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BISOGNA AMARSI FINO IN FONDO – Julos Beaucarne e l’arte di riforestare l’anima attraverso amore, amicizia e persuasione

Un cantante ecologista, poeta e umanista, verso altre galassie

Stabilitosi a Tourinnes-la-Grosse per tutta la vita, in quel luogo di pace si esprimerà in una moltitudine di forme, destreggiandosi con le parole e l’amore per il prossimo. Amava definirsi anarchico nel profondo delle sue ossa. Proponeva creativamente strade inesplorate dell’arte. Poeta, cantante e attore, noto per la sua attività di cantastorie, Julos Beaucarne https://www.facebook.com/pg/fondationjulos/community/?mt_nav=0&msite_tab_async=0 è nato a Écaussinnes nel giugno 1936. Dopo una parentesi come attore, registrò il suo primo 45 giri nel 1964 e primo 33 giri tre anni più tardi.

IN RICORDO DI ROSAhttps://www.youtube.com/watch?v=F0JDKK93Vss. In ricordo di rosa. Nella memoria di rose non abbiamo mai visto morire un giardiniere. Se non altro, una pausa non può bastarti. Signora, lasciate che il tempo si allunghi e senza maledirlo, abbiate pazienza, lasciatevi scivolare nel vento leggero pazienza, abbiate pazienza. Se l’amore vola via, incolpa te stesso. Sei scappato da scuola per un letto da re. Se la sua vela bianca è solo nebbia. Non impiccarti al ramo quando fa buio. Non impiccarti al ramo appena fa buio, quello dal ricordo di rose. Non abbiamo mai visto un giardiniere morire se non per una pausa. Non può essere abbastanza per te. Signora, lascia che il tempo si allunghi e senza maledirlo, abbiate pazienza, lasciatevi scivolare nel vento leggero. Pazienza, sii paziente. Tienilo nel profondo, nel profondo di te. Un vuoto, un posto dietro le feste dove appoggiare la testa al vento della sera. Culla quei vecchi sogni. Anche se è oscuro rock quei vecchi sogni anche se è oscuro, perché nella memoria di rose non abbiamo mai visto morire un giardiniere. Se non altro, una pausa non può bastarti. Signora, lascia che il tempo si allunghi.

Predicava l’amore nelle sue canzoni, nelle sue poesie e nei suoi testi, anche nel giorno in cui sua sposa è stata uccisa da uno squilibrato che avevano accolto sotto in casa loro. Julos Beaucarne https://open.spotify.com/artist/2tXHBqcX6c4gw6PCX2xsRe musicò poesie di Max Elskamp, dando tra l’altro vita alla canzone Je ne songeais pas à Rose di Victor Hugo, e Je fais souvent ce rêve étrange di Paul Verlaine. Dopo l’omicidio di sua moglie viaggiò molto, rafforzando i suoi legami con la cultura dei cantanti francofoni.

LETTERA A KISSINGERhttps://www.youtube.com/watch?v=8uHQY5CjB3c. Voglio raccontarti, Kissinger, la storia di un mio amico. Il suo nome non ti dice niente, era un cantante in Cile. Stava accadendo in un grande stadio a cui avevamo portato un tavolo. La mia amica che si chiamava Jara. È stato portato lì vicino. Fu fatto mettere la mano sinistra sul tavolo, e un ufficiale con un solo colpo di ascia le dita della sinistra tagliò. Con un altro colpo, recise le dita del destriero e Jara cadde, facendo schizzare fuori tutto il suo sangue. Seimila prigionieri stavano urlando. L’ufficiale posò l’ascia. Forse il suo nome era Kissinger. Ha calpestato Victor Jara. “Canta!” ha detto “Sei meno orgoglioso!” Alzando le mani vuote delle dita che ieri pizzicavano la chitarra Jara si alzò lentamente. “Rendiamo felice il Comandante!” Ha cantato l’inno dell’Unità Popolare, preso dalle seimila voci dei prigionieri di questo inferno. Una raffica di mitra ha poi ucciso il mio amico. Chiunque abbia puntato la pistola potrebbe essere stato chiamato Kissinger. Questa storia che ho raccontato, Kissinger, non è avvenuta nel quarantadue ma ieri, nel settembre del settantatré.

Amava definire i suoi spettacoli come specchio della vita, occasioni dove trovare gioia e tristezza, cose belle e terribili. Gareggiando nella tenerezza delle parole, ci sono molti suoi testi dove lui propugna una visione positiva della vita. I suoi album sono montaggi di canzoni, poesie recitate, monologhi umoristici cui corrisponde una specifica atmosfera in cui le canzoni riflettono un particolare stato d’animo. Tra essi, Julos Beaucarne https://www.fnac.com/ia4633/Julos-Beaucarne ha prodotto Chansons d’amour del 2002, inerente un concerto tenuto in una fattoria vicino al villaggio di Tourinnes-la-Grosse.

