LA BELLEZZA NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA

Storie di linguaggi senza parole e artisti che dipingono da designer

L’uso di manichini https://lideamagazine.com/il-segreto-di-un-buon-manichino-e-sapere-valorizzare-gli-abiti-che-indossa-intervista-esclusiva-con-amdrea-bonaveri/, da parte di pittori e designer può essere visto come una scelta stilistica e pratica che serve a esaltare l’arte della moda e a esplorare concetti artistici più ampi. Il loro uso, nella moda e nell’arte, può essere attribuito a diversi motivi pratici e concettuali. I manichini offrono una rappresentazione idealizzata del corpo umano, priva di imperfezioni, che può essere preferibile quando si vuole mettere in risalto l’abbigliamento piuttosto che la persona che lo indossa. Nella presentazione di collezioni di moda, l’uso di manichini assicura una certa uniformità visiva che permette agli spettatori di concentrarsi sul design e sul tessuto degli abiti senza essere distratti dalle caratteristiche individuali dei modelli. A differenza dei modelli umani, i manichini sono sempre disponibili e non richiedono compensi o contratti, rendendoli una scelta economica e pratica per artisti e designer. I manichini possono essere utilizzati ripetutamente e non subiscono cambiamenti nel tempo, il che li rende strumenti duraturi per esposizioni a lungo termine o per l’uso in atelier. Alcuni artisti dell’arte digitale, come Dastilige Nevante, pur rispettando i canoni di bellezza raffaelleschi, preferiscono utilizzare manichini come mezzo per esplorare temi come l’anonimato, l’identità e la relazione tra l’essere umano e l’oggetto.

Immagina un’era non troppo lontana, l’Italia e Firenze in particolare. Adesso, in breve, chiediti se davvero il Rinascimento italiano https://www.britannica.com/place/Florence/History abbia avuto un impatto significativo sulla cultura moderna. Davvero ha portato con sé una nuova visione dell’individuo e una passione per l’arte e la scienza? Il Rinascimento un periodo artistico, filosofico e culturale che va dalla metà del XIV secolo fino verso la fine del XVI secolo, ebbe una vasta influenza anche nel resto d’Europa. Quel periodo storico, accompagnato da una nuova concezione dell’essere umano e della sua posizione nel mondo, fu davvero caratterizzato da una rinascita della cultura, un rifiorire delle arti e delle scienze. Per Friedrich Nietzsche, il Rinascimento italiano https://artincontext.org/italian-renaissance-art/ racchiuse in sé tutte le forze positive a cui si deve la cultura moderna: ossia liberazione del pensiero, disprezzo dell’autorità, vittoria dell’istruzione contro l’alterigia della schiatta, entusiasmo per la scienza e per il passato scientifico degli uomini, affrancamento dell’individuo, amore ardente per la veracità e ostilità verso l’apparenza e il mero effetto. Lo scrittore italiano Giorgio Bassani, invece, affermò che l’Italia doveva essere considerare la matrice culturale del corso moderno. Per lui, senza il ripensamento critico del passato avvenuto nel Rinascimento, il mondo, che era antico, non sarebbe diventato moderno. Giovanni Allevi, un compositore e pianista italiano di fama internazionale, noto per il suo contributo al rinnovamento della musica classica, attribuisce al Rinascimento la ritrovata fiducia nelle capacità dell’uomo di lasciarsi ispirare dalla scintilla del sogno.

Il concetto di bellezza nel Rinascimento italiano https://www.historyhit.com/culture/female-beauty-renaissance/, era un mix di idealizzazione classica, armonia delle proporzioni e una celebrazione dell’umanità e della natura, che si rifletteva in tutte le forme d’arte dell’epoca. Quella corrente di pensiero, definito e idealmente configurato, formulabile e utilizzabile sul piano intuitivo, logico e pratico, era profondamente radicato nella filosofia dell’Umanesimo. Per intenderci meglio, l’uomo e la natura dovevano essere al centro dell’universo artistico e intellettuale. Gli artisti rinascimentali cercavano di risvegliare e emulare l’arte e la letteratura degli antichi greci e romani, creando opere che riflettevano la perfezione fisica e la simmetria. La bellezza, nel Rinascimento https://fashionhistory.fitnyc.edu/beauty-adorns-virtue-italian-renaissance-fashion/, era vista come un’armonia di proporzioni e una rappresentazione idealizzata della natura e dell’umanità. Questo si manifestava non solo nell’arte visiva, ma anche nella letteratura, dove scrittori come Petrarca e Boccaccio idealizzavano la bellezza femminile attraverso immagini naturalistiche e metafore liriche. Nell’arte, la bellezza era spesso incarnata attraverso figure come Venere, che Botticelli ritrasse come l’idealizzazione della bellezza femminile. I ritrattisti del Rinascimento tendevano ad evitare l’interpretazione realistica, enfatizzando invece gli attributi positivi dei loro soggetti. La raffigurazione della bellezza nell’arte rinascimentale era quindi più complessa del semplice aspetto fisico di una persona.

