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SE LA CREATIVITÀ ENTRA IN DIALOGO CON LA TRADIZIONE – L’immaginario giapponese, tra minimalismo pop e sfumature retrò

Come l’origami, un modo d’essere creativi

La pittura giapponese comprende un’ampia varietà di generi e stili, con antichi dipinti che includono i murali sulle pareti interne del Kondō nel tempio Hōryū-ji di Ikaruga. Numerose versioni di mandala sono state create come pergamene appese perfino sulle pareti dei templi. All’epoca del periodo Kamakura, il pittore Unkei aprì una propria scuola chiamata Kei. Catturando un pesce gatto con una zucca, il pittore-prete Josetsu segnò un punto di svolta nella pittura di Muromachi. La scuola Tosa, invece, era conosciuta per le sue illustrazioni di classici della letteratura in formato libro. Importanti artisti del periodo Edo, includono Tawaraya Sōtatsu e Suzuki Harunobu. La pittura giapponese del periodo Taishō, fu influenzata dal neoclassicismo e tardo post-impressionismo europeo. Importanti artisti nel secondo dopoguerra includono Ogura Yuki, Koiso Ryohei e Kikuji Yamashita.

A seconda delle dimensioni e del mezzo dell’opera d’arte, i suoi lavori sono stati offerti all’asta con prezzi fino a 11.720 USD. Nel 1952, per galvanizzare i contadini nella formazione di un movimento di resistenza militante contro una diga, Kikuji Yamashita https://www.artland.com/artists/kikuji-yamashita ed altri artisti andarono al villaggio di Ogōchi, dove produsse dipinti a olio surrealisti attinenti la stentata vita dei contadini. Durante questo periodo dipinse The Tale of Akebono Village, raffigurante un attivista steso dentro una pozza di sangue e una nonna impiccatasi. Amante degli uccelli, teneva dei gufi come animali domestici a casa, dove morì nel 1986.

Tra gli artisti da conoscere nella scena musicale giapponese, la band folk-rock Happy End che con il proprio album Kazemachi Roman incapsulò lo spirito della metà degli anni ’60. Con il brano musicale Transistor Radio, la band RC Succession contribuì potentemente a forgiuare la cultura rock di un’intera generazione giapponese. Nei primi anni ’90, Keigo Oyamada, alias Cornelius, ha sapientemente unito il pop con jazz e synth-pop. Incorporando elementi di electro ed house, Yasutaka Nakata ha creato un catalogo pop con una produzione di elevato grado musicale. Nel 1999, il cantante e blogger giapponese Kōji Wada debuttò con Butter-Fly, canzone che diventò sigla d’apertura dell’anime Digimon Adventure.

È stato responsabile del canto di numerose canzoni per ogni voce della serie Digimon. Nato a Fukuchiyama (Kyoto), in un giorno di gennaio del 1974, Kōji Wada https://anidb.net/creator/6927 era un cantante pop giapponese. Nel 2003 pubblica All of My Mind, il suo primo album originale; in seguito pubblicò The Best Selection, un album che contiene molti dei suoi primi lavori. In Messico, nel 2010 ha tenuto concerti in un evento J-pop e una convention di anime. Insieme a Butter-Fly, la sua voce roca continua ad incantare i fan delle canzoni degli anime.

BUTTER-FLYhttps://www.youtube.com/watch?v=YAxNwRb93xk Diventerò una farfalla felice e cavalcherò sul vento scintillante. Verrò presto a trovarti. È meglio dimenticare le cose inutili. Non c’è più tempo per scherzare. Cosa intendi? Mi chiedo se raggiungeremo il cielo, ma non so nemmeno quali sono i miei piani per domani. Dopo un sogno senza fine, in questo mondo di nulla. Sembra che i nostri amati sogni perderanno, anche con queste ali inaffidabili, ricoperte di immagini che tendono a rimanere. Sono sicuro che possiamo volare, amore mio. Diventerò una farfalla allegra e cavalcherò sul vento serio. Verrò a trovarti ovunque tu sia. Le parole ambigue sono sorprendentemente utili. Lo griderò mentre ascolto una canzone di successo. Cosa intendi? Mi chiedo se risuonerà in questa città, ma è inutile anticipare. Dopo un sogno senza fine, in questo mondo miserabile. Esatto, forse non usare il buon senso non è poi così male. Anche con queste ali goffe, tinte di immagini che sembrano rimanere. Sono sicuro che possiamo volare, amore mio. Dopo un sogno senza fine, in questo mondo di nulla. Sembra che i nostri amati sogni perderanno. Anche con queste ali inaffidabili, ricoperte di immagini che tendono a rimanere. Sono sicuro che possiamo volare, oh yeah Dopo un sogno senza fine, in questo mondo miserabile. Esatto, forse non usare il buon senso non è poi così male. Anche con queste ali goffe, tinte di immagini che sembrano rimanere. Sono sicuro che possiamo volare, amore mio.

Una raccolta classificata di Haiku compilata da Masaoka Shiki, raccoglie haiku per temi stagionali e sottotemi, include poesie del XV secolo. Il genere poetico haiku, diffuso in Giappone già nel lontano periodo Edo, deve il suo nome attuale a Masaoka Shiki, scrittore che coniò il termine come contrazione di haikai no ku (verso di un poema a carattere scherzoso). Con il suo splendido fraseggio, Sugita Hisajo è stata tra le prime donne a esprimere haiku moderno: Nuda, dopo lo hanami; sparsi a terra il kimono e un intrico di lacci. Nella storia della poesia moderna giapponese, invece, Hagiwara Sakutaro è una figura di primo piano.

