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VIAGGIO AGLI ANTIPODI – Muoversi tra persone curiose e luoghi apparentemente distanti

Nel paese delle meraviglie, per scoprire l’altro lato della creatività

Agli antipodi dell’Europa ed a sud-est della Nuova Zelanda, là dove uno spicchio dell’Oceano Pacifico ospita le isole degli Antipodi, https://www.globalgeografia.com/oceania/isole_antipodi.htm. Utilizzato da Platone per denotare gli abitanti della terra diametralmente opposti ad Europa, Asia e Libia, il concetto di antipodi richiedere come condizione inevitabile quello attinente la sfericità della Terra. Ebbene, anche la conoscenza delle attitudini degli antipodiani necessita di un approccio a tutto campo. Per rendercene conto, scegliamo sei esseri umani nativi di quei luoghi. Raccontandoti le loro storie scopriremo come la creatività si sia potuta manifestare nel dipingere in modo surrealistico, creare versi, comporre musica e stili nel vestire, oppure fotografare e disegnare dei fumetti.

Se da bambino frequenti una scuola nel bush dell’entroterra australiano, con la tua immaginazione potrebbe capitarti di disegnare le tue visioni dentro un quadernetto scolastico. Soltanto dopo alcuni anni, tuttavia, potresti affermare di avere una tua tecnica personale. Utilizzando un buon pennino inglese, nonchè una piuma d’oca, scopriresti anche la leggerezza al tatto ed i misteri dell’inchiostro cinese nero. L’esperienza ti insegnerà che per realizzare alcuni disegni occurre un mese, oppure un anno. Come Vali Myers, potresti perfino incontrare qualcuno che ti racconti i segreti della carta fatta a mano in una antica cartiera amalfitana http://www.anticacartiera.it/.

Nel 1994, Marianne Faithfull l’ha menzionata nella sua autobiografia. Una canzone di Joni Mitchell parla di lei, la donna che è stata fonte di ispirazione per la cantante Patti Smith, nonché di un personaggio di un’opera teatrale di Tennessee Williams. Vali Myers https://www.valimyerstrust.com/about-vali-myers/ ha perfino ispirato un dipinto di Ching Ho Cheng ospitato nella collezione del Cleveland Museum of Art. Era una ragazza beatnik dai folti capelli rossi che guardandoti con i suoi grandi occhi indossava maglioni neri con scollo. Il suo soffio vitale rimane vivo non soltanto nelle sue opere d’arte, ma anche e soprattutto nelle persone e nei luoghi che amava frequentare. Come uno spirito nato fuori dal tempo ha vissuto una vita straordinaria, quasi come una funambola, con un piede in questo mondo reale e l’altro dentro le sue opere. Ci piace ricordarla con le sue parole: Ho allattato animali morenti e so cosa mi aspetta, ma ho vissuto la vita che volevo vivere, facendo quello che volevo fare.

Nelle società occidentale di fine Ottocento, senso della morale e diritti sanzionavano la presenza di molte diseguaglianze fra uomini e donne. L’avvento della modernizzazione estese i diritti di cittadinanza, eppure, limitate nel diritto allo studio e all’esercizio delle professioni, le donne continuarono ad essere sottoposte alla potestà dei loro mariti. Nonostante Elena Reddy, la regina del pop australiana degli anni ’70, nonchè l’affermarsi del femminismo https://www.benecomune.net/rivista/numeri/sessantotto-50/le-donne-e-il-68-una-rivolta-nella-rivolta/ degli anni Sessanta e i Settanta del Novecento, ancora nel 1981 una pagina del periodico trimestrale del Movimento di liberazione della donna di Zurigo illustrava una strega in volo sopra una scopa.

Il suo più grande successo, l’inno I Am Woman che ebbe vasto successo all’interno del movimento di liberazione delle donne negli Stati Uniti, contribuì al successo dell’emendamento sulla parità dei diritti tra uomini e donne. Elena Reddy https://www.npr.org/2020/09/30/918651061/i-am-woman-singer-helen-reddy-is-dead-aged-78?t=1654240642357 aveva origini irlandesi, scozzesi e inglesi. In un’intervista del 2014, chiarì che la frase Io sono donna le venne in mente più e più volte; dunque, decise che ne potesse nascere una canzone.

