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VIAGGIO NELLA CREATIVITÀ PIEMONTESE – Dal gelato al limone all’Osteria delle zucche, in buona compagnia

Cinque modi per coniugare territorio ed arte

A volte, la vena artistica di un pittore sboccia dentro una piccola città, ecco perché il nostro viaggio nella creatività piemontese inizia qui, in Piemonte, al confine Nord occidentale con le colline del Monferrato casalese. Quargnento http://www.comune.quargnento.al.it/ è un comune nella piana di Alessandria, tra i suoi monumenti, trovi la Basilica minore di San Dalmazio, uno dei più importanti esempi ecclesiastici in provincia. In strada Vallerina, al numero 21 ti aspetta l’Osteria delle zucche vuote https://osteriadellezucchevuote.wordpress.com/, dove potrai gustare il baccalà in olio cottura (su salsa alla pizzaiola e crostino all’origano). Per un secondo piatto indimenticabile, triglie ripiene di carciofi, su crema di provola. In città, periodicamente, l’estemporanea di pittura La strada di casa, è dedicata al famoso pittore quargnentino Carlo Carrà.

Nato a Quargnento, nell’inverno 1881, Carlo Carrà https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/tempo_libero/2018/10/03/130-opere-di-carlo-carra-a-milano_29e6a2aa-a6f0-4fcc-8ecb-e81ccfe3d202.html attraversò molteplici momenti creativi, dal Realismo al Divisionismo, fino alla Metafisica pittorica. Trasferitosi a Parigi per decorare i padiglioni dell’Esposizione Universale, scoprì l’Impressionismo. Frequentò i corsi della Scuola serale d’arte applicata di Milano, riuscendo ad iscriversi all’Accademia di Brera. Orientato al rinnovamento del linguaggio espressivo, nel 1910 è co-firmatario del Manifesto dei Pittori Futuristi, dove automobile, aereo e città industriali trionfavano sulla natura. Spinto dal desiderio di essere soltanto se stesso, nel 1922 abbandona la metafisica, auspicando che la pittura cogliesse il rapporto tra immedesimazione con le cose ed il bisogno di astrazione.

Possiamo parlare di fotografia d’arte così come parliamo di pittura e di scultura. Per comprendere questo concetto, la nostra seconda sezione del viaggio nella creatività piemontese è dedicata alla sua città capoluogo. Tra le piazze più belle della città c’è Piazza Castello, ma anche il Palazzo Reale e il Palazzo Madama sono gioielli che potrai fotografare. Un’altra piazza di Torino è Piazza Vittorio Veneto, proprio ai margini del fiume Po. Vicino al Museo Egizio https://museoegizio.it/, trovi il palazzo che nell’Ottocento era sede del Parlamento del Regno d’Italia. Proprio dietro la chiesa storica della Gran Madre, è possibile prendere un sentiero che porta alla chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini https://www.guidatorino.com/il-monte-dei-cappuccini-e-la-chiesa-di-santa-maria-al-monte/. Da qui, soprattutto quando l’aria è tersa, la vista panoramica è ampia e spettacolare. Fotografando, ti invitiamo ad avere cura speciale per l’inquadratura, come faceva un grande fotografo di questa città, Riccardo Moncalvo.

Il suo arco creativo cronologico ti permette di scoprire la sua esistenza fotografica, dagli esordi come giovanissimo fotografo nato nel 1915 a Torino, fino all’opera tarda. La sua attività professionale è radicata nella Torino operosa dei primi del Novecento. Proprio in quella città era nato il cinema italiano, al quale si aggiunsero fotografi di originale creatività. Riccardo Moncalvo https://www.riccardomoncalvo.com/ crebbe in questo ambiente aperto alle innovazioni. Prima del soggetto che rappresentava, la sua fotografia artistica rivelava una cura per l’inquadratura, dove spaziava la sua passione per la bellezza.

Il fascino della moda e delle menti creative, può essere connesso all’originalità di una persona, all’ambiente o a una combinazione di entrambi. Nella terza sezione del nostro viaggio nella creatività piemontese, ti raccontiamo come è accaduto a Moncalieri. Tra i suoi ristoranti tipici, l’Antica Trattoria della Rosa Rossa http://www.ristoranterosarossa.net/cucina-tipica-piemontese.html ti offre un menù di degustazione piemontese, con antipasto Cruda di Fassone battuta al coltello. Moncalieri, è una città d’arte e di storia, dove i cavalieri templari hanno un ponte a loro dedicato che controlla i passaggi sul Fiume Po. Il suo Castello Reale https://www.torinotoday.it/eventi/visite-guidate-castello-moncalieri-23-giugno.html, risale al Medioevo. Ideale per lo shopping, via Real Collegio ti aspetta con le sue botteghe. Se cerchi un outlet, vai al Tamigi http://www.outletitalia.com/dtlAzienda.asp?idAzienda=926, dove troverai i sogni di Kristina Ti.

