFICA – Max Dupain e la sua voglia di dare vita all’inanimato http://meetingbenches.net/semplicita-e-immediatezza-fotografica-max-dupain-e-la-sua-voglia-di-dare-vita-allinanimato/ Thu, 23 Jun 2022 12:55:41 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39336 Fotografare l’emergente architettura modernista di Sydney In regalo, ricevette la sua prima macchina fotografica nel 1924. Nato a Sydney (New South Wales, Australia) nell’aprile del 1911, il fotografo australiano Max Dupain https://www.maxdupain.com.au/ ha sviluppato uno stile fotografico finalizzato all’uso delle forme geometriche nell’ambito architettonico e industriale. Fin dai suoi primi scatti fotografici, la sua attenzione …

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Fotografare l’emergente architettura modernista di Sydney

In regalo, ricevette la sua prima macchina fotografica nel 1924. Nato a Sydney (New South Wales, Australia) nell’aprile del 1911, il fotografo australiano Max Dupain https://www.maxdupain.com.au/ ha sviluppato uno stile fotografico finalizzato all’uso delle forme geometriche nell’ambito architettonico e industriale. Fin dai suoi primi scatti fotografici, la sua attenzione venne attratta dall’opportunità di utilizzare il corpo umano come fosse pietra. Soprattutto interessato a fotografare architetture e paesaggi, nonché spiagge e città dell’Australia, visse a Sydney per tutta la vita, fotografandola dagli anni ’30 fino alla sua morte.

Già all’epoca in cui studiava all’East Sydney Technical College e alla Julian Ashton Art School, Max Dupain http://www.artnet.com/artists/max-dupain/ iniziò ad esporre fotografie attinenti paesaggi. Dopo il suo apprendistato fotografico con Cecil Bostock, lavorò per l’unità di mimetizzazione dell’esercito, nonché, per un biennio, per l’Australian Department of Information. Anche se non conosceva l’arte di scolpire di Bernini, le donne da lui fotografate erano ritratte in pose sensuali allo stesso modo di quell’artista italiano. Ancora oggi, per tanti australiani, le sue immagini fotografiche più famose continuano a definire ciò che agli antipodi intendono per cultura di spiaggia.

Dopo la seconda guerra mondiale, la curiosità creativa di Max Dupain https://www.diggins.com.au/artist/max-dupain/ iniziò a rivolgersi alle architetture e industriali, diventando in tal modo uno dei più influenti fotografi australiani. Per oltre mezzo secolo, ha sperimentato con successo molteplici e inusuali tecniche fotografiche che fossero in grado di cogliere sensualità nei manufatti di cemento e metallo.

Usando uno suo proprio stile fotografico, è riuscito nell’intento di catturare con naturalezza i momenti della quotidianità. Max Dupain https://www.maxdupain.com.au/vintage-prints/ morì ad Ashfield (Nuovo Galles del Sud, Australia), durante l’estate del 1992, ma quello che ci ha insegnato resta nel nostro modo di concepire l’uso di una qualsiasi fotocamera: “La fotografia deve fare di più che intrattenere, deve stimolare il pensiero e coltivare una comprensione di uomini e donne e della vita che vivono e creano”. I 28.000 negativi del suo archivio personale sono stati trasmessi a Jill White, dai quali ne ha ricavato stampe, libri e tenuto mostre.

I lavori fotografici di Max Dupain https://lismoregallery.org/max-dupain-australian-modern, presentati in mostre e retrospettive, contribuirono nel 1982 alla sua nomina a Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. Quale convinto assertore della fotografia in bianco e nero, il suo modo di concepire l’arte fotografica è riassumibile nei durevoli concetti di semplicità e immediatezza https://www.amazon.com/gp/product/0947322175/ref=dbs_a_def_rwt_hsch_vapi_taft_p1_i0. Affinchè potessero essere catalogati e conservati, i suoi negativi fotografici sono stati trasferiti alla Biblioteca di Stato del NSW.

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FARE SENTIRE BELLE LE DONNE, PRINCIPESSE O VINCITRICI DI PREMI OSCAR – Carla Zampatti e le sue collezioni senza tempo, ma anche di tendenza http://meetingbenches.net/fare-sentire-belle-le-donne-principesse-o-vincitrici-di-premi-oscar-carla-zampatti-e-le-sue-collezioni-senza-tempo-ma-anche-di-tendenza/ Mon, 20 Jun 2022 16:21:17 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39322 Ciò che una donna indossa deve esprimerne individualità e stile La Sydney Opera House era in costruzione quando lei lanciò il suo marchio di moda. Nata in Italia nel 1942, Carla Zampatti https://issada.com/pages/carla-zampatti si stabilì con la sua famiglia a Fremantle ed a Bullfinch. Nel 1965 produsse la sua prima collezione, seguita cinque anni dopo …

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Ciò che una donna indossa deve esprimerne individualità e stile

La Sydney Opera House era in costruzione quando lei lanciò il suo marchio di moda. Nata in Italia nel 1942, Carla Zampatti https://issada.com/pages/carla-zampatti si stabilì con la sua famiglia a Fremantle ed a Bullfinch. Nel 1965 produsse la sua prima collezione, seguita cinque anni dopo dalla fondazione di Carla Zampatti Limited. I suoi vestiti sono stati apprezzati fin dall’inizio della sua attività sartoriale. Uno dei suoi primi abiti, del 1967, era ancora usato dal suo acquirente nel 2021. Sua figlia Bianca trascorse l’infanzia nello studio di sua madre, coltivò quell’interesse per la moda a Parigi, entrando infine a far parte dell’azienda materna con proprie collezioni.

