HO ROTTO LE ALI TRA LE TUE BRACCIA

Carmen Boullosa e l’amore attraverso i secoli

Tra le sue poesie, Abbraccio della terra: Abbraccio della terra, certezza di ciò che dice la montagna, segreto fatto voce, il silenzio è il tuo respiro cuneiforme, la calligrafia degli dei è il tuo odore e il tuo corpo assetato d’amore. Alma Guillermoprieto, Roberto Bolaño ed Elena Poniatowska sono tra i letterati che hanno apprezzato il modo di scrivere della scrittrice, poetessa e drammaturga messicana Carmen Boullosa, nata nel 1954 a Città del Messico. La sua carriera accademica include insegnamenti presso la Georgetown, la Columbia e la New York University, nonché nel City College of New York. All’interno di un contesto latinoamericano il suo lavoro si concentra sulle questioni del femminismo e dei ruoli di genere.

Questa scrittrice ha pubblicato diciotto romanzi, tra cui, nel 1991, Son vacas, somos puercos https://www.goodreads.com/book/show/1936358, elogiato per originalità e capacità di evocare l’atmosfera della vita dei pirati del XVII secolo, racconta la storia di un giovane schiavo fiammingo che viene portato a Tortuga, l’isola dei pirati, dove viene iniziato alla magia della medicina da un guaritore africano. Dopo la morte di un chirurgo francese che lo compra dalla schiavitù, il fiammingo si unisce ai Brethren of the Coast come medico ufficiale. Nel corso del romanzo, l’ex schiavo si trasforma in un pirata, diventando sia dottore che saccheggiatore, servo e mercenario, un nativo e uno straniero, sospeso tra due mondi – quelli dei maiali che vagano liberamente e saccheggiano, e quelli delle mucche rispettose della legge e legate alla tradizione.

Lei ama raccontare storie, ma non nel modo in cui le racconta chiunque altro. Per lei ci sono persone che muoiono, ma anche altre che semplicemente esauriscono il carburante. Rifletti su questa frase della scrittrice, scoprirai tutto quello che devi conoscere sull’amore: “Ero un angelo del deserto. Tra le tue braccia ho rotto le ali”. Carmen Boullosa è anche nota una raccolta di tre parodie in formato teatrale, Teatro herético https://www.amazon.co.uk/Teatro-heretico-Coleccion-Difusion-cultural/dp/9688630683, dove racconta la storia di un uomo chiamato da Dio a deflorare undicimila vergini nella sua vita, affinché si potesse affrontare il problema della sovrappopolazione del cielo, poiché le donne dovranno attendere per un certo periodo in purgatorio. L’uomo poi usa i suoi incontri sessuali come materiale per i suoi spot televisivi e diventa un agente pubblicitario di successo. All’interno delle tre parodie, trovi anche la storia di due giovani ragazze che da un giorno all’altro diventano streghe adulte e volano sulla terra, tentando, ma non soddisfacendo gli uomini. Infine, la terza opera racconta satiricamente la conversazione tra Giuseppe e Maria.

Vogliamo proporti una seconda poesia di Carmen Boullosa, La memoria vuota: Cerco di oscurare la terra dell’esilio, la mia terra, con la mia ombra, nascondermi dalla memoria vuota. Non ho origine. Formo un muro inavvicinabile con le mie sorelle. Ci accechiamo alla terra che allunga il giorno di luminosa gioia, ai suoi occhi luminosi dove germogliano le prugne succose e dolci, gli animali caldi e fuggenti; fino ai giorni delle mura traslucide, dei recinti e dei campi aperti posseduto dal segreto che i semi hanno sussurrato quando si sono aperti. Sono giunto al termine della mia ombra: il giorno ha aperto le cosce e si arrende alla gioia insaziabile degli uomini. In mezzo a questo ruggito, al battito delle ali pazze del vento sulla pianura, del fischio abbagliante con cui il fiume corteggia le placide nubi, gli uomini distendono il loro corpo amoroso sul torso del giorno, Fanno la mattinata al ritmo del loro corpo. E gli Stati Uniti, fatto di un materiale che resiste al corteggiamento del tempo, temperati in un fermo silenzio, cerchiamo di rimanere anche se non abbiamo una casa, anche se siamo privati ​​delle acque altrui. Intrecciamo le nostre labbra con le nostre labbra: questa è la parola di noi tre: la nostra parola. Sento un crepitio nel fuoco: i seni delle donne cadono dal desiderio come frutti maturi. Seni di donna: pane appena sfornato.

