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I SEI MIGLIORI REGALI DEL CANADA – Persone creative, in cerca di qualcuno da affascinare

Souvenir di persone creative da portarti a casa

Qualcosa da portare a casa https://www.ucanada.com/en/canadian-souvenirs come ricordo del tuo viaggio in Canada? Nei negozi di souvenir troverai bottiglie di sciroppo d’acero, una melassa viscosa estratta dalla linfa dell’acero nero. Potresti scegliere tra gli eccellenti oggetti d’arte Inuit realizzati in pietre dure, oppure un qualche gadget di una squadra di hockey. Non c’è canadese che non abbia nel suo guardaroba una camicia a quadri; dunque, perchè non comprartene una a quadri rossi e neri? Comunque, tra i ricordi di viaggio ci sono anche quelli connessi alla gente creativa che ha reso grande questa nazione. Dunque, ti presentiamo sei individui la cui originalità non ti lascerà indifferente, ed a ciascuno di loro corrisponde una opportunità d’acquisto.

Nel centro della città di Gatineau https://www.tourismeoutaouais.com/services/ville-de-gatineau/, quarta città più grande del Quebec, a piedi o in bicicletta, originalità e natura non sono mai lontani. Inizia dal Canadian Museum of History, infine, poi concediti uno spuntino al Bistrot CoquLicorne (59 Laval Street) https://bistro-coqlicorne.myshopify.com/, scegliendo tra carne alla griglia, zuppe e insalate, ma assaggiando almeno una tra le tante birre artigianali locali. Se ti capita di passeggiare in rue Vaudreuil guardati bene attorno e annusa l’atmosfera. Proprio qui era nato il pittore Jean Philippe Dallaire. Nonostante la sua tavolozza allegra, il suo lavoro è popolato da personaggi inquieti. Fin da giovane già disegnava. Nato nel 1916 a Gatineau, nel Quebec, abitava con la sua famiglia al 57 di rue Vaudreuil dove, in soffitta, sua madre lo aveva incoraggiato a disegnare. All’età di quindici anni affittò uno studio in rue Portage. Vicino a Ottawa, nonché a Fall River (Massachusetts), dipinse murales religiosi per i Padri Domenicani. Con il suo lavoro, Jean Philippe Dallaire https://www.ledevoir.com/lire/660204/bede-dallaire-le-peintre-qui-s-etait-invente-lui-meme ha immortalato scene e persone, una casa e uno stendibiancheria, un paesaggio e la sua giovane moglie Marie-Thérèse. Un suo piccolo guazzo su carta, del 1948 e dal titolo curioso (Qui est coupable?), sicuramente arricchirà il tuo interesse per questo pittore canadese.

Ha una reputazione per la vela e il kayak da mare ed è considerata tra le più belle della bassa Columbia Britannica. L’isola di Lasqueti https://lasqueti.ca/island-info/lasqueti-life, al largo della costa orientale dell’isola di Vancouver, in Canada, ha una popolazione di 399 persone, un traghetto per soli passeggeri che effettua poche corse al giorno, e tempo permettendo. Troverai un hotel, un ristorante e tre B&B. Scoprirai che l’acqua potabile può essere scarsa a volte, ma che ogni anno ospita un Festival delle arti che ospita pittori e scultori, nonchè poeti e scrittori. Qui non c’è più il fumettista Rand Holmes , ma il suo ricordo continua ad aleggiare ovunque tu guardi. Artisticamente parlando, la sua storia è iniziata sull’altopiano ventoso di Edmonton, e poi fiorì tra Vancouver e San Francisco, ma si concluse in un ristagno nello Stretto di Georgia, sull’isola di Lasqueti. Nei suoi ultimi anni di vita, a Lasqueti Island, Rand Holmes https://www.fantagraphics.com/products/the-artist-himself si focalizzò sulla pittura a olio surrealista, con specifica predilezione per Magritte, Picasso e Warthog. Morì nel 2002 a Nanaimo (British Columbia), eppure, la sua fervida creatività artistica non è stata dimenticata. Dal 2007, infatti, lui è tra i Giants of the North, ed una retrospettiva del suo lavoro è stata presentata nella sua casa di Gulf Island.