Proveniente dall’Italia, lei arrivò in Australia all’età di 8 anni, notando immediatamente, con una sensibilità tutta italiana, che il locale modo di vestire avrebbe potuto essere migliorato nel design puntando sul binomio semplicità e linee audaci. Nel 1972, aprì la sua prima boutique a Sydney, alla quale ne seguirono altre tre, che fecero crescere la notorietà della Carla Zampatti Pty Ltd fino a crearne trenta, sparse in tutta l’Australia. Nel porto di Sydney, al Mrs Macquarie’s Point, nel 2021 Carla Zampatti https://www.carlazampatti.com.au/ aveva partecipato alla serata di apertura de La traviata, dove cadendo da una scala morì per le ferite riportate. Al suo servizio funebre, molti partecipanti indossavano modelli dei suoi abiti. Tra l’altro, lei ricoprì l’incarico di presidente della SBS Corporation e amministratore fiduciario della Art Gallery of New South Wales.

È una stilista australiana che per oltre 55 anni ha creato abiti da donna essenziali. A Sydney, la sua prima boutique è stata aperta a Surry Hills nel 1972. Nel 1973, lei fu una delle prime designer australiane a introdurre dei costumi da bagno nelle sue collezioni di moda. Nel 1994, l’industria della moda australiana la nominò miglior designer dell’anno. Carla Zampatti https://www.carlazampatti.com.au/pages/about si sposò due volte, ebbe tre figli e fu nominata membro dell’Ordine dell’Australia per il servizio all’industria della moda. Dal 1988 e fino alla sua morte, lei fu giudice di un premio nazionale riservato ad imprenditori migranti e indigeni che onorava il loro contributo all’Australia. Impegnata in pratiche commercialmente sostenibili, collabora con Ethical Clothing Australia.

Lei prestava costantemente attenzione affinchè le acquirenti si percepissero a proprio agio nell’indossare abiti che le rappresentassero al meglio. Tra l’altro, la sua verve creativa generò occhiali per Polaroid, nonchè il profumo Carla, cui ne seguì un secondo dal nome Bellezza. Insieme a stilisti australiani del calibro di Jenny Bannister, Collette Dinnigan e Joe Saba, nel 2005, Carla Zampatti https://www.theguardian.com/fashion/2021/apr/03/carla-zampatti-australian-fashion-designer-dies-age-78-after-serious-fall venne premiata dall’Australia Post con un francobollo commemorativo. L’anno precedente, il Governo italiano l’aveva insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica.

È nota per i suoi classici blocchi di colore nero, blu scuro e stagionale. Secondo il suo modo di pensare, ciò che una donna indossa contribuisce ad esprimerne individualità e stile. In collaborazione con Ford Australia, lei progettò persino un’auto per il mercato femminile. Nel 1999, le venne conferito il titolo di dottore in lettere honoris causa dall’Università di Western Sydney. Il più alto riconoscimento nell’industria della moda australiana, l’Australian Fashion Laureate Award, invece, venne assegnato a Carla Zampetti https://www.abc.net.au/news/2021-04-03/carla-zampatti-fashion-designer-dies-aged-78/100047382 nel 2008. Dieci anni dopo, l’Università di Wollongong le conferì un dottorato onorario.

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LA FRANCA RAPPRESENTAZIONE DELLA SESSUALITÀ E DELLA FORZA FEMMINILE – Dorothy Hewett, un’aspirante scrittrice durante la Seconda Guerra Mondiale http://meetingbenches.net/la-franca-rappresentazione-della-sessualita-e-della-forza-femminile-dorothy-hewett-unaspirante-scrittrice-durante-la-seconda-guerra-mondiale/ Sat, 18 Jun 2022 15:34:14 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39309 Quando la poesia cresce tra pecore e grano, a sud est di Perth Bobbin Up, il suo primo romanzo pubblicato nel 1959 e basato sulle sue esperienze di lavoro in una filanda; venne perfino tradotto in russo ed acclamato come esempio di narrativa realista sociale. Quando è nata a Perth (Australia occidentale), in un giorno …

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Quando la poesia cresce tra pecore e grano, a sud est di Perth

Bobbin Up, il suo primo romanzo pubblicato nel 1959 e basato sulle sue esperienze di lavoro in una filanda; venne perfino tradotto in russo ed acclamato come esempio di narrativa realista sociale. Quando è nata a Perth (Australia occidentale), in un giorno di maggio del 1923, Dorothy Hewett http://www.womenaustralia.info/leaders/biogs/WLE0507b.htm non poteva immaginare che sarebbe diventata una scrittrice. Dopo quasi sessanta anni di attività e sei figli, morì a Springwood (Nuovo Galles del Sud), nell’agosto del 2002. Attorniata da mandrie di pecore e vaste distese di grano, fino all’età di 12 anni lei visse a Lambton Downs, in una fattoria dell’Australia occidentale.

