Settembre 23, 2021 10:52 pm
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ANIMA E PASSIONE – Le rappresentazioni poetiche di Marina Ivanovna Tsvetaeva

marina-ivanovna-tsvetaeva-2-1Marina Ivanovna Tsvetaeva, è stata delle voci più originali della poesia russa del XX secolo, nonché esponente di spicco del movimento simbolista russo. Nelle sua poesie, puoi distinguere una specie di partitura musicale, dove lei unisce eccentricità e rigoroso uso del linguaggio. A 18 anni, avviene l’esordio di un autentico talento, quando lei pubblica la sua prima raccolta poetica. Lei è anticonformista, bella e ricca, si sposa nel 1911. Due anni dopo, dedica al marito una poesia: “Leggi, di ranuncoli e papaveri colto un mazzetto, che io mi chiamavo Marina, e quanti anni avevo. Solo non stare così tetro, la testa china sul petto. Con leggerezza pensami, con leggerezza dimenticami.” La rivoluzione d’ottobre e la seconda guerra mondiale distruggeranno il loro sogno d’amore. In una domenica d’agosto del 1941 – rimasta sola a casa – dopo aver lasciato un biglietto che parlava di ranuncoli e papaveri, lei era salita su una sedia, impiccandosi. Nessuno andò ai suoi funerali. Non si conosce il punto dove lei fu sepolta. Ci piace ricordarla con due sue brevi poesie. https://www.amazon.com/Il-paese-dellanima-Lettere-1909-1925/dp/8845903117/ref=sr_1_5?s=books&ie=UTF8&qid=1479920852&sr=1-5&refinements=p_27%3ACvetaeva+Marinamarina-ivanovna-tsvetaeva-3-1

ORA IO SONO UN OSPITE CELESTEOra io sono un ospite celeste, nel tuo paese. Ho visto l’insonnia del bosco, e dei campi il sonno. Da qualche parte nella notte, gli zoccoli strappano l’erba. Pesante è il sospiro di una mucca, nella stalla assonnata. Io ti dirò, con tutta la tenerezza e la malinconia, dell’oca guardiana e delle oche che dormono. Le mani affogate nel pelo del cane, il cane canuto. Poi, verso le sei, l’alba è arrivata.marina-ivanovna-tsvetaeva-1-1

ECCO ANCORA UNA FINESTRAEcco ancora una finestra, dove ancora non dormono. Forse bevono vino, forse siedono così. O semplicemente, le due mani non staccano. In ogni casa, amico, c’è una finestra così. Non candele o lampade hanno acceso il buio, ma gli occhi insonni! Grido di distacchi e d’incontri. Tu, finestra nella notte! Forse, centinaia di candele, forse, tre candele. Non c’è, non c’è per la mia mente quiete. Anche nella mia casa è entrata una cosa come questa. Prega, amico, per la casa insonne, per la finestra con la luce.logo-meeting-benches

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