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SELEZIONE DI POESIE ISLANDESI – Jónas Hallgrímsson

All’inizio del 19° secolo, il Romanticismo era arrivato in Islanda, ed era stato particolarmente dominante nel lavoro di poeti come Bjarni Thorarensen e Jonas Hallgrímsson (quest’ultimo considerato come uno dei padri fondatori del romanticismo in Islanda). https://www.youtube.com/watch?v=Q4fPc0Gvepk~~V~~singular~~3rd L’immaginario nella sua poesia, era stato influenzato dal paesaggio islandese. Le condizioni economiche erano difficili in Islanda durante i primi anni della sua vita (a causa delle ostilità tra Danimarca e Inghilterra, durante le guerre napoleoniche), ma anche perché le condizioni meteorologiche in Islanda erano terribili.

Jónas Hallgrímsson, era nato il 16 Novembre 1807 presso l’azienda agricola Hraun, a Oxnadalur (nell’Islanda del centro-nord). Lui era il terzo di quattro figli. Il padre, aveva frequentato la scuola della cattedrale di Hólar. Nella 1808, suo padre si era trasferito più a valle, alla fattoria Steinsstadir https://www.youtube.com/watch?v=hQCVlHugWZQ&list=PLMyc5bHi0_HPvwARBYeRXtSknmrhZ3swp Qui, è dove Jónas era cresciuto. Nella prima parte del diciannovesimo secolo, la sua famiglia viveva in condizioni abbastanza buone. Lui sarebbe diventato un poeta islandese, autore e naturalista. In Skagafjörður (dove aveva ricevuto gli insegnamenti scolastici dal reverendo Thorlacius), aveva studiato per due anni, poi vincendo una borsa di studio per frequentare la scuola a Bessastaðir.

UN BRINDISI ALL’ISLANDA – La nostra terra di laghi eternamente fiera sotto cime blu, di cigni, di saltellanti salmoni dove l’acqua d’argento precipita, dei ghiacciai dall’ampio gonfiore e nuda sopra tendini di fuoco della terra, il Signore riversa la sua generosità là, finchè la terra continua!

LO STILE DEI TEMPI – Qui, sui percorsi delle brughiere tormentati da bufere di neve triste, l’eroe cinto corse ad abbracciare la sua donna di broccato. Quell’epoca impareggiabile è perduta. Nessun amante attraversa questi prati moderni, per incontrare il suo innamorato nascosto.

LA MUSICA DELL’ACQUA – L’ombra di Baldur, dalla mia tenda, irrompe con succhi di frutta puzzolenti. Thor getta nel suo crescere l’apertura delle cateratte del cielo.

DIETRO LA PALLA – Se la madre avesse saputo che un paese straniero contiene emozioni sia piacevoli che orribili! Lui scagliò la palla d’oro dalla sua mano e ha colpito la mia fronte incandescente. E ora mi immergo nel bosco, la mia mente distratta, sottosopra, in cerca del mio bianco, mia cerva delicata, le stelle sono alte nei cieli. Santi numi! In quella piscina ombrosa davanti, la Cacciatrice! Uno spettacolo per annullarmi! Ascoltate! Un halloo! È finito! Sono morto! I cani delle ninfe mi inseguono.

DRANGEY – Tindastóll, grigia e spettrale, barlumi a tre leghe di distanza. Maelifell, torreggiante in silenzio, misura la baia dell’oscuramento. Drangey si profila nel profondo lì, pranzando con canti di uccelli marini; sotto le sue mura vanno balene in folle clamorose. Sul pascolo dalla sommità erbosa, un montone grigio si aggira dove Illugi beve il buio, con accanto la morte del fratello.

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