Dopo essere stata inizialmente educata attraverso una scuola per corrispondenza, non soltanto attorno all’età di sei anni iniziò a scrivere poesie, ma durante i viaggi a Perth rimase affascinata dal mondo che ruotava attorno al teatro. Nella sua vita Dorothy Hewett https://www.search.org.au/dorothy_hewett creò 22 opere teatrali, nove raccolte di poesie e tre romanzi. Associatasi al Partito Comunista d’Australia e scrivendo per un paio d’anni propri articoli sul The Workers’ Star, rifiutò lo stile di vita dei suoi ricchi genitori.

Nel 1935, a Perth, dove la sua famiglia aprì un teatro, lei frequentò il locale Ladies College; tuttavia, essendo una timida campagnola, le venne affibbiato il nomignolo di Eremita Hewett. Dorothy Hewett https://neripozza.it/autori/dorothy-hewett, una delle scrittrici australiane più amate e rispettate, ha ricevuto otto borse di studio che hanno contribuito a generare i suoi premi letterari, come il premio di poesia Meanjin del 1940 e il premio Christopher Brennan del 1996. Nel 1986, è stata nominata membro dell’Ordine dell’Australia per il servizio alla letteratura.

Dopo un tentato suicidio, dovuto a cause sentimentali, con la poesia Testament vinse l’ABC Poetry Prize del 1945, sposandosi immediatamente con un avvocato. Circondata da ammiratori e amici, timida e divertente, scrisse il suo primo romanzo soltanto in otto settimane. Lottando con problemi di salute per gran parte della sua vita, e dovendo accudire una famiglia numerosa, Dorothy Hewett https://uwap.uwa.edu.au/pages/dorothy-hewett-award-for-an-unpublished-manuscript diventò scrittrice a tempo pieno soltanto dall’età di 51 anni. Nel 1960 si sposò nuovamente, questa volta con un poeta, taglialegna e marinaio con cui pubblicò What About the People, un volume congiunto di loro poesie.

Tra l’altro, lei scrisse Clancy and Dooley e Don McLeod, epica ballata che contribuì ad accrescere la sua vocazione di protettrice diritti degli indigeni. Partecipò alla vita universitaria dell’Australia occidentale, dove, insieme ad amici, fondò la University Drama Society. A Perth, Woollahra e South Perth, radunava scrittori, musicisti e artisti, così, incoraggiando il lavoro dei giovani poeti, ne accolse i più bisognosi anche a casa sua. Così come gli abitanti di Redfern, Dorothy Hewett http://jacketmagazine.com/09/moor-iv-hewe.html amava le città rurali della sua giovinezza e le comunità universitarie.

FESTA DEL TÈ A NULLARBOR – Distendendo i nostri ombrelloni giapponesi nel deserto, disponiamo il servizio da tè delle nostre bambole su una scatola di burro capovolta. Abbiamo invitato il ragazzino il cui padre tiene il bowser a benzina. Pedala lungo la pista vuota, un principe sul suo triciclo. Versiamo dalla teiera di porcellana, con un dito teso come dame. Dietro di noi le case di pietra della stazione telegrafica abbandonata stanno scomparendo sotto le dune. Un camino si erge come un grido d’aiuto. La luce del vetro rotto danza come un semaforo. Il cortile è disseminato di cadaveri di vipere uccise in qualche epidemia cosmica; le loro pelli secche sbattono nel vento caldo. Non c’è altro suono, se non la spinta della risacca dall’altra parte delle dune, le pelli secche delle vipere della morte che girano, il rivolo di sabbia che aspetta di coprirci.

Se vuoi conoscere scrittori puoi digitare https://meetingbenches.net/category/scrittori/, mentre per i per i poeti di tutto il mondo https://meetingbenches.net/category/poesie/. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di questi artisti e che altre persone apprezzino le loro opere. La proprietà delle immagini che compaiono in questo blog corrisponde ai loro autori.

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SONO DONNA – Elena Reddy, la regina del pop degli anni ’70 http://meetingbenches.net/sono-donna-elena-reddy-la-regina-del-pop-degli-anni-70/ Wed, 08 Jun 2022 09:20:44 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39291 Quando una canzone diventa la colonna sonora di un’era A causa dei continui tour dei suoi genitori, all’età di 12 anni andò a vivere con una sua zia che le infuse stabilità e determinazione per una sua possibile carriera di cantante. Nata a Melbourne nell’ottobre 1941, Helen Reddy https://www.imdb.com/name/nm0714761/bio vinse un concorso televisivo per talenti …

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Quando una canzone diventa la colonna sonora di un’era

A causa dei continui tour dei suoi genitori, all’età di 12 anni andò a vivere con una sua zia che le infuse stabilità e determinazione per una sua possibile carriera di cantante. Nata a Melbourne nell’ottobre 1941, Helen Reddy https://www.imdb.com/name/nm0714761/bio vinse un concorso televisivo per talenti cantanti che le permise di andare a New York City, dove ebbe un’audizione discografica senza successo. Eppure, muovendosi tra Chicago e Los Angeles, con la sua canzone I Don’t Know How to Love Him, raggiunse i vertici della rivista canadese RPM.