Gli abiti rinascimentali italiani erano caratterizzati da eleganza, stoffe pregiate e una ricerca di armonia delle forme, sia per gli uomini che per le donne https://www.gardnermuseum.org/blog/francesco-pesellinos-painting-and-mens-fashion-italian-renaissance. Quel certo modo di vestire era influenzato da una ricerca di spontaneità, naturalezza ed eleganza. Vediamone insieme le caratteristiche principali. Calzebrache, giubbetto e farsetto. I primi, attillati e spesso realizzati in stoffe pregiate, erano i calzoni che gli uomini indossavano sotto il farsetto. Il giubbetto, invece, era un capo corto in vita con maniche più larghe al gomito che tendevano a diminuire verso il polso. Indossato sotto il giubbetto, il farsetto era un capo che contribuiva all’aspetto raffinato e gentile dei giovani uomini. Le sue maniche staccabili, ampie e sontuose, richiedevano parecchi metri di stoffa e potevano essere sostituite facilmente per variare l’aspetto dell’abito. Gli abiti femminili nel Rinascimento Italiano esigevano che le gonne delle donne fossero lunghe e avessero degli strascichi https://fashiontimewarp.com/fashion-eras/renaissance/italian-renaissance-fashion-elegance/. Nel corso del tempo, tuttavia, lo strascico scomparve, dunque, per la prima volta la gonna fu un capo d’abbigliamento staccato dal corpetto. Le maniche delle donne erano ancora in stile gotico, ma con il passare del tempo, la moda cambiò. Le donne di quell’epoca storica conservavano il biondo come colore predominante per i capelli, usavano tinture decoloranti a base di zafferano e limone per ottenere chiome dorate. Per il trucco, applicavano cerussa sul viso e tenevano le labbra rosse con il minio. I cosmetici includevano anche le cosiddette “pezzette del levante”, precursori del moderno blush in salviette.

Raffaello Sanzio https://www.theartstory.org/artist/raphael/ ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte, influenzando generazioni di artisti con il suo stile eterno e la sua ricerca della bellezza ideale. Nella sua ritrattistica, che emanano una spiritualità intrisa di umanità, trovi un canone di bellezza che è rimasto valido per secoli. Questo maestro del Rinascimento italiano, celebre per la sua capacità di ritrarre la bellezza umana in modo sublime, ha perseguito un ideale di bellezza che si basa sull’armonia delle proporzioni, sulla perfezione tecnica e su un’espressione serena e pacata dei soggetti. La bellezza nelle opere di Raffaello https://news.artnet.com/art-world/10-greatest-artworks-raphael-seraphic-genius-renaissance-ranked-1047047, caratterizzata da equilibrio e armonia, rivela la sua maestria nell’usare le leggi armoniche per creare un equilibrio perfetto tra le parti del viso e del corpo, riflettendo la bellezza della natura. L’uso vibrante del colore e la gestione sapiente della luce contribuivano a dare vita e tridimensionalità ai suoi ritratti, rendendo le figure quasi tangibili. La sua abilità nel chiaroscuro enfatizzava la morbidezza delle forme e la profondità spaziale, aggiungendo un senso di realismo alle sue opere. Raffaello, infine, prestava grande attenzione ai dettagli, sia nei tratti del viso che negli abiti, per catturare l’essenza unica di ogni soggetto. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di persone creative, consentendo ad altri di apprezzarne le opere.  Se vuoi conoscere altri pittori digita https://meetingbenches.net/category/pittori/. Le proprietà intellettuali delle immagini che appaiono in questo blog sono da riportarsi ai loro autori.

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