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SURREALISTICAMENTE, COME IN NESSUN ALTRO LUOGO – Modi per creare originariamente? In Belgio sappiamo che ci sono

Dove apprezzerai di farti dire amami poco, ma originalmente

Originalmente, lo scopo del museo era quello di presentare i segreti del corpo umano, nonché offrire la possibilità di visualizzare le malattie. Fondato nel 1856 da Pierre Spitzner, il museo anatomico che porta il suo nome accoglie ancora oggi calchi in cera di corpi umani. Quando il medico morì, sua moglie continuò a viaggiare attraverso il Belgio con il suo museo mobile. Successivamente, la collezione fu trasferita a Montpellier. Quello che non tutti sanno, tuttavia, è che all’inizio degli anni ’30 questo spettacolo affascinò a tal punto il pittore belga Paul Delvaux da immortalare la sua esperienza con un suo dipinto, intitolato Le Musée Spitzner https://www.poeuvreart.com/it/riproduzioni_artiste/devaux/paul-delvaux-il-museo-spitzner-1943.html. Tra scheletri ed organi deformati, la sua visita al Musee Spitzner, all’inizio degli anni Trenta, generò da allora dentro i suoi dipinti associazioni impreviste e temi inconsueti. Lo stile di Paul Delvaux https://theculturetrip.com/europe/belgium/articles/paul-delvaux-the-painter-who-transformed-passion-into-masterpieces/ mutò nel tempo, includendo nei suoi dipinti prospettive forzata, crocifissioni e scheletri, nonché scene notturne dove il chiarore lunare produce effetti allucinatori. Tra i suoi murali, quello del Palazzo dei Congressi a Bruxelles e dell’Istituto di Zoologia a Liegi. Realizzò anche acqueforti dove il bianco e nero riproducevano il suo mondo immaginario. Morì a Veurne, nelle Fiandre Occidentali, dentro un giorno di luglio del 1994.

Beauvechain è un comune della Vallonia situato in Belgio nella provincia del Brabante Vallone. Tra i luoghi da vedere nei dintorni, ma soltanto a piedi o in bicicletta, il centro storico di Lovanio merita una visita al suo municipio tardo gotico. Se anche tu sei un amante delle piante, considera che il suo giardino botanico è il più antico del Belgio. Proprio in queste zona, nella frazione di Écluse, dove in un prato vicino sorgevano le pagode post industriali del cantautore Julos Beaucarne, trovi la Ferme des Wahanges https://m.facebook.com/profile.php?id=546111935522938. Non soltanto questa fattoria quadrangolare è uno dei migliori esempi di architettura rurale, ma è inclusa nell’elenco del patrimonio immobiliare della regione vallona. Cresciuto nella campagna di Ecaussines, è sempre rimasto fedele alle sue origini, infatti, a volte cantava nel patois vallone. Vivendo in un’era post-industriale, Julos Beaucarne https://www.tvcom.be/article/info/societe/julos-beaucarne-l-artiste-multiforme-s-en-est-alle_29101_89.html è stato apostolo dell’ecologia e dell’amore tra uomini. Negli anni 2000, si cimentò anche nella scultura con oggetti di recupero, realizzando presso l’azienda agricola Wahenges un insieme di pagode postindustriali provenienti da bobine di cantieri. Morì a Beauvechain nel settembre del 2021 e scelse di essere sepolto a Tourinnes-la-Grosse, dove visse.

PER VOI MIEI BEI SIGNORI È UNA CANZONE IN FRANCESEhttps://www.youtube.com/watch?v=jw6h7y2D7fI. Quelle che ci fanno uomini sono le madri che ci precedono come chiarezza dal cielo. Alle madri non devi essere sulla terra? Quindi, abbiate pietà delle madri, bei signori, che le nuvole non uccidano gli uomini. Un bambino di sette anni corre al pascolo e sopra i boschi veleggia il suo aquilone. Non conoscevi questi primi giochi? Quindi, abbiate pietà, bei signori, figli, che le nuvole non uccidano gli uomini. Mentre si pettina i capelli, la giovane sposa in fondo allo specchio cerca un viso gentile. Qualcuno non ti stava cercando lo stesso un giorno fa? Perciò abbiate pietà, bei signori, degli sposi che le nuvole non uccidono gli uomini. Quando si invecchia e la vita raggiunge il suo culmine, bisogna sempre pensare a ricordi felici. Anche tu stai invecchiando, la tua era sta volgendo al termine. Quindi, miei bei signori, abbiate pietà del vecchio. Che le nuvole non uccidano gli uomini.

A Bruxelles, i sei Musei Reali delle Belle Arti del Belgio https://fr.wikipedia.org/wiki/Mus%C3%A9es_royaux_des_Beaux-Arts_de_Belgique tra dipinti, sculture e disegni conservano ventimila opere. Nel 1801, l’allora Primo Console Bonaparte fondò con decreto proprio quel museo delle belle arti che ricevette anche molte opere dal Louvre. Visitando l’Oldmasters Museum, scoprirai preziosi pannelli fiamminghi di Hans Memling e Jérôme Bosch, nonché una sala dedicata ad Antoine van Dick. Nel Museo Magritte https://www.musee-magritte-museum.be/en, troverai, invece, opere provenienti da donazioni e dai lasciti di Irène Scutenaire-Hamoir e Georgette Magritte. Lei fu descritta nei disegni e in un ritratto dipinto da Rene Magritte. Poetessa e scrittrice, figura femminile centrale del movimento surrealista in Belgio, Irène Hamoir https://focusonbelgium.be/en/Do%20you%20know%20these%20Belgians/Irene-Hamoir apparve sotto il nome di Lorrie nelle sue iscrizioni. Suo padre era un cappellaio, mentre sua nonna paterna ebbe due figli con ciclista da corsa di Bruxelles. Con Paul Nougé, i fratelli Magritte, Andre Souris e Marcel Lecomte, lei e suo marito parteciparono agli incontri del gruppo surrealista a Bruxelles, ma fecero anche parte del gruppo surrealista di Parigi. Un suo ritratto a matita su carta, dimensioni 203 x 254 mm, firmato in alto a destra da René Magritte nel 1948, è visibile al Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique.