Sposatasi giovanissima con un musicista notevolmente più anziano di lei, dopo il divorzio riprese la sua carriera musicale alla radio e alla televisione. Durante gli anni ’70, Helen Reddy https://artscentre.frankston.vic.gov.au/Whats-On/Events-directory/Invincible-The-Helen-Reddy-Story ebbe successo soprattutto negli Stati Uniti, dove sei sue canzone entrarono nella top 10 della Billboard Hot 100. Fu la prima australiana a ospitare uno spettacolo televisivo di varietà in prima serata su una rete americana. Agli American Music Awards del 1974 vinse il premio come Favorite Pop/Rock Female Artist.

Alla ricerca delle proprie radici, dopo aver svolto ricerche sulla storia della sua famiglia, scoprì che quell’interesse per la genealogia si era trasformato in una passione. Dopo le sue seconde nozze con un ameriaco, si stabilì in un hotel del Greenwich Village insieme a lui e sua figlia. Vissero un breve periodo di precarietà economiche ma, finalmente a Chicago e cantando nei bar cittadini, riuscì a farsi notare e ottenne un accordo con una società discografica, dal quale nacque il suo singolo One Way Ticket. Divenne nota come ragazza poster femminista. Nella metà degli anni 80, il suo singolo I Can’t Say Goodbye to You diventò il suo ultimo brano famoso negli Stati Uniti. Tornata in Australia, Helen Reddy https://www.nytimes.com/2020/09/29/arts/music/helen-reddy-dead.html conseguì laurea e praticato come ipnoterapeuta clinico. Nel 2011, tornò a esibirsi dal vivo.

In un’intervista del 2014, chiarì che la frase Io sono donna le venne in mente più e più volte; dunque, decise che ne potesse nascere una canzone. Il suo più grande successo, l’inno  che ebbe vasto successo all’interno del movimento di liberazione delle donne negli Stati Uniti, contribuì al successo dell’emendamento sulla parità dei diritti tra uomini e donne. Helen Reddy https://www.npr.org/2020/09/30/918651061/i-am-woman-singer-helen-reddy-is-dead-aged-78?t=1654240642357 aveva origini irlandesi, scozzesi e inglesi.

IO SONO DONNAhttps://www.youtube.com/watch?v=rptW7zOPX2E Io sono donna, mi sento ruggire un numero troppo grande di volte per poterlo ignorare, e so troppo per tornare indietro e fingere, perché ho sentito tutto prima e sono stata lì giù, buttata per terra, e nessuno mi fermerà mai di nuovo. Oh sì, sono saggia, ma è saggezza nata dal dolore. Sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa! Io sono forte. Io sono invincibile. Io sono donna. Puoi piegarmi ma non spezzarmi, perchè serve soltanto a rendermi più determinata a raggiungere il mio obiettivo finale. E tornerò ancora più forte. Non sono più alle prime armi, perchè hai reso più profonda la sicurezza nella mia anima. Oh, sì, io sono saggia, ma è saggezza nata dal dolore. Oh, sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa. Io sono forte. Io sono invincibile. Io sono donna. Io sono donna, guardami crescere, guardami mentre ti affronto faccia a faccia, come ho allargato le mie braccia amorevoli attorno al paese. Ma sono ancora un embrione con una lunga, lunga strada da percorrere, fino a quando farò in modo che mio fratello capisca. Oh, sì, io sono saggia, ma è sapienza nata dal dolore. Oh, sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa. Oh, io sono forte, io sono invincibile, io sono donna. Io sono donna, io sono invincibile, io sono forte. Io sono donna

Dal musical Jesus Christ Superstar, nel 1971, il suo I Don’t Know How to Love Him arrivò ai primi posti delle classifiche di Billboard. Helen Reddy https://www.theguardian.com/music/2020/sep/30/helen-reddy-obituary ebbe per madre una attrice, cantante e ballerina, mentre suo padre era scrittore, produttore e attore. Nel 2017 le venne diagnosticata la demenza senile. Morì a Los Angeles nell’autunno di tre anni dopo.

