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QUANDO I FUMETTI DIVENTANO SOCIOLOGIA – Claire Bretécher, una fumettista in TV, all’alba del millennio

Strisce satiriche che descrivono le eccentricità della società francese

La sua Agrippina, adolescente scontrosa con scarponi ai piedi e capelli corti, era nata alla fine degli anni Ottanta. Come autrice di fumetti, dietro quel personaggio ha coperto il genere e la sessualità con un mordente umorismo. Per le sue storie, non casualmente Claire Bretécher è diventata un punto di riferimento della nona arte https://www.bibliotecasalaborsa.it/proposte-di-lettura/bibliography/claire_bretcher/. L’asteroide 236463 è stato chiamato con il suo nome, e il gruppo musicale reggae Cookie Dingler l’ha citata nella sua canzone Femme libérée. Tra le sue opere, ricordiamo Gli stati d’animo di Cellulite, Gli amori ecologici del Bolot occidentale e Le Angosce di Cellulite. Nel 2001, Canal + ha diffuso 26 episodi della sua serie Agrippine.

La fumettista francese Claire Bretécher https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/incontro-con-claire-bretecher?urn=urn:rsi:video:12736890 è nata a Nantes in un giorno d’aprile del 1940. Giovanissima, nel 1963 esordisce graficamente con René Goscinny, proseguendo poi a proporsi a un pubblico sempre più vasto sui settimanali a fumetti Spirou e su Tintin. Collabora a un numero del Journal Record, mentre con il suo personaggio Cellulite stigmatizza sul giornale Pilote gli eccessi del femminismo. Con le sue tavole dei Frustrati, a cavallo tra anni settanta ed ottanta, sulle pagine di un settimanale aveva descritto la gioventù francese: sinistroidi borghesi sul divano, sigaretta in mano.

Trasferitasi a Parigi dall’età di 19 anni, iniziò la sua avventura nei fumetti collaborando con lo sceneggiatore di Asterix. Con satire contro i suoi contemporanei, nuovamente sulla rivista Spirou, Claire Bretécher https://www.izneo.com/en/author/claire-bretecher-600 evolve il suo stile, avvicinandosi alla grafica di Jean-Marc Reiser. Insieme a Gotlib e Mandryka, nel 1972 crea L’Eco delle savane, collabora al mensile ecologista Le Sauvage e, con la sua serie Les Frustrés, con il Nouvel Observateur inizia la collaborazione che la renderà famosa. Lei ha disegnato magistralmente, con cinismo e ironia, la sinistra ed il femminismo francese degli anni Settanta.

Dal 1967, la sua striscia comica Le Gnangnan propose tre bambini dalla testa rotondissima che sbefeggiavano il mondo degli adulti. Nel 1976, le striscie dei Frustrati disegnate da Claire Bretécher https://www.franceculture.fr/personne-claire-bretecher diventano una delle cronache meglio politicizzate del settimanale su cui appaiono. Con grande successo inizia a ubblica lei stessa i suoi album, così, all’inizio del 1981 interrompe la collaborazione settimanale L’Observateur. Lei dipinge con talento non soltanto fumetti, perché una serie di ritratti a colori sono raccolti nel Moments de lassitude, da lei pubblicato nel 1999.

Fumettista e pittrice, rifiutava il disegno al computer; eppure, con la sua ironia ha tracciato un percorso indelebile nel mondo dei fumetti. Per oltre quarant’anni, con le sue strisce satiriche lei ha raccontato le eccentricità della società francese. Lo stile spoglio dei fumetti disegnati da Claire Bretécher ha raggiunto implacabilmente i suoi lettori, definendone correttamente un profilo nel quale essi si riconoscono: agiati, intellettuali e disillusi. Lei muore a Parigi nel febbraio del 2020, lasciandoci cinque serie dei suoi Frustrati, otto di Agrippina ed altri diciotto libri. https://www.amazon.it/Fumetti-manga-CLAIRE-BRETECHER-Libri/s?rh=n%3A508784031%2Cp_27%3ACLAIRE+BRETECHER

L’unico scopo di questo sito è quello di diffondere la conoscenza di queste persone creative, permettendo ad altri di apprezzarne le opere. Se vuoi conoscere dei fumettisti già pubblicati, puoi digitare https://meetingbenches.net/category/fumettisti/.

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