Settembre 23, 2021 10:06 pm
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ESSERE AMATO – Giacomo Leopardi

giacomo-leopardi-1-1Ricordato per il suo atteggiamento fortemente pessimista verso la condizione umana e la vita, lui era una figura significativa dell’epoca del romanticismo italiano. La qualità lirica straordinaria della sua poesia, ha fatto di lui un protagonista centrale nel panorama letterario e culturale europeo. La sua evoluzione letteraria, ha creato un notevole e rinomato lavoro poetico in relazione al periodo romantico. Giacomo Leopardi (un poeta e filosofo italiano), è nato a Recanati (Marche, Italia centrale), il 29 giugno 1798. Lui è ampiamente riconosciuto per essere stato uno dei pensatori più radicali e impegnativi del XIX secolo. Anche se ha vissuto nell’ultra-conservatore Stato Pontificio, è venuto in contatto con i principali pensieri del secolo dei Lumi.giacomo-leopardi-6-1

Anche se non ha raggiunto la fama che meritava durante la sua vita, è stato successivamente dichiarato il più grande poeta italiano del XIX secolo. Seguendo una tradizione di famiglia, aveva iniziato gli studi sotto la guida di sacerdoti, ma la sua sete di conoscenza innata aveva trovato soddisfazione soprattutto nella ricca biblioteca del padre. Si era impegnato così profondamente ai suoi studi che – in breve tempo – aveva acquisito una straordinaria conoscenza della cultura classica. Quando fu per breve tempo in grado di rimanere a Roma (con lo zio), era rimasto deluso dal clima di decadenza e dall’ipocrisia della Chiesa. Qui, era rimasto colpito dalla tomba di Torquato Tasso, (al quale si sentiva naturalmente legato da un comune senso di infelicità).giacomo-leopardi-5-1

Nei suoi primi anni di scrittura, aveva lavorato su traduzioni (traduzione di testi da opere classiche, come Orazio e sezioni della Odissea. A Firenze, aveva incontrato Alessandro Manzoni. Lì, aveva fatto alcune amicizie solide e durature, anche facendo visita a Giordani, e incontrando lo storico Pietro Colletta. Nel 1828 (fisicamente malato e logorato dal lavoro), ha dovuto rifiutare l’offerta di una cattedra (a Bonn o a Berlino), che gli era stata fatta dall’ambasciatore di Prussia a Roma, dovendo abbandonare il suo lavoro e tornare a Recanati. Si era poi trasferito a Napoli (vicino al suo amico Antonio Ranieri), dove sperava di beneficiare fisicamente del clima di quella città. Forse di edema polmonare, è morto nel 1837.giacomo-leopardi-2-1

L’INFINITOSempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete, io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.giacomo-leopardi-3-3

IO QUI VAGANDOIo qui vagando al limitare intorno, invan la pioggia invoco e la tempesta, acciò che la ritenga al mio soggiorno. Pure il vento muggia nella foresta, e muggia tra le nubi il tuono errante, pria che l’aurora in ciel fosse ridesta. O care nubi, o cielo, o terra, o piante, parte la donna mia: pietà, se trova pietà nel mondo un infelice amante. O turbine, or ti sveglia, or fate prova di sommergermi, o nembi, insino a tanto che il sole ad altre terre il dì rinnova. S’apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto posan l’erbe e le frondi, e m’abbarbaglia le luci il crudo Sol pregne di pianto.giacomo-leopardi-4-5

ALLA LUNAO graziosa luna, io mi rammento che, or volge l’anno, sovra questo colle io venia pien d’angoscia a rimirarti: e tu pendevi allor su quella selva siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia, che travagliosa era mia vita: ed è, né cangia stile, o mia diletta luna. E pur mi giova la ricordanza, e il noverar l’etate del mio dolore. Oh come grato occorre nel tempo giovanil, quando ancor lungo la speme e breve ha la memoria il corso, il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l’affanno duri!logo-meeting-benches

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