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LA RAPPRESENTAZIONE DI UN MONDO SPIRITUALE PERSONALE – Vali Myers ed i suoi 72 anni assolutamente fiammeggianti http://meetingbenches.net/la-rappresentazione-di-un-mondo-spirituale-personale-vali-myers-ed-i-suoi-72-anni-assolutamente-fiammeggianti/ Mon, 06 Jun 2022 10:47:34 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39278 Tra il tramonto e l’alba Era una ragazza beatnik dai capelli rossi che ti guardava con i suoi grandi occhi neri, indossando maglioni neri con scollo. Il suo spirito restanon solo nelle sue opere d’arte, ma soprattutto nelle persone e nei luoghi che amava frequentare. Come uno spirito nato fuori dal tempo, ha vissuto una …

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Tra il tramonto e l’alba

Era una ragazza beatnik dai capelli rossi che ti guardava con i suoi grandi occhi neri, indossando maglioni neri con scollo. Il suo spirito restanon solo nelle sue opere d’arte, ma soprattutto nelle persone e nei luoghi che amava frequentare. Come uno spirito nato fuori dal tempo, ha vissuto una vita straordinaria come un funambolo, un piede in questo mondo e uno in quello dentro le sue opere. Nel 1994, Marianne Faithfull l’ha menzionata nella sua autobiografia. Una canzone di Joni Mitchell parla di lei, la donna che è stata fonte di ispirazione per la cantante Patti Smith, nonché di un personaggio di un’opera teatrale di Tennessee Williams. Vali Myers https://www.valimyerstrust.com/about-vali-myers/ ha perfino ispirato un dipinto di Ching Ho Cheng ospitato nella collezione del Cleveland Museum of Art.

Lei trascorse la sua vita viaggiando, condividendo stile di vita ed arte con chiunque incontrasse. Ci teneva molto che nella sua vita (così come nella sua morte), tutto seguisse le vie degli animali. Conosceva Salvador Dalí e Jean Cocteau, Patti Smith e Sam Shepard. Vali Myers https://www.outregallery.com/collections/vali-myers nacque nell’estate del 1930 a Canterbury (Sydney), città dove mostrò talento artistico già in tenera età. Trasferitasi con la sua famiglia a Melbourne, lavorò in alcune fabbriche per pagarsi le sue lezioni di danza, diventando perfino ballerina principale della Melbourne Modern Ballet Company.

Per intraprendere la carriera di ballerina, nel 1949 Vali Myers https://herplacemuseum.com/encounters/vali_myers/ andò a Parigi, dove visse a Saint-Germain-des-Prés. Proprio in quel quartiere quartiere bohémien situato sulla Rive Gauche cittadina, il fotografo olandese Ed van der Elsken la elesse a protagonista di un suo libro, Love on the Left Bank. Sulla riva sinistra della Senna, viveva tra coetanei che scrivevano o dipingevano, fumando hashish e dormendo sulle panchine pubbliche. Artista potente e creatrice, aveva iniziato con dei disegni scarabocchiati nei caffè parigini degli anni cinquanta. Come lei amava raccontare a chi le chiedeva del suo girovagare, a good fox always knows to hunt far from the burrow.

Vivendo nella casa che i suoi genitori avevano costruita su palafitte sopra una laguna, senza aver paura di niente, da ragazzina trascorreva il suo a giocare nella boscaglia. Le sue opere d’arte sono cibo energetico per artisti e amanti del mondo naturale. Lavorando con penna, inchiostro e acquerello, Vali Myers https://www.ecostiera.it/vali-myers-a-memoir-latto-damore-di-gianni-menichetti/ ha diviso la sua vita tra la casa di Melbourne, l’Hotel Chelsea a New York City e Parigi. In Europa sposò un austriaco, insieme al quale si trasferì a Positano dove, quando il loro matrimonio finì, entrò nella sua vita un artista italiano che l’aiutò a trasformare la loro dimora in un santuario della fauna selvatica.

Ha messo tutto il suo spirito nella vita; così, attraverso quell’eredità, forse può ispirarti. Sviluppandole dai monocromi a una gamma completa di colori e toni vivaci, le opere d’arte di Vali Myers https://www.portrait.gov.au/people/vali-myers-1930 si estendono all’acquerello e alla foglia d’oro. Non solo i suoi dipinti sono stati conservati nella collezione Stuyvesant nei Paesi Bassi e nella Hurryman Collection di New York, ma sono anche di proprietà di George Plimpton e Mick Jagger. Dopo alcune crisi epilettiche e tornando saltuariamente a Positano, nel 1993 era tornata a Melbourne, morendovi nell’inverno del 2003. Ci piace ricordarla con le sue parole: Ho allattato animali morenti e so cosa mi aspetta, ma ho vissuto la vita che volevo vivere, facendo quello che volevo fare.