Si trovavano comunemente nella regione dei Grandi Laghi. “Persone originali”, proprio così erano denominati alcuni gruppi di indigeni tra Stati Uniti e in Canada. La popolazione degli Anishinaabe https://cicada.world/partners/indigenous-groups/anishinaabe/, persone originali, appunto, comprende ancora tribù algonchine che condividono propri valori e tradizioni. Il cantautore Gordon Downie ha raccontato la storia di uno di loro. Il modo con cui lo ha fatto ci ha incuriositi. Ecco perchè abbiamo deciso di parlarti di lui e di Chanie Wenjack, un ragazzo che desiderava soltanto di tornare a casa. Gordon Downie ha pubblicato sette album musicali da solista (di cui due postumi), ma ciò che ti proponiamo è quello edito nel 2016. Si tratta di Secret Path https://secretpath.ca/, un progetto di narrazione multimediale che includeva dieci canzoni e un tour, una graphic novel, nonchè un film d’animazione integrato da vario materiale didattico. Fulcro del progetto era Chanie Wenjack, un ragazzo Anishinaabe in fuga da una scuola residenziale indiana. Tutti i proventi dell’album Secret Path sono stati donati al National Center for Truth and Reconciliation dell’Università di Manitoba. Tra i brani dell’album, vogliamo ricordare il testo della sesta canzone, Percorso segreto (Secret Path). https://www.youtube.com/watch?v=qPv0oSXy7bQ&list=OLAK5uy_l4yO02DbQof86MIRqvpON8vlSJ42Sa_30&index=6 PERCORSO SEGRETO – Pioggia gelata e pellet di ghiaccio che tornano a casa. Ne sono coperto mentre sto tornando a casa lungo i binari Percorso segreto. Hai detto, sentiero segreto? Il blu pallido non fa quello che hanno detto che avrebbe fatto. È solo una giacca. È una giacca a vento. Non è una giacca di jeans. Lo chiamano giacca a vento. Tornando a casa lungo i binari Sentiero segreto disse: “Percorso segreto” Sono inzuppato fino alla pelle. Non c’è mai stata una pioggia più fredda di questa in cui sono in blu pallido. Non fa quello che hanno detto che avrebbe fatto. Non è la mia giacca. È una giacca a vento. Non è la mia giacca di jeans. È solo una giacca a vento. Fanculo le rocce lungo i binari Percorso segreto. Non c’è un sentiero segreto, e la pioggia gelata e le palline di ghiaccio ricoprono la ringhiera. Quindi non posso nemmeno farlo sul filo del rasoio.

A Nord del Messico, la sua città vecchia è l’unico insediamento americano a conservare una cinta di mura. Québec https://www.quebec-cite.com/en ha sapore francese, proprio per questo è unica tra le città nordamericane. Il suo più famoso edificio, un’architettura fiabesca sulla terrasse Dufferin, è lo Château Frontenac. Puoi arrivare alla sua Citadelle, proprio dove nel 1759 si svolse una battaglia fra inglesi e francesi. In questa città è nata la scrittrice Marie-Claire Blais, dunque, hai l’opportunità di andare nella Librairie Pantoute https://librairiepantoute.com/ ed acquistare un suo romanzo. Nata nel 1939 in una famiglia di operai del Québec, studiò in una scuola conventuale. Tra i suoi riconoscimenti, il Premio David, il Premio Letterario della Fondazione Prince Pierre di Monaco e il Premio del Governatore Generale. Scrittrice prolifica e acclamata, Marie-Claire Blais https://www.vehiculepress.com/q.php?EAN=9780919890541 ha plasmato i suoi più di venti romanzi con un modo di scrivere farcito di violenza e lirismo. Ciò che ha creato è stato tradotto in varie lingue, nonché adattato per il grande schermo. Trasferitasi negli Stati Uniti d’America, dove si aggiudicò due borse di studio, conobbe l’artista americana Mary Meigs, con la quale condivise la sua casa di Key West (Florida), tornando periodicamente in Québec. In settant’anni, lei https://www.writerstrust.com/authors/marie-claire-blais/ ha scritto romanzi e opere teatrali, articoli di giornale, fiction, sceneggiature e raccolte di poesie, come questa. GLI ALBERI DELLA NOTTE – Quando ci amavamo in questa vita così vicina alla nostra, albero di settembre vicino all’albero di ottobre, eravamo solo un corpo, amore mio. E abbiamo dormito nell’unica piega di una spiaggia sempre più lunga, tu o io, albero di settembre, albero di ottobre, in piedi in attesa, come le querce silenziose, per un grande dolore sconosciuto, perché si avvicinava il tempo degli alberi abbattuti, tu o io, deserto di novembre, di noi restava solo un corpo afflitto. Quando ci amavamo in questa vita così vicina alla nostra. Per noi esisteva solo la dorata caduta dell’amore, il brusco tramonto della notte che non eravamo ancora lì per soffrire. Così il vento è passato.

