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STORNELLI ROMANI, TRA ECHI, ILLUSIONI E DESIDERI – Vacanze romane, tra fiori trasteverini e stelle brillarelle

Il colore del tramonto e delle pietre antiche

Conoscere Roma, ascoltandone delle canzoni, ma avremo bisogno di un piccolo glossario. Soltanto i romani, infatti, della loro città sanno tutto. Ascoltando tre brani musicali che parlano di Roma scoprirai che il ponentino è il vento che carezza l’aria, conoscerai la dolce vita romana di via del Corso, le passeggiate sulle sponde del fiume Tevere e il lancio di una moneta nella fontana di Trevi. Scoprirai l’esistenza di Fornarina, una donna molto amata da un pittore del Rinascimento italiano. Per vedere lei dovrai entrare nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini https://web.archive.org/web/20120519051213/http://www.galleriaborghese.it/barberini/it/fornarin.htm, così scoprirai che sul suo bracciale c’è inciso chi l’amò e ritrasse. Per vedere dove è sepolto lui, Raffaello Sanzio, entra nel Pantheon https://www.aboutartonline.com/il-sepolcro-di-raffaello-il-pantheon-i-virtuosi-la-verita-in-una-storia-non-priva-di-fantasie/.

È una canzone che racconta la storia di due giovani incapaci di dichiarare i propri sentimenti. Rugantino e Rosetta sono i due amanti in difficoltà di comunicazione, “Roma nun fa’ la stupida stasera” è la canzone, mentre “Rugantino” è il musical che racchiude tutto. Con la voce di Lando Fiorini ti facciamo conoscere quella che è stata la colonna sonora di un’intera generazione di amanti italiani.

ROMA NUN FA’ LA STUPIDA STASERAhttps://www.youtube.com/watch?v=S_EucEJDTHs. Roma nun fa’ la stupida stasera, damme ‘na mano a faje di’ de si’. Sceji tutte le stelle piu’ brillarelle che puoi e un friccico de luna tutta pe’ noi. Faje senti’ ch’e’ quasi primavera, manna li mejo grilli pe’ fa’ cri cri. Prestame er ponentino piu’ malandrino che c’hai. Roma reggeme er moccolo stasera. Sceji tutte le stelle piu’ brillarelle che puoi e un friccico de luna tutta pe’ noi. Faje senti’ ch’e’ quasi primavera. Manna li mejo grilli pe’ fa’ cri cri. Prestame er ponentino piu’ malandrino che c’hai. Roma reggeme er moccolo stasera. Roma nun fa’ la stupida stasera.

Attraverso parole toccanti, per un ritratto nostalgico di Roma e della sua dolce vita, niente di meglio che ascoltare “Vacanze romane“. La formazione originale del quintetto dei Matia Bazar, che ha reso famosissima questa canzone, comprendeva l’inimitabile voce di Antonella Ruggiero. Nel 1983 parteciparono al Festival di Sanremo con questo brano, vincendo il Premio della Critica.

VACANZE ROMANEhttps://www.youtube.com/watch?v=AJMFc6TnT6A. Roma dove sei? Eri con me. Oggi prigione tu, prigioniera io. Roma antica città, Ora vecchia realtà, non ti accorgi di me e non sai che pena mi fai. Ma piove il cielo sulla città, tu con il cuore nel fango. L’oro e l’argento, le sale da thè. Paese che non ha più campanelli. Poi dolce vita che te ne vai, sul Lungotevere in festa, concerto di viole e mondanità, profumo tuo di vacanze romane. Roma bella, tu, le muse tue, asfalto lucido, arrivederci Roma, monetina e voilà. C’è chi torna e chi va, la tua parte la fai, ma non sai che pena mi dai. Greta Garbo di vanità, tu con il cuore nel fango, l’oro e l’argento, le sale da thè, paese che non ha più campanelli. Poi dolce vita che te ne vai, sulle terrazze del Corso, vedova allegra, maîtresse dei caffè, profumo tuo di vacanze romane.

Forse deciderai di andare a cenare in un tipico ristorante di Trastevere, ebbene, sicuramente ascolterai qualcuno che canticchia uno degli stornelli dal sapore romantico e malinconico più famosi di Roma: Chitarra romana. A rendere celebre questa canzone è stata Gabriella Ferri. Memorizzane il suo testo, sarà la cornice più adatta per racchiudere l’amore finito.

CHITARRA ROMANAhttps://www.youtube.com/watch?v=rJTmQYUvr2k. Sotto un manto di stelle Roma bella mi appare. Solitario il mio cuor, disilluso d’amor, vuol nell’ombra cantar. Una muta fontana e un balcone lassù. Oh chitarra romana, accompagnami tu. Suona suona mia chitarra, lascia piangere il mio cuore senza casa e senza amore. Mi rimani solo tu. Se la voce è un po’ velata, accompagnami in sordina. La mia bella fornarina, al balcone non c’è più. Lungotevere dorme, mentre il fiume cammina. Io lo seguo perché mi trascina con sé e travolge il mio cuor. Vedo un’ombra lontana e una stella lassù. Oh chitarra romana, accompagnami tu. Suona suona mia chitarra, lascia piangere il mio cuore senza casa e senza amore. Mi rimani solo tu. Se la voce è un po’ velata, accompagnami in sordina. La mia bella fornarina al balcone non c’è più. Oh chitarra romana accompagnami tu.

Possiede una residenza sul promontorio di Monte Argentario, dove sono nate due sue suggestive canzoni: “Ricordati di me” e “Amici mai“. Nato in una famiglia medio borghese, Antonello Venditti è tra i più popolari cantautori della scuola romana. Nel 1972, ha inserito nel suo repertorio anche “Roma Capoccia“, un vero e proprio inno alle bellezze della sua città natale.

ROMA CAPOCCIAhttps://www.youtube.com/watch?v=YZLnGNrsCYg. Quanto sei bella Roma quand’è sera, quando la luna se specchia dentro ar fontanone, e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma quando piove. Quanto sei grande Roma quand’è er tramonto, quando l’arancia rosseggia ancora sui sette colli, e le finestre so’ tanti occhi che te sembrano di’ quanto sei bella. Quanto sei bella, oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui. Vedo la maestà der Colosseo, vedo la santità der cupolone, e so’ più vivo e so’ più bbono. No nun te lasso mai, Roma capoccia der mondo infame. Na carrozzella va co du stranieri, un robivecchi te chiede un po’ de stracci, li passeracci so’ usignoli. Io ce so’ nato Roma, Io t’ho scoperta stamattina. Io t’ho scoperta. Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui. Vedo la maestà der Colosseo, vedo la santità der cupolone e so’ più vivo e so’ più bbono. No nun te lasso mai Roma capoccia der mondo infame.

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