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POETI RINASCIMENTALI ITALIANI, IN ANTICIPO SUI LORO TEMPI – Famosi poeti italiani e le loro opere notevoli, all’ombra di Raffaello Sanzio

Bravi come Raffaello, ma da poeti 

Nell’Italia che potresti visitare, prendi in considerazione la possibilità di percorrerne le strade e gli orizzonti creativi dell’epoca del pittore Raffaello Sanzio. Scoprirai che “Il beccafico” era il titolo di una poesia, che è il nome di un uccello appartenente alla fauna selvatica italiana, nonché un ristorante di Castiglione Della Pescaia https://restaurantguru.it/Il-Beccafico-Castiglione-della-Pescaia. L’Agriturismo il Beccafico, invece (lungo il Sentiero Francescano tra Gubbio e Assisi), https://www.agriturismoilbeccafico.it/, ​mette a tua disposizione i suoi prodotti di agricoltura biologica, offrendoti le identiche fragranze che avevano ispirato poeti e pittori del Rinascimento italiano.

Tra quanto ci ha donato Bernardo Accolti, detto l’Unico Aretino, troviamo la ballata “Anima, nei gli error del mondo involta”, il sonetto “Di fiammeggiante porpora vestita” e la canzone “Che pensi e in dietro guardi, anima trista”. Tra le sue opere, Virginia, Capitoli e Strambotti, furono pubblicate e più volte ristampate a Firenze. Stimato e ben pagato perfino da un papa, ma anche ascoltato da folle di uomini dotti e da illustri prelati, questo poeta italiano acquisì fama come recitatore di versi estemporanei.

VERGINIA“Donne che di bellezza e costitate, vincete el Sole e vincete Diana, et uoi fama e honor di nostra etate, non huomin, anzt del in carne humona, et quai certar con ogni antiquitate potete, e uincer la gloria Romana. Se mortal prego ha in uoi loco, o potentia, non ne negate benigna audientia. Voi udirete el mirabil ingegno, l’alta prudentia, l’impossibil cosa, patientia, costantia, in ira, e sdegno, virile ardire e impresa dubbiosa, co’l qual per uenne al fine, al suo disegno una donna prestante e uirtuosa salernitana, e d’humil patre nata, del suo signore accesa, innamorata”. Per ogni approfondimento sulla poesiaitaliana del XV secolo, https://www.amazon.it/Poesia-italiana-Cinquecento-G-Ferroni/dp/8848800483.

Anche il poeta bolognese Giovanni Filoteo Achillini, come Bernardo Accolti, ha respirato l’aria rinascimentale del pittore Raffaello Sanzio. Si servì della forma poetica per rivestire il suo interesse di umanista curioso. Pubblicò nel 1504 una raccolta di poesie scritte da diversi autori, includendoci alcuni suoi sonetti. Nel poema cavalleresco “Viridario” https://www.torrossa.com/en/resources/an/2243022, ha frequenti digressioni in cui cita personaggi della cultura dell’epoca. Pur ammirando Dante, Petrarca e Boccaccio, nel “Viridiano” preferisce adottare parole della lingua comune, a suo dire più eleganti e corrette.

Non per ignoranza, ma per propria volontade, e con ragione, della thosca lingua in parte mi discosto, perché derogar alle più belle parole nostre non intendo, non sol alle nostre bolognesi, ma di quale altra si voglia patria, che sono delle thosche megliori, le piglio, e le thosche abbandono“. Per ogni utile approfondimento tematico, https://www.ibs.it/antologia-della-poesia-italiana-vol-libro-vari/e/9788806197025.

Ostile alla famiglia Medici, il poeta Antonio Alamanni ricoprì cariche pubbliche sotto la Repubblica fiorentina. Compose sonetti di stile burchiellesco, canti carnevaleschi e “Conversione di santa Maria Maddalena”, una commedia di argomento spirituale. Prima di morire di peste nel 1528, cioè otto anni dopo la morte del pittore Raffaello Sanzio, compose anche l’opera burlesca “Etimologia del Beccafico”.

MENTRE CH’IO STAVO SOLO E SCIOPERATO – “Mentre ch’io stavo solo e scioperato, aspettando alla ragna i beccafichi, la cagion del lor nome ho ritrovato, esser solo il beccar ch’ei fan dei fichi. Noi che gli becchiam, quando hanno beccato, possiam chiamarci veri Beccafichi. Or se chi becca è ribeccato poi, guardiam ch’un altro non ribecchi noi“. Se vuoi approfondire le tematiche della poesia italiana di quel tempo, puoi leggere https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-dalle-origini-allottocento/antologia-della-poesia-italiana-cinquecento-torquato-tasso-9788806197025/.

Artista molto affermato e influente della sua epoca, il pittore e architetto italiano Raffaello Sanzio morì giovanissimo in un giorno di primavera del 1520. Non sappiamo se conosceva le opere del suo contemporaneo Bartolomeo Asmundo, il primo poeta lirico siciliano. Venate di malinconia, le sue canzoni in ottave sono di tema sacro e profano e si rifanno agli ideali dell’amore dei provenzali. Tra le sue poesie, ne proponiamo una, dedicandola a quel geniale pittore d’Urbino, perché riposando nella sua tomba, dentro il Pantheon di Roma, sia certo che la sua genialità non è stata dimenticata.

LU SPECCHIU RUTTU – “Cu tuttu chi lu specchiu è ruttu e sfattu, nun patisci l’immagini difettu, pirchì ogni pezzu è accussì bonu ed attu, com’era tuttu, e fa lu stissu effettu. Cussì tu, beni miu, dapoi chi a un trattu mi spizzasti lu cori ntra lu pettu, unni c’era di tia sulu un ritrattu, ora cci nni milli a tò dispettu“. Per conoscere luoghi e personaggi della poetica italiana contemporanei di Raffaello Sanzio, regalati un buon testo: https://www.lafeltrinelli.it/libri/poesia-italiana-cinquecento/9788811582090?channel=desktop.

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