Dries van Noten, Ann Demeulemeester, Dirk Van Saene, Walter Van Beirendonck, Dirk Bikkembergs e Marina Yee. Il loro stile era molto personale. C’era chi prediligeva sciarpe di tessuto esotico e gonne ispirate all’India, mentre altri preconizzavano un tipo di moda più innovativa. Nel 1988, quei sei giovani designers diplomati all’Accademia della Moda di Anversa tentarono di diventare protagonisti della scena della moda. Caricarono le loro collezioni sopra un camion, partirono alla volta di Londra e crearono la loro base operativa dentro un campeggio. Spesero i loro soldi per pubblicità, e avvenne così che la stampa britannica li battezzò come i Sei di Anversa. Tra di loro non c’era Bruno Pieters, eppure, aveva studiato nella stessa scuola. Pluripremiato designer di moda, decise di restare un poco lontano dai rumori dell’industria della moda, e per farlo approdò nell’India del Sud, lasciandosi incuriosire dall’abbigliamento locale mirabile per i i colori e le trame dei tessuti. La sua nuova etichetta innovativa è una moda di lusso all’avanguardia, sostenibile e finanziariamente trasparente, con un venti per cento di profitto che va in beneficenza. Molto apprezzato per le sue creazioni d’avanguardia e la sua sartoria raffinata, lo stilista belga Bruno Pieters è nato a Bruges nel giugno del 1975 https://www.vogue.com/fashion-shows/designer/bruno-pieters, ha studiato alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, laureandosi in Fashion Design, ed ha la propria sede commerciale ad Anversa.

La stazione centrale di Anversa rientra in tutte le classifiche delle stazioni ferroviarie più belle del mondo. Immagina di essere qui dentro con Martine Franck, lasciati ispirare dal suo modo di catturare immagini fotografiche. Lei lavorò fuori dallo studio, utilizzò una fotocamera Leica da 35 mm e preferì pellicole in bianco e nero. Era nota per le sue fotografie in stile documentaristico di importanti personaggi culturali, nonché di comunità remote o emarginate. Fu in grado di lavorare empaticamente con i suoi soggetti, riuscendo a registrare le loro espressioni sulla pellicola fotografica. Martine Franck https://www.magnumphotos.com/arts-culture/society-arts-culture/martine-franck-le-temps-de-viellir-surrealism-interior-museum/ ha pubblicato nove libri di fotografie, cosa che nel 2005 le valse la Légion d’Honneur francese. Continuò a lavorare anche dopo che le fu diagnosticato un tumore osseo, realizzando nel 2011 l’ultima mostra alla Maison Européenne de la Photographie, con ritratti di artisti raccolti dal 1965 al 2010. Morì a Parigi nel 2012, all’età di 74 anni. Sfogliando alcune fotografie di Anversa puoi esplorare i luoghi e le attrazioni della città attraverso belle immagini di viaggiatori che l’hanno vista prima di te. Ogni 4 mesi, dentro vengono selezionate nuove opere fotografiche per presentarle in esposizioni tematiche riservate anche a fotografi giovani o sconosciuti. Varcando quella porta, al 47 Waalsekaai entri nel Fotomuseum, molto più di un centro di fotografia https://fomu.be/en/?gclid=EAIaIQobChMI4djW0e_-9gIVoRkGAB2PZw7kEAAYASAAEgKHafD_BwE.

Le Ardenne si trovano in Belgio e Lussemburgo, sono poco densamente popolate e si estendono fino alla Francia. Gran parte della regione è coperta da foreste, colline e brughiere con profonde vallate scavate dai fiumi. La posizione strategica della Vallonia ha reso la zona delle Ardenne un campo di battaglia per secoli https://valloniabelgioturismo.it/it/3/dove-andare/ardenne/eventi. L’atmosfera della Fortezza di Bouillon cambia con il calare della notte, ma non devi temere, perché alla luce delle fiaccole una guida in abiti medievali ti porterà dentro un’atmosfera magica. Visitando questa parte del Belgio, potrai scoprire le atmosfere magiche del fumettista René Hausman. In primavera vivi il Festival della Trota di Bouillon, mentre in estate trovi il mercato delle pulci della vecchia Arlon. La domenica, alle ore 18.30, la musica risuonerà per le vie del villaggio di Redu, dove i bambini potranno partecipare alla caccia alle uova, oppure entrare nel teatro di marionette. Durante il servizio militare realizzò disegni scientifici a scopo didattico, nonché illustrazioni e vignette per il settimanale Le Moustique. Una sua nonna delle Ardenne lo nutrì con leggende e storie di campagna, mentre suo padre lo introdusse ai personaggi dell’autore e fumettista tedesco Wilhelm Busch. René Hausman https://www.renehausman.be/ fornì centinaia di illustrazioni per una rivista specializzata in animali e folclore locale. Nel tempo, sulla rivista francese Fluide Glacial ampliò la sua creatività fumettistica agli adulti con favole erotiche. La svolta che gli meritò notorietà avvenne nel 1985, quando creò una fiaba in due parti, Laïyna, che pochi anni dopo diventò il suo primo album in una raccolta di graphic novel.

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere i nostri viaggi d’autore già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/viaggi_dautore/.

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