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VENEZIA, VIAGGIO NEL SOGNO E NELL’ALTROVE – Dove i velieri recavano nelle loro vele i venti di altri mondi

Le stelle sbiadiscono d’invidia, vedendo emergere dalla nebbia gli incanti di Venezia

La conoscenza dei contesti che visitiamo è sinestetica, perché vi mettiamo in gioco tutti i nostri sensi. I luoghi hanno memoria, ricordano tutto. Questo è ciò che scrive Wim Wenders in Luoghi, un libro con scatti fotografici realizzati in venti anni di spostamenti. Partendo da questa premessa, ti proponiamo un viaggio a Venezia https://www.getyourguide.it/venice-l35/?utm_force=0 dove alcuni luoghi verranno messi in relazione con alcune persone nate o vissute in questa città, donandoci così memoria dei loro viaggi nella creatività, dentro un nostro viaggio. Un vero e proprio viaggio d’autore.

In una Venezia che aveva assunto il ruolo di città cosmopolita, visitatori illustri e viaggiatori curiosi ebbero modo di apprezzare anche la scuola pittorica veneta https://www.copernicum.it/book/pittori-veneti-del-700-1906089, insieme di correnti pittoriche che si diffusero anche in Europa. Giambattista Tiepolo, Canaletto e Francesco Guardi ne erano gli esponenti più rappresentativi. Con il tempo, il successo di quei pittori si arricchì dei fastosi modelli del Rococò francese, dei quali Jacopo Amigoni diventò indiscusso autore. Pittore, disegnatore e incisore, fu uno dei più importanti artisti del tardo barocco, Jacopo Amigoni https://www.amazon.com/Jacopo-Amigoni-Bacchus-Ariadne-Gallery/dp/B07D1CLH64 dipinse anche ritratti che difficilmente gli piacevano. Era un pittore ben noto per la sua rappresentazione del colore ad olio. Nacque nel 1682, iniziando la carriera pittorica con scene mitologiche e religiose, divinità in sensuali sogni e giochi. Dopo aver completato il suo apprendistato, si trasferì a Venezia nel 1711, affascinato dai pittori Sebastiano Ricci e Rosalba Carriera.

Al 1713, risalgono 24 sue cantate per voce sola e basso continuo, eseguite settimanalmente in accademie private, ma lui coltivò anche la passione per la musica strumentale, comprendenti sonate per clavicembalo, violoncello e basso. Per conoscere lo splendore di Venezia, oltre ad apprezzarne la sua scuola pittorica, non potrai rinunciare a catturare la magia musicale di Benedetto Marcello https://www.youtube.com/watch?v=_ioc6sdgugo, insieme ad un suo famoso libello, il Teatro alla moda, che impartiva consigli ironici a compositori e cantanti. Il Conservatorio di Musica di Venezia, prende il nome da lui. La biblioteca del Conservatorio di Bruxelles possiede alcuni volumi interessanti delle sue cantate da camera. Ha combinato una vita in legge e un servizio pubblico con uno in musica. Compositore e scrittore italiano nato a Venezia in un giorno d’agosto del 1686, Benedetto Marcello http://www.conservatoriovenezia.net/ era membro di una nobile famiglia. Sebbene fosse uno studente di musica, suo padre voleva che si dedicasse alla legge. Nel 1711 divenne membro del Consiglio dei Quaranta nel governo centrale di Venezia, e fu nominato capo finanziario della città di Brescia.

Erano dedite a coltivare la conversazione e spesso apprezzate per la loro bellezza, ma tutte quelle nobildonne erano anche accomunate dall’identico desiderio di uscire dagli stereotipi femminili del loro tempo. A Venezia, molte di loro diedero vita ad importanti circoli letterari. Tra di loro, Giustina Renier Michiel, Marina Querini Benzon e Caterina Dolfin Tron https://www.amazon.it/tricorno-ventaglio-relazioni-nellaristocrazia-Settecento/dp/8883146964, il cui salotto veniva frequentato dal letterato Gasparo Gozzi e dall’autore teatrale Carlo Goldoni. È stato il padre ad avviarla all’amore per la lettura e della bellezza. Figlia unica, sposò un patrizio di mediocri sostanze e di scarse ambizioni. I suoi genitori appartenevano al ramo cadetto delle rispettive famiglie patrizie. Soggiornando in campagna, conobbe un patrizio ricchissimo e iniziò con lui una relazione, avviando la richiesta di annullamento del proprio matrimonio. Caterina Dolfin https://www.visitmuve.it/it/venezia-citta-delle-donne/donne-della-storia-veneziana/, nata a Venezia in un giorno di maggio del 1736, è stata una poetessa italiana.

Puoi scegliere tra velluti, taffettà e cotoni stampati. Essi arredano palazzi famosi del mondo e sono preziosi come gioielli. Stiamo parlando dei tessuti veneziani, quelli che ti fanno captare l’anima della città, offrendoti un’affascinante itinerario di visita. Nel sestiere di San Marco, potrai ammirare damaschi e broccati nell’atelier Bevilacqua. A Ca’ Pisani, Rubelli http://www.rubelli.com/it/rubelli-venezia/ ospita negozio e show-room tessile in Contrada di San Samuele. Per completare il tuo tour dei tessuti preziosi, Palazzo Fortuny https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/come-arrivare/ ti aspetta in San Marco 3958. Henriette Negrin https://fortuny.visitmuve.it/, una stilista che diventò moglie e musa di Mariano Fortuny, era nata in un giorno d’ottobre del 1877. Con il maritò, con cui andò a vivere a Venezia nel Palazzo Pesaro dei Orfei, fondò la ditta Fortuny, ancora oggi in attività a Venezia come uno dei musei della città. Nel 1921, aprirono l’attuale fabbrica della Giudecca in un convento vicino all’acqua, ma a causa della scarsità di seta sperimentarono il cotone. È miracoloso che i loro sontuosi tessuti dai disegni complessi siano ancora oggi prodotti.

In questo viaggio ti suggeriamo anche di esercitare la memoria olfattiva, perché la gastronomia veneziana è un susseguirsi di profumi e gusti che meritano di essere assaggiati, come i risi e bisi, il piatto dei Dogi. A Venezia, l’Osteria La Zucca http://www.lazucca.it/ristorante-a-venezia/, ha una porta sulla riva che permette ai clienti di arrivare anche in barca. Situato ai piedi di un ponte, il piccolo ristorante ti offre la possibilità di gustare il Flan di zucca allo sfornato di patate e broccoli con ricotta affumicata. Prima di mangiare fagli una fotografia, ma prima di lasciare la città non dimenticarti di acquistare un foto-libro di Fulvio Roiter. Proveniente dalla scuola della fotografia neorealista, sviluppò la sua forza narrativa inventando un formato rettangolare, collocandovi personaggi ed oggetti della vita di ogni giorno. Esperto di fotografia in bianco e nero, usò nel colore una tecnica che esaltava luoghi e particolari della scena. Nato a Meolo (Venezia) in un giorno di novembre del 1926, Fulvio Roiter https://fr-fr.facebook.com/fondazionefulvioroiter/ si dedicò alla fotografia, che diventò la sua attività professionale dal 1953. Apprezzato per aver prodotto libri fotografici, salì alla ribalta internazionale per immagini inerenti Venezia. Essere Venezia, è un suo foto-libro del 1977.

Le proprietà intellettuali delle immagini che appaiono in questo blog corrispondono ai loro autori. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, consentendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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