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QUEI GIORNI AZZURRI E QUEL SOLE DELL’INFANZIA – Tre poesie di Antonio Machado (1875/1939), uno tra i maggiori poeti spagnoli di tutti i tempi

Lui è stato un poeta e scrittore spagnolo, tra i maggiori di tutti i tempi. Antonio Machado era nato a Siviglia in un giorno d’estate del 1875, ma all’età di otto anni abbandonò la città andalusa alla volta di Madrid, studiando in una scuola laica e moderna. Compì viaggi a Parigi, dove conobbe anche Oscar Wilde ed il poeta Rubén Darío. Dopo la morte della giovanissima moglie si trasferì a Baeza (in Andalusia), conducendo una vita solitaria. Nelle elezioni del 1931, fu tra i sostenitori della Repubblica, ma in un giorno di gennaio fuggì verso la frontiera francese, abbandonando una valigia contenente suoi appunti e lettere. Stanco ed amareggiato, guardava il mare, ricordando nei suoi ultimi versi Siviglia, città della sua infanzia. Morì in un giorno di febbraio del 1939, con nella tasca del cappotto il suo ultimo verso: “Quei giorni azzurri e quel sole dell’infanzia”.

PASSAGGIChi ha messo tra quelle rocce come cenere, mostranti il miele del sogno, quella scopa d’oro, quei rosmarini blu? Chi ha dipinto le montagne viola e lo zafferano, il cielo al tramonto? L’eremo, gli alveari, la fessura del fiume, l’acqua infinita in profondità nelle rocce, il verde pallido di nuovi campi, tutto ciò, anche il bianco e il rosa sotto gli alberi di mandorla!

L’ULTIMA NOTTE, MENTRE STAVO DORMENDOLa notte scorsa mentre dormivo, sognavo (errore meraviglioso!) che una sorgente stava scoppiando nel mio cuore. Ho detto: lungo quale acquedotto segreto, oh acqua, stai venendo da me, acqua di una nuova vita che non ho mai bevuto? La notte scorsa mentre dormivo, ho sognato (errore meraviglioso!) che avevo un alveare qui nel mio cuore. E le api d’oro facevano pettini bianchi e dolce miele dai vecchi fallimenti. La notte scorsa mentre dormivo, sognavo (errore meraviglioso!) che un sole ardente dava luce nel mio cuore. Ero fiero perché sentivo il calore da un focolare e dal sole, perché mi ha dato luce e ha portato lacrime agli occhi. La notte scorsa mentre dormii, sognavo (errore meraviglioso!) che era Dio che avevo qui dentro il mio cuore.

MEDITAZIONIOra la luna si arrampica sul boschetto arancione. E Venere sta brillando come una colomba di vetro. Ambra e berillio al di là della montagna lontana, e nel cielo calmo dell’oceano di porcellana, viola. Ora è la notte in giardino, i suoi compiti vanno d’acqua! E solo il profumo di gelsomino, l’odore di odori. Dall’oceano all’oceano, come sembra silenziosa, la guerra, mentre Valencia fiorisce bevendo il Guadalviar! Valencia di torri sottili e notti morbide, Valencia, sarò là con te, quando non vedo più, dove la sabbia aggiunge al prato, dove il mare viola scende.

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