HO ACCESO UN FUOCOhttps://www.youtube.com/watch?v=K7yZtLY4Cl4. Ho acceso un fuoco, l’azzurro mi ha abbandonato, un fuoco per essere suo amico, un fuoco per portarmi nella notte d’inverno. Un fuoco per vivere meglio. Un fuoco per vivere meglio. Gli ho dato ciò che il giorno mi aveva dato, le foreste, i cespugli, i campi di grano, le vigne, i nidi e i loro uccelli, le case e le loro chiavi, gli insetti, i fiori, le pellicce, le feste. Vivevo di solo suono. Fiamme scoppiettanti, profumate solo con il loro calore. Ero come una barca che affonda in un’acqua chiusa, come un morto avevo un solo elemento. Ho acceso un fuoco, l’azzurro mi ha abbandonato, un fuoco per essere suo amico, un fuoco per portarmi nella notte d’inverno. Un fuoco per vivere meglio.

Nei suoi testi trovi la violenta violenza della polizia, il saccheggio delle ricchezze mondiali, l’assassinio di un leader indipendentista congolese e del cantante cileno Victor Jara. Fu un cantante estremamente prolifico, a metà tra poesia e canto. Julos Beaucarne https://www.amazon.com/Julos-Beaucarne-Th%C3%A9%C3%A2tre-Septante-Libellule/dp/B076XMSP12 rifiutò la celebrità ed ebbe una sua casa editrice di dischi e libri, continuando a vivere nel suo villaggio in Vallonia. Nel 2006 presentò uno spettacolo con sue nuove canzoni, un libro, nonché un nuovo sito web. Fu un ribelle dal cuore largo, cittadino dell’universo che teneva alti i colori della tolleranza, della giustizia e dell’amore.

COMINCIA UNA VOLTAhttps://www.youtube.com/watch?v=IsKhIZgS3kI. Comincia una volta. La fata che conoscevi se ne va senza girare la sua bella testa. I suoi occhi azzurri divennero neri. La Terra ha alzato la sua bandiera nera. Addio bellezza. La mia vita di miele è diventata aceto. Anche la Provenza sa di inverno. I nostri due piccoli nel vialetto ti stanno inseguendo, il mio vialetto come una stella cadente disintegrata. Il tuo bel corpo è rotolato là in paesi che non conosciamo. E la tua voce dolce e la tua voce profonda sono già solo un ricordo. Il vento ha spazzato via la tua vita mia bella. Imbecilli, vivrete a lungo con i vostri odi, i vostri sfoghi. I tuoi coltelli a tracolla. Attenti se avete il cuore magro, non sostengono chi vive nella luce. Una bambina morta in un candeliere in un candeliere per disgrazia. Ti cullo nella mia anima. Sei mia madre e mio figlio il mio amante e ti aspetto proprio alla fine delle mie canzoni. Anche se mi sembra troppo educato, vorrei dire grazie per ciascuna delle tue carezze. Sono ancora sbalordito. Il mio corpo pieno di te vive solo sotto le tue belle dita da principessa. Non c’è nessun principe qui sotto. Lo so un giorno, come te. Prenderò la strada opposta. Vorrei sdraiarmi molto vicino a te, al fresco per vivere del resto della mia morte.

Cresciuto nella campagna di Ecaussines, è sempre rimasto fedele alle sue origini, infatti, a volte cantava nel patois vallone. Vivendo in un’era post-industriale, Julos Beaucarne https://www.tvcom.be/article/info/societe/julos-beaucarne-l-artiste-multiforme-s-en-est-alle_29101_89.html è stato apostolo dell’ecologia e dell’amore tra uomini. Negli anni 2000, si cimentò anche nella scultura con oggetti di recupero, realizzando presso l’azienda agricola Wahenges un insieme di pagode postindustriali provenienti da bobine di cantieri. Morì a Beauvechain nel settembre del 2021 e scelse di essere sepolto a Tourinnes-la-Grosse, dove visse.

PER VOI MIEI BEI SIGNORI È UNA CANZONE IN FRANCESEhttps://www.youtube.com/watch?v=jw6h7y2D7fI. Quelle che ci fanno uomini sono le madri che ci precedono come chiarezza dal cielo. Alle madri non devi essere sulla terra? Quindi, abbiate pietà delle madri, bei signori, che le nuvole non uccidano gli uomini. Un bambino di sette anni corre al pascolo e sopra i boschi veleggia il suo aquilone. Non conoscevi questi primi giochi? Quindi, abbiate pietà, bei signori, figli, che le nuvole non uccidano gli uomini. Mentre si pettina i capelli, la giovane sposa in fondo allo specchio cerca un viso gentile. Qualcuno non ti stava cercando lo stesso un giorno fa? Perciò abbiate pietà, bei signori, degli sposi che le nuvole non uccidono gli uomini. Quando si invecchia e la vita raggiunge il suo culmine, bisogna sempre pensare a ricordi felici. Anche tu stai invecchiando, la tua era sta volgendo al termine. Quindi, miei bei signori, abbiate pietà del vecchio. Che le nuvole non uccidano gli uomini.

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