La migliore scrittrice del Messico, ha scritto di lei Roberto Bolaño. La prolifica autrice Carmen Boullosa https://www.escritores.org/biografias/8393-boullosa-carmen, che ha scritto decine di libri, saggi e dissertazioni sul suo lavoro, è stata lodata dalla critica in diversi continenti. Dice di lei Elena Poniatowska, che Carmen sia giocosa e dispettosa. Per Alma Guillermoprieto, invece, la Boullosa ha una padronanza di linguaggio straordinaria. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, pubblica poesie, collabora con artisti e scrive per il teatro. Nella prima fase del suo lavoro narrativo aveva deciso di affrontare il tema dell’infanzia. Più tardi si confrontò con temi storici come la conquista dell’America e del Messico in particolare. I suoi ultimi testi, invece, abbandonano le scene violente e hanno maggiore inclinazione verso temi internazionali.

Dal 2001, per portare al presente la memoria degli scrittori che hanno scritto in spagnolo a New York, in questa città lei ha partecipato a letture e insegnamenti connessi alle culture dell’America Latina e della penisola iberica. Nella mostra prodotta dalla New York Historical Society, halei ha offerto il proprio contributo per esplorare il rapporto tra questa città con l’universo ispanofono. Ha pubblicato anche libri che studiano alcuni aspetti del rapporto Stati Uniti-Messico. Tra le pubblicazioni più recenti di Carmen Boullosa, il libro di poesie Todos los amores https://openlibrary.org/books/OL18202400M/Todos_los_amores, un’antologia che porta il lettore dall’antico Egitto ai tempi moderni. Questo libro raccoglie poesie d’amore provenienti da tutto il mondo, da Shakespeare a Quevedo, da Dario a Cummings. Leggendolo, apprezzerai anche tu la varietà del contenuto, delle epoche e delle ambientazioni geografiche delle poesie.

Per salutare Carmen Boulloso non possiamo non ricordarvi questa sua terza poesia, Sii lo schiavo che ha perso il corpo: Il fuoco, ancora fuoco, il fuoco accanto al fuoco, per terra, arrampicandosi sulle sedie, attraversando le finestre, e dietro di lui il fuoco, solo il fuoco. Fuoco ancora. Non lo vedi? Non lo vedono! È fuoco. A loro sembro una donna seduta. Voglio vestirmi. La biancheria intima che indossavo aprì i suoi tessuti, il caldo li sconfisse, la camicetta aprì i suoi tessuti, sconfisse anche lui, la gonna cedette i suoi fili, bruciando, li lasciò cadere. Voglio vestirmi. Fuoco. Non ho altro che fuoco: sono quello nudo, quello che non ha fascino. Voglio vestirmi. Brucio i miei vestiti. Anche mille capelli sono sconfitti dal caldo, le mie ciglia, i miei occhi; anche la mia saliva, un giorno intatta, aspetta te arreso, sconfitto, umiliato, piegato, inginocchiato, ferito come vapore, come vapore isolato, annegato nella tua attesa. Voglio vestirmi. Non c’è nessun animale a cui posso paragonarmi. Nudo sono come l’oca o il giglio. Non c’è pianta a cui posso paragonarmi. Sono bruciato, bruciato, impaziente, infinitamente. Lascia che gli asini mi aiutino! Vengano in mio aiuto maiali o aironi, usignoli o canne da zucchero! Niente può aiutarmi! Sono sconfitto per te, per causa tua sono stato abbandonato da me stesso!

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