Fidatissimi laboratori esterni usano le sue macchine, per garantire il livello di qualità. Il segreto della sua lavorazione è quello di imprimere effetti ricercati al tessuto. Lei ha focalizzato l’attenzione creativa tra biancheria intima e abbigliamento casual-sportivo. Tra innocenza e seduzione, le collezioni di Kristina Ti https://it-it.facebook.com/kristinatiofficial/ seducono per l’originalità e qualità dei materiali. Figlia d’ arte, cioè del della Tamigi di Moncalieri (costumi da bagno), la sua produzione spazia dai costumi da bagno in maglina effetto tricot alle mantelle in murmasky. Uno dei suoi show room monomarca ti aspetta a Torino in via Maria Vittoria 18/g.

La vocazione poetica è una particolare sensibilità verso un tipo di vita. Essa può rivelarsi ovunque ed a chiunque, come potrai leggere nella quarta sezione del nostro viaggio nella creatività piemontese. Dopo una bella colazione alla Pasticceria Bonadeo http://www.pasticceriabonadeo.it/, potrai iniziare a conoscere Alessandria, una cittadina dall’impronta elegante, adagiata in pianura, sulla destra del fiume Tanaro. Di particolare pregio e rilevanza artistico-culturale, sono i suoi palazzi. La sua Cittadella http://www.cultural.it/danonperdere/cittadella.asp, fortezza militare ancora intatta, ti offre una stella murata circondata dalla campagna e dalla pianura. Il Museo Cappello Borsalino è l’edificio dove aveva sede una famosa fabbrica di cappelli in feltro noti in tutti il mondo. Non c’era film in cui gli attori non indossassero un Borsalino. Prima di proseguire il tuo viaggio piemontese entra nella Libreria Giunti al Punto https://www.giuntialpunto.it/librerie/alessandria-al-70275, dove potrai acquistare un ricordo di Alessandria, Un viaggio chiamato amore, libro di Sibilla Aleramo, nata sotto questo cielo.

La sua vicenda esistenziale è connessa all’affermazione di una vita libera dalla costrizioni del sacrificio, che la società di allora imponeva alle donne. Lei morì a Roma nel 1960, dopo una lunga malattia. Ti aspetta presso il Cimitero del Verano di Roma, dove è sepolta. A suo nome, sono dedicate strade in molte città d’Italia. Marta Felicina Faccio, scrittrice e poetessa italiana con pseudonimo Sibilla Aleramo https://www.repubblica.it/le-storie/2019/01/12/news/sibilla_aleramo-216430718/, era nata a Alessandria dentro un giorno d’agosto del 1876. Il suo rapporto con un poeta ha formato il soggetto di un libro e dell’omonimo film, Un viaggio chiamato amore.

Una canzone può essere scritta per vari motivi, a volte non ne puoi fare a meno. Questo è ciò che accadde ad un cantautore astigiano, e come accadde è nella nostra quinta sezione del viaggio nella creatività piemontese. Zona di colline, torrenti e vigneti, ha una città con skyline dal gusto medievale, movimentato da oltre 100 torri. L’enogastronomia locale ti offre l’opportunità di assaporare Spumante e Barbera. Benvenuto in Asti http://www.astiturismo.it/, nel cuore del Monferrato. Nella sua Piazza Campo del Palio, nel mese di settembre potrai ammirare un palio per cavalieri e fantini, con quasi 1200 personaggi in costume d’epoca. Torre Troyana, la più antica della città, è la meglio conservata del Piemonte. La cucina astigiana è profumata di tartufi, bagna cauda e agnolotti. I suoi risotti con la salsiccia, tartufi bianchi e dolci a base di nocciole sono tra le cose che dovrai assolutamente gustare. Il ristorante Cavallo Scosso https://www.ilcavalloscosso.it/ ti propone una cucina con materie prime piemontesi. Prima di partire, acquista qualcosa, optando tra baci di dama, Torta Palio o una selezione musicale di Paolo Conte, nato e cresciuto in questa città.

La sua geografia linguistica ha creato testi che passano dall’inglese al dialetto piemontese, dal napoletano all’ispano-americano. Lui vorrebbe che le canzoni non si consumassero mai, perché per un compositore sono come il profumo di un mazzo di fiori. Nella sua lunghissima carriera, è stato autore di musiche anche per altri artisti. Tra i suoi indimenticabili album, Un gelato al limone, Appunti di viaggio e Parole d’amore scritte a macchina. Lui è laureato honoris causa in Lettere moderne, pittura e musicologia. Paolo Conte https://www.paoloconteofficial.com/, nato nel 1937 nella città piemontese di Asti, è un cantautore polistrumentista, pittore ed ex-avvocato, nonché professore ad honorem in Linguaggi musicali della contemporaneità presso l’Università degli Studi di Parma.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, consentendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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