IO SONO DONNAhttps://www.youtube.com/watch?v=rptW7zOPX2E Io sono donna, mi sento ruggire un numero troppo grande di volte per poterlo ignorare, e so troppo per tornare indietro e fingere, perché ho sentito tutto prima e sono stata lì giù, buttata per terra, e nessuno mi fermerà mai di nuovo. Oh sì, sono saggia, ma è saggezza nata dal dolore. Sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa! Io sono forte. Io sono invincibile. Io sono donna. Puoi piegarmi ma non spezzarmi, perchè serve soltanto a rendermi più determinata a raggiungere il mio obiettivo finale. E tornerò ancora più forte. Non sono più alle prime armi, perchè hai reso più profonda la sicurezza nella mia anima. Oh, sì, io sono saggia, ma è saggezza nata dal dolore. Oh, sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa. Io sono forte. Io sono invincibile. Io sono donna. Io sono donna, guardami crescere, guardami mentre ti affronto faccia a faccia, come ho allargato le mie braccia amorevoli attorno al paese. Ma sono ancora un embrione con una lunga, lunga strada da percorrere, fino a quando farò in modo che mio fratello capisca. Oh, sì, io sono saggia, ma è sapienza nata dal dolore. Oh, sì, ho pagato il prezzo, ma guarda quanto ho guadagnato. Se devo, posso fare qualsiasi cosa. Oh, io sono forte, io sono invincibile, io sono donna. Io sono donna, io sono invincibile, io sono forte. Io sono donna

Naturalmente, anche agli antipodi un testo poetico è scritto in versi (che puoi realizzare sciolti o in rima), ma sarai sempre tu a decidere se scrivere attorniato da mandrie di pecore o mentre lavori dentro una filanda. Alidicarta https://www.alidicarta.it/, è un portale di testi online che permette a chiunque di scrivere e pubblicare poesie sul web. Per scriverne una, ricordandoti che il programma di scrittura per eccellenza è Word, determina prima il tipo di verso e la sua cadenza. Attorniata da mandrie di pecore e vaste distese di grano, fino all’età di 12 anni Dorothy Hewett visse di Lambton Downs, in una fattoria dell’Australia occidentale. Quando è nata a Perth (Australia occidentale), in un giorno di maggio del 1923, http://www.womenaustralia.info/leaders/biogs/WLE0507b.htm non poteva immaginare che sarebbe diventata una scrittrice. Bobbin Up, il suo primo romanzo pubblicato nel 1959 e basato sulle sue esperienze di lavoro in una filanda; venne perfino tradotto in russo ed acclamato come esempio di narrativa realista sociale. Dopo quasi sessanta anni di attività e sei figli, morì a Springwood nell’agosto del 2002.

FESTA DEL TÈ A NULLARBOR – Distendendo i nostri ombrelloni giapponesi nel deserto, disponiamo il servizio da tè delle nostre bambole su una scatola di burro capovolta. Abbiamo invitato il ragazzino il cui padre tiene il bowser a benzina. Pedala lungo la pista vuota, un principe sul suo triciclo. Versiamo dalla teiera di porcellana, con un dito teso come dame. Dietro di noi le case di pietra della stazione telegrafica abbandonata stanno scomparendo sotto le dune. Un camino si erge come un grido d’aiuto. La luce del vetro rotto danza come un semaforo. Il cortile è disseminato di cadaveri di vipere uccise in qualche epidemia cosmica; le loro pelli secche sbattono nel vento caldo. Non c’è altro suono, se non la spinta della risacca dall’altra parte delle dune, le pelli secche delle vipere della morte che girano, il rivolo di sabbia che aspetta di coprirci.

