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SFUMATURE DELL’ANIMA ANDINA – Gil Imaná: ritrarre abitanti, miti e folklore di un paese

Arte tradizionale e surrealista, esposta nelle principali biennali del mondo

Gli yatiri boliviani possono essere identificati dai loro cappelli neri e sacchetti contenenti amuleti. Il mercato delle streghe è una popolare attrazione turistica situata a Cerro Cumbre, una radura montuosa a La Paz. La merce venduta gestita da questi stregoni locali, comprende piante medicinali e armadilli. Il più famoso di tutti gli oggetti venduti sono i feti di lama essiccati, sepolti sotto le fondamenta delle case boliviane come offerta sacra alla dea Pachamama. Il pittore boliviano Gil Imaná ha saputo magistralmente interpretare la magia di questo mondo andino.

A poco a poco, la sua tavolozza ha scoprendo ritmi, colori e tratti che riflettono la sua visione del mondo. Il suo laboratorio-casa a La Paz è stato dichiarato patrimonio culturale della città. Ha realizzato oltre 80 mostre individuali e 200 mostre collettive, partecipando alle biennali di Maracaibo, Miami e Venezia. Pittore muralista boliviano, ha fondato il Gruppo Anteo nel 1950, diventando professore della Scuola Superiore di Belle Arti di La Paz. Gil Imaná https://www.facebook.com/243304844475/posts/216000538439222/ è nato a Sucre (dipartimento di Chuquisane) nel 1933, dove studiò pittura e fece la sua prima mostra nel 1949.

La terra da lui dipinta è quella roccia scolpita delle Ande, del vento sibilante e dell’immenso altopiano dalle tonalità ocra. Nel 2017, ha donato tutto il suo patrimonio alla Fondazione Culturale della Banca Centrale di Bolivia, per un totale di circa seimila pezzi. Insieme a sua moglie, hanno creato importanti opere murali. Fu il primo pittore boliviano le cui opere furono vendute nelle mostre d’aste Christie’s e Sothebys. Gil Imana https://www.youtube.com/watch?v=3lUUOwvOBVk organizzò la mostra d’arte boliviana al Museum of Modern Art di Parigi. Fu il primo pittore latinoamericano che espose individualmente al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. Nella sua città natale, Sucre, i suoi murales sono stati dichiarati patrimonio storico.

Fortemente influenzato dallo pittura indigena e del muralismo messicano, ha costruito un amalgama magico tra l’essere umano e la terra. È un pittore figurativo con un’estetica particolare, un creativo che ha fatto un lavoro interessante inerente i contadini degli altopiani, la loro solitudine, angoscia e miseria. A Sucre, i murales di Gil Imaná che si distinguono per il suo lavoro sono Storia della telefonia del 1955 e Marcia verso il futuro realizzata nel 1957. Visitando La Paz, ammirerai Opere civili, Transito nel tempo e Festa della salute.

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