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DA OVUNQUE, SEMPRE – Quando l’amore diventa poesia

Charles Baudelaire, amava donne, alcol e droghe. Frequentando prostitute, aveva contratto malattie sessuali, perquesto la famiglia lo aveva spedito nella lontanissima India, sperando nel cambiamento del suo dissoluto stile di vita. Tornato a Parigi, scrissea sua poesie fortemente carnali. L’amore è stato cantato dai poeti di tutto il mondo e in tutte le epoche. Le poesie d’amore? Sono le compagne dagli innamorati, usano parole romantiche e dolci, a volte tenere o sensuali, ma ti accompagnano quando sei innamorato (ed a volte anche quando non lo sei). Leggere una poesia d’amore, fa sempre bene. 2000 anni indietro nel tempo, Catullo scriveva poesie d’amore a Roma, quando da giovanissimo si era innamorato dell’intelligente e spregiudicata Lesbia, con sui ebbe una relazione tormentata. Jacques Prévert, il poeta più romantico del ‘900, frequentava la Parigi di metà di quel secolo, scrivendo anche canzoni. Per lui, l’amore salva gli uomini e il mondo.

SEMPLICE E CHIARO – Anna Achmatova

E’ semplice, è chiaro, comprensibile a tutti: tu non m’ami affatto, mai amerai. A che dunque trascinarmi dietro un estraneo, a che dunque ogni sera per te pregare? A che, abbandonando l’amato e il ricciuto pargoletto, la casa abbandonando e il paese natio, come accattona vo raminga in una capitale d’altra terra? Oh, che piacere per me pensare che ti rivedrò!

QUANTO PIU’ MI DISDEGNI, PIU’ MI PIACI – Gianni Alfani

Quanto piú mi disdegni, più mi piaci. E quando tu mi dici: “Taci”, una paura nel cor mi discende, che, dentro, un pianto di morte v’accende. Se non t’incresce di veder morire lo cor che tu m’hai tolto, Amor, l’ucciderà quella paura ch’accende il pianto del crude! Martire, che mi spegne del volto l’ardire, in guisa che non s’assicura di volgersi a guardar negli occhi tuoi. Però che sente i suoi sí gravi nel finir, che li contende, che non gli può levar, tanto li incende.

AMORE UN TEMPO IN COSI’ LENTO FOCO – Tullia D’Aragona

Amore un tempo in cosí lento foco arse mia vita, e sí colmo di doglia struggeasi il cor, che qual altro si voglia martír fora ver lei dolcezza e gioco. Poscia sdegno e pietade a poco a poco spenser la fiamma. Ond’io piú ch’altra soglia libera da sí lunga e fiera voglia, giva lieta cantando in ciascun loco. Ma il ciel né sazio ancor, lassa, né stanco de’ danni miei, perché sempre sospiri, mi riconduce a la mia antica sorte. E con sí acuto spron mi punge il fianco, ch’io temo sotto i primi empi martiri cadere, e per men mal bramar la morte.

LASCIAMI! – Elisabeth Barret Browning

Lasciami! Eppur resistere è ormai vano. Vivrò nell’ombra tua. Sul limitare dell’intima mia vita non piú stare sola potrò, né il cuor di sé sovrano sarà, né, come prima, al sol la mano, potrò serenamente sollevare, senza sentir quel che schivai, le care tue mani sulle palme. Per lontano spazio che tra noi metta il destino, batte il tuo cuor nel mio, sempre. Tu sei in ciò ch’io sogno, e fo, come presente la fragranza dell’uva è dentro il vino. Se imploro Iddio per me, il tuo nome Ei sente, vede i pianti di due negli occhi miei.

Per approfondire questo tema, puoi digitare: http://meetingbenches.net/2017/02/colori-diventano-poesia/ Le proprietà intellettuali delle immagini che appaiono in questo blog corrispondono ai loro autori. L’unico scopo di questo sito, è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, consentendo ad altre persone di conoscere le loro opere.

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