Nel pubblicare una raccolta di aforismi, provò ad esprimere perfino la sua personalissima filosofia sensuale. Con un suo libro di poesie del 1917, avviò un nuovo linguaggio poetico in cui poesia si concretizzava nelle parole stesse. In alcune sue poesie, criticava perfino il soffocamento dell’individualità da parte della vita di gruppo. Più che un semplice poeta, il giapponese Hagiwara Sakutarō https://allpoetry.com/Sakutaro-Hagiwara può essere considerato come il fondatore del verso libero nel suo paese. Nato a Maebashi nel 1886, trascorse un’infanzia dorata che gli consentì di presentare all’attenzione pubblica proprie poesie all’età di 15 anni. Ora puoi leggere una sua breve poesia, SEDIA – La persona che dorme sotto la sedia, è il figlio della persona che ha costruito la grande casa?

Ognuno di loro è speciale: Issey Miyake come il grande vecchio del settore, Kenzō Takada per la sua creatività senza frontiere che dalla moda sfuma ai profumi, oppure il DJ Nigo e la sua moda giovanile. Tra i più interessanti stilisti giapponesi del momento ti ricordiamo Junya Watanabe, già designer della casa di moda Comme des Garçons, conosciuto per le sue collaborazioni con Levi’s e Converse. Amatissima nell’alta moda, la stilista Tae Ashida (figlia d’arte di un designer), riserva particolare attenzione alle donne. Kansai Yamamoto ha invece fatto furore anche alle sfilate parigine, con abiti che sconfinano nell’arte d’avanguardia dall’originalità assoluta.

Nel modo vestire e utilizzare colori luminosi, il suo nome è diventato sinonimo di design d’avanguardia, enfatizzando una sartoria scultorea che avvolga il corpo per strati. È nato un anno prima che la sua città venisse bombardata durante la guerra. Nato nel 1944 a Yokohama, Kansai Yamamoto https://www.farfetch.com/sk/shopping/women/kansai-yamamoto-pre-owned/items.aspx

All’interno del movimento New Photography, divenne famoso nel suo paese prima del secondo conflitto mondiale. Negli anni ’50 https://www.moma.org/artists/2475 si stabilì a Ōiso dove, con l’obiettivo di farne dei libri, iniziò a ripensare al suo lavoro fotografico. Hamaya Hiroshi https://www.shashasha.co/en/book/hiroshi-hamaya-photographs-1930s-1950s, uno dei maggiori fotografi documentaristi giapponesi del 20° secolo, nacque a Tokyo nel 1915. Dopo un’esperienza fotografica aeronautica, iniziò a documentare la sua città natale in modo estremamente originale: dal cielo e dalle strade. Interessato ai costumi tradizionali delle persone e al clima della regione, nel 1939 si recò sulla costa del Giappone, sviluppandovi un approccio alla fotografia che gli consentì di catturare la vita quotidiana delle prefetture costiere.

C’è chi come la fotografa e regista Mika Ninagawa si è distinta per il suo stile caratterizzato da colori vivaci e brillanti; ma anche chi, come la fotografa e artista performer femminista Tomoko Sawada, è riuscita ad affermarsi in numerose mostre collettive in Giappone, Europa e Stati Uniti. Ritraendo normali momenti della vita, Rinko Kawauchi realizza un proprio approccio fotografico caratterizzato da uno stile sereno e poetico. Altri fotografi, come ad esempio Issei Suda e Hamaya Hiroshi, con occhio investigativo sono riusciti a immortalare esattamente le usanze giapponesi.

Nel 1814, Katsushika Hokusai iniziò a illustrare brevi storie in cui i samurai erano al centro della scena. In Giappone li chiamati manga, combinazione di kanji (informale) e disegno (ga). Eppure, in occidente quella parola è usata per riferirsi sia al fumetto che al disegno in stile giapponese dove l’attenzione a ogni piccolo dettaglio, dedizione e tempo sono elementi essenziali. Dopo la sua laurea in Belle Arti, Masashi Tanaka trovato successo con una serie a fumetti basata su un tirannosauro chiamato Gon. Mentre Hiroya Oku ha creato storie combinando fantascienza e azione cruenta, il disegnatore giapponese di manga Mitsuteru Yokoyama ha trovato vena creativa fertile nell’antica letteratura.

Il ragazzo che amava leggere romanzi e fumetti su riviste, nacque nella città di Kobe alle porte dell’estate del 1934. Attratto dai famosi fumetti di Osamu Tezuka, ne apprezzava la capacità di scrivere storie interessanti; pur non essendo bravo come lui, comunque, disegnava fumetti e ne inviava la bozza agli editori: metà dei suoi materiali venne accettata. Il Giappone del dopoguerra era povero, ma con editori specializzati in libri a noleggio, soprattutto per i bambini. Mistuteru Yokoyama https://hmong.es/wiki/Mitsuteru_Yokoyama aveva 20 anni quando un editore di Osaka gli chiese di scrivere un fumetto lungometraggio: La spada silenziosa, cui seguì La storia della piccola Lily e La spada vorticosa demoniaca. Nel realizzare fumetti, era in grado di disegnarne una pagina in 30 minuti. Eppure, fu soltanto con Ironman 28th aka Gigantor, che i suoi genitori accettarono la sua scelta di carriera. Oggi, lui è ricordato tra i giganti fondatori del genere che chiamiamo manga.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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