C’è chi è convinto che vestirsi in un certo colore, ovviamente dalla testa ai piedi, debba essere una scelta di vita https://www.donnamoderna.com/moda/cromoterapia-colori-vestiti-che-fanno-stare-bene. Vestire di bianco, colore che rappresenta il freddo e il silenzio, esprime il desiderio inconscio di lasciarsi andare al fatalismo, oa un nuovo inizio. Dietro la scelta del blu, un colore che simboleggia la calma e la pace interiore, si può nascondere un carattere insolitamente solido. Anche agli antipodi, ovviamente, la forma di minimalismo estremo dell’indossare il nero significa rendere visivamente chiara la rivendicazione del proprio potere. Nel caso di Carla Zampatti, una donna italiana emigrata in Australia, invece, l’abito femminile deve conferire individualità e stile, nonché sicurezza di sé.

Proveniente dall’Italia, lei arrivò in Australia all’età di 8 anni, notando immediatamente, con una sensibilità tutta italiana, che il locale modo di vestire avrebbe potuto essere migliorato nel design puntando sul binomio semplicità e linee audaci. La Sydney Opera House era in costruzione quando lei lanciò il suo marchio di moda. Nata in Italia nel 1942, Carla Zampatti https://issada.com/pages/carla-zampatti si stabilì con la sua famiglia a Fremantle ed a Bullfinch. Nel 1965 produsse la sua prima collezione, seguita cinque anni dopo dalla fondazione di Carla Zampatti Limited. I suoi vestiti sono stati apprezzati fin dall’inizio della sua attività sartoriale. Uno dei suoi primi abiti, del 1967, era ancora usato dal suo acquirente nel 2021. Sua figlia Bianca trascorse l’infanzia nello studio di sua madre, coltivò quell’interesse per la moda a Parigi, entrando a far parte dell’azienda con proprie collezioni.

Quando ci si sposa, l’organizzazione del matrimonio include la scelta di un fotografo che faccia il proprio mestiere in stile classico o reportage. Alcuni fotografi prediligono riportare in un angolo dei loro scatti le coordinate del luogo, ovviamente, misurate con precisione tramite il GPS. Un protagonista della fototografia del ‘900, il maestro del reportage Werner Bischof https://wernerbischof.com/, raccontò la bellezza degli angoli píu lontani del mondo. Un fotografo australiano, Max Dupain, limitandosi a catturare scatti fotografici di Sydney optò,invece, per una prospettiva diametralmente opposta.

In regalo, ricevette la sua prima macchina fotografica nel 1924. Nato a Sydney (New South Wales, Australia) nell’aprile del 1911, il fotografo australiano Max Dupain https://www.maxdupain.com.au/ ha sviluppato uno stile fotografico finalizzato all’uso delle forme geometriche nell’ambito architettonico e industriale. Fin dai suoi primi scatti fotografici, la sua attenzione venne attratta dall’opportunità di utilizzare il corpo umano come fosse pietra. Soprattutto interessato a fotografare architetture e paesaggi, nonché spiagge e città dell’Australia, visse a Sydney per tutta la vita, fotografandola dagli anni ’30 fino alla sua morte.

Il segreto di alcuni fumetti abita dentro la loro naturalezza e leggerezza; quello dei Supereroi, dagli Stati Uniti si è diffuso in tutto il mondo. Nel disegnare in stile realistico, i soggetti vengono rappresentati nel modo più simile alla realtà, ma con linee di contorno che ne delimitano le forme. Francesca Riccioni e Silvia Rocchi, ad esempio, hanno deciso di illustrare in un libro a fumetti, Il segreto di Majorana https://rizzolilizard.rizzolilibri.it/libri/il-segreto-di-majorana/. Murray Ball, un disegnatore nativo degli antipodi, da ragazzo, invece, si lasciò suggestionare da Miky Mouse.

Copiando alcuni dei personaggi di Walt Disney, la sua vocazione di fumettista nacque durante l’infanzia. Tra le strisce che Murray Ball disegnò, ti ricordiamo Thor Thumb del 1972 e Ghastly Manor del 1980https://cartoonists.org.au/stanleys/halloffame/ball_murray. Inventò perfino un uomo delle caverne con gli occhiali, Stanley the Paleolithic Hero, ed anche Bruce the Barbarian. In Nuova Zelanda, nel 1975 ideò il fumetto Nature Calls, ma fu soltanto l’anno dopo che pubblicò su di un quotidiano pomeridiano di Wellington la striscia Footrot Flats.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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