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IL PADRE DELLA FOTOGRAFIA FILIPPINA – Per sentire la cultura filippina bisogna vedere le fotografie di Eduardo Masferre

Uno spagnolo a metà, tra bibbia e fotografie

Non iniziò quel genere di lavoro per profitto, ma soltanto per guadagnarsi da vivere come fotografo ritrattista. Tuttavia, scoprì che per sfamare una famiglia occorreva anche lavorare nei campi. Tra le sue migliori foto, Mountain view, una stampa panoramica alla gelatina d’argento degli anni ’50 di dimensioni 28 x 35 cm. Nelle Filippine alla metà del 20° secolo, il fotografo Eduardo Masferré https://carnetcase.hypotheses.org/3392 realizzò reportage sullo stile di vita dei nativi nella regione della Cordillera. Fotografie realizzate da lui realizzate documentano per sempre la vita e la cultura del popolo di montagna Igorot, così come altri suoi preziosi scatti si riferiscono ai popoli Gaddang, Ifugao e Kankanai.

Figlio di un soldato spagnolo la cui famiglia era emigrata dalla Spagna che sposò una donna del posto, Eduardo Masferré https://www.youtube.com/watch?v=_85HosxDmKI nacque a Sagada (Luzon settentrionale), nel 1909. Affinchè i loro figli potessero studiarvi, per alcuni anni tornarono in Catalogna, poi tornarono nelle Filippine. A Saklit (Tinglayan), nel 1950 aveva fotografato un villaggio densamente popolato di Kalinga meridionale con la canna da zucchero che cresceva tra le case. Anche se le sue fotografie mostravano l’uso delle pipe e la tessitura, nonché riti cerimoniali e scene agricole, ne esistono altrettante da lui realizzate per documentare le Filippine con dei ritratti.

Fotografo autodidatta, già da adolescente Eduardo Masferré http://www.artnet.com/artists/eduardo-masferre/ si interessò alla fotografia, infatti, aprì uno studio fotografico a Bontok. Le sue prime mostre fotografiche esordirono a Manila nel 1982, e successivamente in Europa, Giappone e Stati Uniti. Tra i suoi modi per catturare le emozioni, puoi guardare il suo ritratto di un membro di una tribù che fuma, una stampa alla gelatina d’argento del 1949, con dimensioni 37,5 x 30 cm.

Nel suo studio fotografico a Bontok, iniziò a vendere ritratti in studio e fotografie dei villaggi. Diventato insegnante missionario, nonché amministratore missionario a Sagada, documentando tradizioni che correvano il rischio di essere perdute, iniziò a fotografare tribù di montagna nel 1934. Come artista, Eduardo Masferré https://kahimyang.com/kauswagan/articles/2416/eduardo-masferr-the-father-of-philippine-photographyscelse di fare uso della sua creatività non soltanto con la sua macchina fotografica; infatti, fu soprattutto con occhi e cuore che catturò l’anima della Cordillera filippina.

Morì dentro una mattina di giugno del 1995, ma molti suoi parenti (sei figli e sedici nipoti), continuano a perpetrarne la memoria. Soltanto di recente, tuttavia, il suo modo di valorizzare l’etnicità filippina è stato premiato con un libro a lui dedicato: Masferré People of the Philippine Cordillera, 1934/1956. Eduardo Masferré https://www.barcelona.cat/museu-etnologic-culturesmon/en/exhibitions/current/showcase-exhibitions/eduardo-masferre era un filippino che amava l’ambiente quotidiano del suo paese, perciò scelse di renderlo estremamente visibile con fotografie spiritualmente creative. Le sue spoglie mortali sono state trasferite nel cimitero del paese in cui è nato, proprio dietro la chiesa dove suo padre servì come missionario, un luogo dove le bare si annidano ancora tra le fessure, secondo l’antico modo Sagada.

Se vuoi conoscere storie fotografiche già pubblicate, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/fotografie/. Le proprietà intellettuali delle immagini che compaiono su questo blog corrispondono ai loro autori. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di questi creativi, permettendo ad altri di apprezzare le opere.

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