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SEI SFUMATURE DI CREATIVITÀ MESSICANA – Dove una mano sogna ciò che l’altra scrive http://meetingbenches.net/sei-sfumature-di-creativita-messicana-dove-una-mano-sogna-cio-che-laltra-scrive/ Wed, 01 Jun 2022 19:12:48 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39259 Viaggio dove le coincidenze germogliano sugli ingranaggi del destino Il miglior periodo per andarci va da novembre a aprile, durante la stagione secca. Un viaggio in Messico è fondamentale per gli amanti del turismo. Che ad attrarti sia il cuore della cultura maya, oppure le sue fantastiche città coloniali, certamente non resterai deluso. Naturalmente, scoprirai …

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Viaggio dove le coincidenze germogliano sugli ingranaggi del destino

Il miglior periodo per andarci va da novembre a aprile, durante la stagione secca. Un viaggio in Messico è fondamentale per gli amanti del turismo. Che ad attrarti sia il cuore della cultura maya, oppure le sue fantastiche città coloniali, certamente non resterai deluso. Naturalmente, scoprirai che esistono spiagge tra le più belle del mondo, che la sua deliziosa cucina comprende tacos, enchiladas, quesadillas e chilaquiles. Nella pianificazione dei tuoi spostamenti, ricorda che Quintana Roo https://www.visitmexico.com/en/quintana-roo è il posto più caro dello Yucatan, e che la zona più economica è quella di San Cristobal de las Casas https://recyourtrip.com/san-cristobal-de-las-casas-messico-chiapas/.

Del suo ricco ecosistema socio-culturale, México Creativo https://mexicocreativo.cultura.gob.mx/ ha l’obiettivo di incoraggiare il complesso culturale e creativo. Mexico, Territorio Creativo https://www.studiolaurianetwork.com/inspiring-presence-of-design-thanks-to-indoor-plants/, invece, è una partnership creata tra Studio Lauria e C Cubica Arquitectos per operare in modo innovativo sia in Italia che in Messico. Navigando su Amazon https://www.amazon.it/Sottosmalto-Coperchio-Casseruola-Stoviglie-microonde/dp/B08R14VZBR, invece, scoprirai l’esistenza di un terzo Messico Creativo, fatto a mano, e con fantastici sottosmalte colorati.

Se vuoi, puoi conoscere la creatività messicana anche attraverso uno dei tanti viaggi d’autore creati da Meeting Benches https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/, osservando cioè con gli occhi di persone originali ed ecclettiche i luoghi e le attitudini artistiche di sei persone nate sotto la luce e le passioni del Messico. Insieme a loro, scrittori e pittori, fotografi, vignettisti e stilisti di moda, nonchè cantanti, scoprirai che il caso, l’essere nati in un certo luogo o in una certa epoca, contribuì ha mettere in luce le loro diverse attitudini creative.

Tra le opere d’arte degli artisti messicani, oltre ai dipinti Frida Kahlo esistono i murales di Diego Rivera e Rufino Tamayo. Sia attraverso i dipinti che con il suo corpo, la pittrice e poetessa Carmen Mondragón usava l’arte per esprimere il suo spirito ribelle. Sofia Bassi  invece, pittrice e scrittrice, http://www.artnet.com/artists/sof%C3%ADa-bassi/, ebbe notevole fama sia per il suo lavoro surrealista che per la sua vita personale. Per Sofia Bassi l’arte era un elisir, una vevanda rigeneratrice che avrebbe voluto bere per sempre. Per qualche critico d’arte il suo genere di lavoro era assimimilabile ad una qualche forma di impressione magica, tuttavia, per i più il suo è uno stile surrealista, anche nel dipingere paesaggi che rappresentavano continenti e città perdute. Oltre a realizzare propri dipinti, collaborò con molti artisti, creò un palcoscenico teatrale ed a Città del Messico dipinse la parete che separa il palco del Teatro de las Américas Unidas. Le sue opere si trovano perfino nel Museum of Modern Art di Tel Aviv e nel Museum of Guadalajara.

La sua vita iniziò nello stesso luogo di nascita di José Clemente Orozco e Juan José Arreola. La stazione radio XEQ, l’assunse per un programma di musica classica, così lei, presentata dall’annunciatore radiofonico con un complicato cognome polacco, vi creò mezz’ora di melodie. Come compositrice, tra i brani più noti di Consuelo Velázquez https://www.biografiasyvidas.com/biografia/v/velazquez_consuelo.htm ti ricordiamo Déjame quererte e Bésame mucho, composto nel 1941, il suo successo più conosciuto che finì con il diventare il suo biglietto da visita. Tre anni dopo, il pianista e cantante Nat King Cole rese celebre Consuelo Velázquez in tutto il mondo, infatti, venne cantata anche da Andrea Bocelli e Frank Sinatra. BACIAMI MOLTOhttps://www.youtube.com/watch?v=MY0fuEfBmD4 – Baciami, baciami molto, come se stasera fosse l’ultima volta. Baciami, baciami molto, perchè ho paura di perderti, di perderti dopo. Baciami, baciami molto, come se stasera fosse l’ultima volta. Baciami, baciami molto, ho paura di perderti, perderti dopo. Ti voglio molto vicino. Guardami negli occhi, ti vedo accanto a me. Pensa che forse domani sarò lontano, lontano da te. Baciami, baciami molto, come se stasera fosse l’ultima volta. Baciami, baciami molto, perchè ho paura di perderti, di perderti dopo.

