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RAGAZZA ALLO SPECCHIO – Facce anni ’70: grintose, poetiche e sfuggenti

Fotografia: una forma d’arte nell’era pittorica

Lei, nata a Melbourne nel 1949, aveva studiato fotografia al Prahran College con l’assoluta determinazione di captare la vita delle bande suburbane piene di maschiacci violenti. Carol Jerrems https://www.portrait.gov.au/people/carol-jerrems-1949 trascorse gli ultimi mesi della sua vita dentro un ospedale, dove morì poco prima di compiere 31 anni, in un giorno d’inverno del 1980. L’anno prima, quando ancora insegnava l’arte della fotografia e scattava autoritratti allo specchio, le era stato diagnosticato un cancro del sangue. Continuò a fotografarsi fino alla fine, documentando con le sue immagini anche lo strazio e il dolore di un corpo straziato. È stata la prima fotografa australiana contemporanea ad avere proprie opere nei musei australiani.

A proposito di quella ragazza non eccessivamente alta che nel 1972 era stata inclusa in una mostra riservata a fotografi emergenti, un suo insegnante di fotografia ricordò a lungo non soltanto il desiderio di libertà sessuale di quella femmina dai capelli rossi, ma anche il fatto che soltanto lei, Carol Jerrems, https://www.artmuseum.qut.edu.au/whats-on/2014/exhibitions/carol-jerrems-photographic-artist aveva un proprio mondo interiore, un luogo invisibile agli occhi dove sceglieva di percepire le cose dentro, prima fotografarle. Vivendo a stretto gomito con quei giovani criminali di Heidelberg – un sobborgo di Melbourne – ebbe così la possibilità di alimentare con immagini crude tutto quello che vedeva, ma anche che sentiva dentro di se. Lei non ha cercato lavori pubblicitari, ma l’approccio quasi diaristico attinente se stessa e gli ambienti giovanili urbani che la circondavano. La sua è stata una vita breve e intensa, vissuta a Melbourne, negli anni ’70.

Una sua stampa di “Vale Street” è stata venduta per $ 122.000 a un’asta di Sotheby’s Australia. La sua macchina fotografica captava donne in cerca di libertà, giovani di strada e stralunati indigeni prigionieri delle periferie urbane. “Vale Street,” una delle sue fotografie più dense di implicazioni, ritraeva una modella insieme a due minacciosi ragazzotti in penombra, appena dietro di lei. Anche in quella immagine Carol Jerrems https://nga.gov.au/jerrems/ scelse la messa a fuoco frontale, giusto per dare risalto a quello che l’osservatore avrebbe potuto percepire nell’atteggiamento e negli sguardi dei tre protagonisti. La sua curiosità creativa si è concentrata non soltanto su composizioni informative, ma ha deliberatamente scelto che quel suo desiderio di rendersi conto di qualcosa, per vie insolite, dovesse essere anche personali.

Tutto ciò che lei ha catturato con le fotografie, è riuscito a definire un pezzo di recente storia dell’Australia. Le fotografie realizzate da Carol Jerrems, proprio come il suo proprio mondo interiore, trascinano lo spettatore in una situazione intimamente pericolosa con i soggetti che lei decide di coinvolgere nella rappresentazione scenica. Osservando chi lei decide di ritrarre, anche tu avrai l’impressione di percepire cosa c’è dentro di loro https://www.theguardian.com/artanddesign/gallery/2020/feb/27/the-photography-of-carol-jerrems-boasts-australias-highest-priced-photo-in-pictures.

Le proprietà intellettuali delle immagini che appaiono in questo blog corrispondono ai loro autori. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, consentendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i racconti fotografici già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/fotografie/.

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