Nel 1955 vi fu costruito un traghetto per attraversare il fiume North Saskatchewan, due anni dopo quel luogo divenne una città. L’agricoltura e la silvicoltura svolgono un ruolo nell’economia locale, ma sono petrolio e gas a rappresentarla ai massimi livelli. Drayton Valley https://www.draytonvalley.ca/ ospita hockey su ghiaccio, ringette e rodeo, dispone di una piscina pubblica, Valley Golf e Country Club. Tra i suoi celebri nativi c’è anche Sid Neigum, un ragazzo affascinato dalla sartoria e tanto fortunato nell’avere una nonna creativa. Un rapporto con la stilista di Beaufille, oltre alla sua passione per la maratona, fanno da sfondo al mondo creativo di Sid Neigum https://www.facebook.com/sidneigum. Nel 2019, la sua collezione ruotava intorno al bilanciamento delle cose per trovare la strada migliore del meno, ma meglio. Tra i suoi riconoscimenti professionali di quell’anno, il Canadian Arts and Fashion Awards Designer di abbigliamento femminile, il Premio DHL Export del 2016, l’aver vinto il Mercedes Benz Start Up del 2014, nonchè il New Labels del Toronto Fashion Incubator di due anni prima.

In British Columbia (Canada), un museo d’arte di Vancouver progettato da Francis Rattenbury, nel 1980 è diventato sito storico nazionale canadese. Dal 2005, la Vancouver Art Gallery https://www.vanartgallery.bc.ca/ ha organizzato e ospitato mostre temporanee e itineranti, tra cui Vermeer, Rembrandt e l’età d’oro dell’arte olandese. Questo museo, che include una collezione d’arte fotografie dagli anni ’50 ad oggi, nel 2007 ha ospitato anche una mostra retrospettiva del fotografo Fred Herzog. Come i personaggi dipinti da Jan Vermeer anche quelli da lui fotografati compiono gesti ed azioni di vita quotidiana. L’editore Hatje Cantz ha pubblicato nel 2017 Fred Herzog-Modern Color https://www.amazon.com/Fred-Herzog-Modern-Color/dp/377574181X, un volume con oltre 230 sue fotografie a colori. Il suo primo riconoscimento professionale arrivò nel 2007, con una mostra retrospettiva alla Vancouver Art Gallery. Nei primi anni Cinquanta, cioè quando la fotografia professionale e artistica era in bianco e nero, la fotografia a colori non era considerata dal punto di vista artistico. Ecco perchè Fred Herzog https://www.artsy.net/artist/fred-herzog è da considerare come un anticipatore di ciò che negli anni Settanta fu la New color photography. Venuto in possesso di una macchina fotografica a piastre pieghevoli, la vendette per una Kodak Retina, iniziando così a fotografare i suoi amici.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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