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LA TUA CASA NON SARÀ UN POSTO – Hagiwara Sakutarō ed i suoi versi giapponesi moderni

Quando il terrore psichico feconda la poesia

Con un libro di poesie del 1917 avviò un linguaggio in cui la poesia si concretizzava nelle parole stesse. In alcune poesie criticava perfino il soffocamento dell’individualità da parte della vita di gruppo. Più che un semplice poeta, il giapponese Hagiwara Sakutarō https://allpoetry.com/Sakutaro-Hagiwara può essere considerato il fondatore del verso libero nel suo paese. Nato a Maebashi nel 1886, trascorse un’infanzia dorata che gli consentì di presentare all’attenzione pubblica sue poesie all’età di 15 anni. Puoi leggerne una breve, SEDIA – La persona che dorme sotto la sedia, è il figlio della persona che ha costruito la grande casa?

Nel pubblicare una raccolta di aforismi, provò ad esprimere perfino la sua personalissima filosofia sensuale. Hagiwara Sakutarō https://granta.com/three-poems-hagiwara/ si rifiutò di diventare medico come suo padre, dunque, a Tokyo preferì dedicarsi allo studio di mandolino e chitarra. Nel 1919 la sua famiglia combinò per lui uno sfortunato matrimonio dal quale prima di essere abbandonato da sua moglie ebbe due figlie. Come scrittore in versi liberi, restò fuori delle regole tradizionali e pubblicò saggi, critica letteraria e aforismi, con un proprio stile di versi intriso di dubbi esistenziali noia e confuse paure.

NOTTE DI PRIMAVERA – Cose come piccoli colli, cose come quahog, cose come pulci d’acqua, questi organismi, corpi sepolti nella sabbia, dal nulla, mani come fili di seta crescono innumerevoli, i peli sottili delle mani si muovono come le onde. Peccato, in questa tiepida notte di primavera, gorgogliando i flussi di salamoia, sopra gli organismi scorre l’acqua, anche le lingue delle vongole, tremolanti, con aria triste, mentre mi guardo intorno alla spiaggia lontana, lungo il sentiero bagnato della spiaggia, una fila di malati, i corpi sotto la vita mancano, cammina, cammina incerto. Ah, anche sui capelli di quegli esseri umani, passa la foschia della notte primaverile, dappertutto, profondamente, rotolando, rotolando, questa bianca fila di onde è increspata.

Il sostegno economico di suo padre permise a Hagiwara Sakutarō https://bungo.fandom.com/wiki/Hagiwara_Sakutarou di sviluppare con gradualità un proprio stile poetico, infatti, abbandonò gli schemi classici per dedicarsi alla libertà poetica compositiva. Estremamente affascinato dalla più tenebrosa delle intimità espressive, trascurò ogni sfumatura orientata alla qualità delle cose destinate a perire. Con la sua esplorazione della volgarità e usando il volgare, ha rivoluzionato la poesia giapponese del 20° secolo. Un suo trucco mentale gli permise di scrivere poesie dal realismo interno illusorio. Con linguaggio per scrivere, si riferiva allo stile usato nella scrittura, in contrapposizione al linguaggio parlato.

VONGOLA MARCIA – Corpo semisepolto nella sabbia, ancora sta ciondolando la lingua. Sulla testa di questo invertebrato, ciottoli e salamoia frusciano, frusciano, frusciano, frusciano, fluiscono, fluiscono, ah così quietamente come un sogno che scorre. Tra la sabbia e la sabbia che continuano a scorrere, la vongola ha di nuovo la sua lingua penzolante tremolante e rossa, questa vongola è molto emaciata, dico. Guarda, le sue viscere gommose sembrano sul punto di marcire, e così quando arriva la sera triste, seduto sulla spiaggia pallida, tremolante, tremolante, emette respiri marci, te lo dico io.

Insieme al poeta Murō Saisei, nel 1916 fondò una rivista letteraria e l’anno dopo Hagiwara Sakutarō https://www.britannica.com/biography/Hagiwara-Sakutaro editò Urlando alla luna, il suo primo libro di poesie. Uomo triste e assetato di affetto, con il suo Blue Cat del 1923 si presentò ad un più vasto pubblico con uno stile difficilmente comprensibile, ma che venne apprezzato dal romanziere Mori Ōgai. Nel 1934, editò L’isola di ghiaccio, sua ultima raccolta di versi liberi che esplorava le ipotetiche ragioni che gli alienavano un più vasto pubblico. Dopo mesi di polmonite acuta, morì in un giorno di maggio del 1942. Nella sua nativa Maebashi anche tu puoi visitare la sua tomba nel tempio di Jujun-ji.

LA NUOVA AUTOSTRADA KOIDE – Qui la strada appena aperta deve andare direttamente nelle vie cittadine. Anche se mi trovo su questa nuova strada in cui le persone vanno e vengono, non riesco a sondare gli orizzonti nelle quattro direzioni. Che giornata buia e deprimente. Il sole del cielo basso sulle grondaie delle case gli alberi dei boschetti sono tagliati qua e là. Com’è, com’è, che rivolgo il mio pensiero. Sulla strada non mi sono ribellato. I nuovi alberi sono stati tutti tagliati.

Se vuoi conoscere scrittori puoi digitare https://meetingbenches.net/category/scrittori/, mentre per i per i poeti di tutto il mondo https://meetingbenches.net/category/poesie/. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di questi artisti e che altre persone apprezzino le loro opere. La proprietà delle immagini che compaiono in questo blog corrisponde ai loro autori.

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