Octavio Paz, premio Nobel per la letteratura nel 1990, è stato un poeta e scrittore messicano del quale ti consigliamo leggere Il labirinto della solitudine https://www.amazon.it/labirinto-della-solitudine-Octavio-Paz/dp/8867230387. Famosissima per il suo Amor es más laberinto https://web.seducoahuila.gob.mx/biblioweb/upload/AMOR%20ES%20MAS%20LABERINTO.pdf, la religiosa Juana Inés de la Cruz è stata scrittrice e poetessa. Guadalupe Nettel https://www.ibs.it/libri/autori/guadalupe-nettel, invece, indagando all’interno di un proprio difetto fisico, ha esplorato una sua diversa attitudine creativa. Il corpo in cui sono nata https://www.amazon.it/corpo-cui-sono-nata/dp/8806214705, è un libro in cui Guadalupe Nettel rivive con la mente una successione di avvenimenti inerenti la propria giovinezza, tra Messico e Francia, confrontandosi con alcune utopie degli anni ’70. Nelle pagine di questo suo romanzo ambientato nel Messico sessantottino, tra scuole con metodo Montessori ed esuli politici, ti interrogherai a proposito di come una macchia bianca nell’occhio possa contribuire a farti sentire diverso dagli altri. Forse anche tu prenderai in considerazione l’eventualità che quella macchia possa trasformarsi nel segno di una qualche differenza, oppure, nell’unicità del raccontare in modo originale una storia personale. Frammenti del deserto – Il paziente è colui che resiste e sopporta un’azione esterna su di lui per un tempo indeterminato. Entrare nel deserto implica diventare suo paziente. https://imafemario.wordpress.com/2015/07/21/fragmentos-del-desierto-guadalupe-nettel/.

A proposito di abiti messicani https://www.actualidadviajes.com/it/vestimentas-tipicas-de-las-mujeres-mexicanas/, potrai scoprire due capi d’abbigliamento che potrebbero entrare nel tuo modo di vestirti, il jorongo e la guayabera. Il primo è una felpa con cappuccio, di lana e tessuta spessa, con una tasca orizzontale aperta sul davanti, dove poter infilare le tue mani. La guayabera, invece, è una camicia leggera con colletto decorato in senso verticale con motivi geometrici, che anche la stilista Cristina Lynch ha deciso di utilizzare preservare le tradizioni del ricamo. L’eredità messicana di sua madre, nonché l’amore per l’arte, hanno motivato Cristina Lynch https://www.heatherbien.com/2020/06/look-for-less-a-less-expensive-alternative-to-mi-golondrina.html a preservare le tradizioni del ricamo a mano provenienti da ogni angolo della sua terra natale. Ogni suo capo dell’azienda, cucito a mano da abili artigiani che utilizzano metodi tramandati di generazione in generazione, nasce dentro villaggi messicani. Sin dall’inizio della sua avventura commerciale, Mi Golondrina ha optato per un salario equo da corrispondere ai propri artigiani, costruendo in tal modo relazioni durevoli ciascuna comunità messicana.

Il racconto di un tuo fotografico ricordo del Messico potrebbe comprendere le città di San Miguel de Allende e Guanajuato, le cascate pietrificate di Hierve el Agua in Oaxaca https://www.turismomexico.es/estado-de-oaxaca/cascadas-hierve-agua/ e il Río Secreto nella Riviera Maya. Un buon souvenir di questa terra potrebbe anche essere un libro illustrato di Rubén Ortiz Torres https://visarts.ucsd.edu/people/faculty/rub%C3%A9n-ortiz-torres.html, un fotografo così creativo che ha saputo dialogare anche con altre forme dell’arte. Attraverso immagini sportive e ritratti di eroi messicani, il suo lavoro attinge a fonti visive concernenti due nazioni. Nato nel 1964 a Città del Messico, questo fotografo, pittore e regista messicano ha realizzato, tra l’altro, una installazione video intitolata Alien Toy, inclusa nel 1997 a San Diego nello spettacolo InSite. Insieme a Jesse Lerner, nel 1995 Rubén Ortiz Torres ha co-diretto il lungometraggio documentario Frontierland. Considerato innovatore del postmodernismo messicano, ha creato lavori usando serie di fotografie e lungometraggi, nonché dipinti e sculture, collage fotografici e svariate performance d’arte.

Il nostro uso dell’umorismo è essenziale per un vero residente del Messico. Ovunque, la risata ha il compito di mimetizzare le ferite; quindi, il giusto stato d’animo è un modo conveniente e conveniente per tutti per vivere meglio. De broma en broma la verdad se asoma, cioè tra una battuta e l’altra si intravede la verità. Non dimenticate questo detto, messicano come Carlos Orozco Romero https://www.britishmuseum.org/collection/term/BIOG181593, un artista che partendo dai disegni ha saputo cogliere le sfumature della creatività anche i suoi murales. Suo padre, un sarto dalla scarsa istruzione, pensava che un paio di insegnanti avrebbero potuto fornirgli le basi del dipingere. Nato nel 1896 a Guadalajara (Jalisco), Carlos Orozco Romero divenne fumettista e pittore, con lavori apprezzati tra l’altro dall’Academia de Artes e al Salón de la Plástica Mexicana. I suoi temi creativi includevano i ritratti, ma imparò anche a dipingere paesaggi surreali. Nel 1939 era a New York con una borsa di studio, fu proprio in quell’occasione che lui https://www.britishmuseum.org/collection/term/BIOG181593 dipinse Los hilos, l’opera che da allora avrebbe identificato il suo modo di percepire l’arte.

