Settembre 27, 2021 12:19 am
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CANZONI POLIFONICHE NEL GIARDINO DELL’AMORE – Cantare la cortesia, ai tempi della Peste Nera

Quando un’epidemia muta il paesaggio musicale

Nei mottetti di ambientazione cortese, utilizzò magistralmente una pratica compositiva basata sull’elaborazione della componente melodica e ritmica. Prima di morire a Reims nel 1377, città dov’era nato, Guillaume de Machault, musicista e poeta, nacque intorno al 1300 e al servizio del re di Boemia Giovanni di Lussemburgo, lo seguì nei suoi numerosi viaggi per l’Europa, unendo la figura del poeta e quella del compositore di musica https://www.youtube.com/watch?v=POxLCnG7l50&list=PLn4Qg2sVKTZlSLBIePJRzR4sx-tXNw4hn.

Uno dei primi esponenti corrente musicale dell’Ars Nova. Di Jacopo da Bologna, che lavorò alla corte dei Visconti di Milano e degli Scaligeri di Verona, si hanno notizie certe negli anni compresi tra il 1340 e 1360. Virtuoso dell’arpa, e noto per la dolcezza delle melodie https://www.youtube.com/watch?v=fv_YxMMSYg8, il suo più famoso madrigale è Fenice. Oltre a composizioni musicali, scrisse un trattato musicale, conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana a Firenze.

Una famosa collezione di opere musicali del XIV secolo, il Codice Squarcialupi, contiene ben 28 sue composizioni. L’unica composizione conosciuta su testo di Petrarca, è invece un suo madrigale del 1350: “Non al suo amante”. Contemporaneo di Gherardello da Firenze e Giovanni da Firenze, Jacopo da Bologna è noto non soltanto per i suoi madrigali, ma anche per le cacce https://www.youtube.com/watch?v=wqp38H5F1GI&list=OLAK5uy_kfX7jYGE9WXH3Am_-pU7qBBNRI4Oi2Lrc.

Quando ascolti canzoni polifoniche della Ars Nova, non puoi non accorgerti che gravitano attorno alla poesia cortese, non associandole invece alla Peste Nera che flagellò l’Europa attorno alla metà del XIV secolo. Il poeta musicista della Ars Nova francese Machaut https://www.youtube.com/watch?v=dcfPr4IN2MM, musicò alcuni canti delle processioni espiatorie, i cosiddetti “canti dei flagellanti“, che speravano anche in quel modo di arrestare la pandemia.

In tempi di pandemia e del corrispondente isolamento sociale, la musica svolge la funzione di regolazione dell’umore e di coesione sociale https://www.youtube.com/watch?v=DBY7FnkNI4c&list=PL4E4DB2D5E43F6618. Eventi nell’epidemia milanese di peste del 1576-1578, raccontata da non -professionisti medici, hanno fornito informazioni sulla salute e sulle reazioni socioculturali all’epidemia, con risposte alla peste anche attinenti le pratiche del fare musica.

Grandi eventi e tragedie lasciano il segno. Come fossero una specie di specchio sonoro della realtà, le epidemie di peste hanno cambiato perfino la storia della musica. A causa della peste, infatti, il musicista Pergolesi inventò un genere musicale e Haydn la “Missa in tempore belli”, mentre Strawinskij scrisse “Oedipus Rex” https://www.youtube.com/watch?v=eYypSAC9uKA.

Nascondersi dietro le porte chiuse e spaventarsi per un passo chi cammina sulle strade. Ma chi cantava dai balconi durante le epidemie di peste o coronavirus lo faceva per combattere la paura, una feroce compagna che accompagna dal VII secolo a.C. l’immaginario collettivo di tutte le persone. Per paura del contagio, le riunioni religiose sono vietate, ma la musica attrae la gente che apre finestre e porte, aspettando di tornare a cantare il Saltarello https://www.youtube.com/watch?v=yzW1P_v6-to.

Se ti piace approfondire la conoscenza dei musicisti che hanno contribuito ad arricchire il panorama musicale mondiale, puoi digitare: https://meetingbenches.net/category/musica/. Le proprietà intellettuali delle immagini che appaiono in questo blog corrispondono ai loro autori. L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, consentendo di apprezzarne le opere.

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