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L’ARTISTA ANTICONVENZIONALE DAGLI INTERESSI INFINITI – Man Ray, fotografo disinvolto, ma non indifferente

Quel che conta è l’idea, non la macchina fotografica

Il suo corpo venne seppellito al cimitero di Montparnasse, dove potrai leggerne l’epitaffio: Noncurante, ma non indifferente. Le violon d’Ingres, uno dei suoi ritratti fotografici del 1924, riprendeva la schiena nuda di una modella ritoccata con tratti di pennarello, vera genialità creativa sotto la forma di due Effe di violino. Nato a Filadelfia nel 1890, è stato pittore, fotografo, nonché autore di nuovi modi espressivi in contrasto con i gusti del suo tempo. Abbracciando il movimento surrealista con foto che evocano sogni sfuggenti, il fotografo Man Ray https://www.grandi-fotografi.com/man-ray è stato in grado di esplorare le alterazioni dell’inconscio. Sono famose le sue sculture, così come il suo Oggetto da distruggere, un metronomo con la fotografia di un occhio. Nel 1963 pubblicò Self-portrait, la sua autobiografia, mentre nel 1975 espose sue fotografie alla Biennale di Venezia.

Nato in una famiglia di immigrati russi, ebbe come nome di battesimo Emmanuel che, tuttavia, nel 1912 cambiò con Manny. Nei primi decenni del Novecento, Man Ray https://www.moma.org/artists/3716 ha fecondato il dadaismo americano, mentre con le sue foto ha saputo captare l’anima del movimento surrealista francese. Trasferitosi a Parigi nel 1921, frequentò gli stessi ambienti di Picasso, Chagall e Mirò, distinguendosi con ritratti fotografici destinati a diventare famosi, come quelli di Picasso ed Hemingway. Lavorando come regista cinematografico, realizzò film anticipatori del cinema surrealista: Anemic cinema, Emak-bakia, L’etoile de mer e Le mysteres du chateau de dé.

Preferendo coltivare la sua predisposizione per le arti grafiche, dopo le scuole superiori rifiutò una borsa di studio, ed iniziò a dipingere sotto l’influenza del cubismo. Inconsapevole del fatto che una macchina fotografica potesse cambiargli la vita, nel 1914 Man Ray https://www.manray.net/ ne acquistò una per fotografare e catalogare le sue opere. Più che un semplice fotografo lui si percepiva come un artista alla ricerca di strade nuove. Con l’intento di realizzare soggetti misteriosi e spettrali, inventò immagini fotografiche ottenute poggiando oggetti su carta sensibile, le Rayografie.

Nel 1915, l’incontro di con Man Ray https://www.thewebcoffee.net/2020/12/16/man-ray-artista/ con Marcel Duchamp contribuì a generare il dadaismo americano che lui seppe allora esprimere con un suo dipinto del 1921, Cadeau, destinato a diventare icona del movimento dadaista. Attorno al 1924, quando si innamora di una cantante destinata a diventare sua modella, alterna il lavoro come fotografo di moda alla ricerca artistica. Con la sua tecnica di solarizzazione, era in grado di circondare fantastiche figure dall’aurea metafisica. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale fuggì a New York, città dove seppe esprimere il suo talento come fotografo di moda. Fece poi ritorno a Parigi e morì a Montparnasse, dove visse fino al 1976. Vogliamo ricordarlo con le sue parole: “Quel che conta è l’idea non la macchina fotografica”.

Se vuoi conoscere storie fotografiche già pubblicate, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/fotografie/. Le proprietà intellettuali delle immagini che compaiono su questo blog corrispondono ai loro autori. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di questi creativi, permettendo ad altri di apprezzare le opere.

 

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