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DA FUMETTISTA A MAESTRO DELLE ARTI FIGURATIVE – Carlos Orozco Romero, dal Bohemian Center di Guadalajara alle mostre d’arte internazionali http://meetingbenches.net/da-fumettista-a-maestro-delle-arti-figurative-carlos-orozco-romero-dal-bohemian-center-di-guadalajara-alle-mostre-darte-internazionali/ Mon, 30 May 2022 12:50:33 +0000 https://meetingbenches.net/?p=39244 Non soltanto fumettista, ma anche muralista e paesaggista Iniziò la sua carriera artistica creando vignette per pubblicazioni per giornali di Guadalajara e Città del Messico, dove le sue vignette furono pubblicate anche su La Sátira, Excélsior e El Universal. Il suo primo insegnante lo influenzò nella creazione di cartoni satirici, nudi e ritratti. Fa parte …

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Non soltanto fumettista, ma anche muralista e paesaggista

Iniziò la sua carriera artistica creando vignette per pubblicazioni per giornali di Guadalajara e Città del Messico, dove le sue vignette furono pubblicate anche su La Sátira, Excélsior e El Universal. Il suo primo insegnante lo influenzò nella creazione di cartoni satirici, nudi e ritratti. Fa parte di una generazione di artisti dello stato di Jalisco che hanno notevolmente influenzato il modo di percepire la creatività artistica. Insieme a illustrazioni di libri e cartoni animati, Carlos Orozco Romero https://collection.blantonmuseum.org/artist-maker/info/5207 ha creato opere da cavalletto e scenografie. A causa del ruolo esercitato nella capitale del movimento del murales, all’età di sedici anni, lasciò Guadalajara per Città del Messico, dove si sposò con la donna destinata a rimanere con lui fino alla sua morte.

Negli anni ’20 e ’30, il suo lavoro non soltanto è apparso in alcuni libri, ma eseguì anche murali, dei quali sopravvisse Hombre aprisionando la tierra, alla Direccion General de Caminos a Guadalajara. Tra le sue influenze, trovi la passione per l’arte preispanica e quella per la stampa. Nei primi lavori di Carlos Orozco Romero https://www.annexgalleries.com/inventory/detail/19884/Carlos-Orozco-Romero/Dancing-Woman trovi l’accademismo del disegno al tratto, eppure, fu l’esperienza europea a fargli conoscere Diego Velázquez e Francisco Goya, aprendogli altresì le porte del cubismo e del surrealismo.

Nato nel 1896 a Guadalajara (Jalisco), divenne fumettista e pittore, con lavori apprezzati tra l’altro dall’Academia de Artes e al Salón de la Plástica Mexicana. I suoi temi creativi includevano i ritratti, ma imparò anche a dipingere paesaggi surreali. Nel 1939 era a New York con una borsa di studio, fu proprio in quell’occasione che Carlos Orozco Romero https://www.britishmuseum.org/collection/term/BIOG181593 dipinse Los hilos, l’opera che da allora avrebbe identificato il suo modo di percepire l’arte.

Suo padre, un sarto dalla scarsa istruzione, pensava che un paio di insegnanti avrebbero potuto fornirgli le basi del dipingere. Non soltanto perchè sua moglie era incinta, ma anche perché lui aveva nostalgia del Messico, lasciarono l’Europa nel 1923, tornando a Guadalajara, dove apprese l’arte dell’incisione da un artista peruviano. Dal 1962 al 1964, fu direttore del Museo de Arte Moderno. Durante la sua vita Carlos Orozco Romero https://www.metmuseum.org/art/collection/search/715268 contribuì a dare vita ad istituzioni culturali messicane, come la galleria d’arte del Palacio de Bellas Artes e la scuola d’arte La Esmeralda. Il valore del suo lavoro fu premiato con il Premio Nacional de Arte, nel 1980.

All’età di tredici anni, già si manteneva disegnando cartoni animati, ma ben presto divenne parte di un gruppo di artisti che gli permisero di conoscere i famosissimi David Alfaro Siqueiros, Xavier Guerrero e Carlos Stahl. Iniziò ad esporre le sue opere d’arte negli anni ’20, il suo passaggio da fumettista a pittore con una mostra tenutasi al Palazzo di Iturbide a Città del Messico nel1928. Dagli anni ’20 agli anni ’30 Carlos Orozco Romero https://www.abebooks.com/art-prints/ANTIQUE-VINTAGE-MEXICAN-LITHOGRAPH-CARLOS-OROZCO/30219330484/bd espose a New York e Chicago, nonchè alla Biennale di Venezia del 1958. Le sue ultime mostre vennero ospitate al Museo de Arte Contemporáneo de Monterrey. Morì di polmonite e malnutrizione a Città del Messico, nella primavera del 1984.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere dei fumettisti già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/fumettisti/.

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