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SOGGETTI E OGGETTI IRREALMENTE DILATATI – Fernando Botero: uno stile incisivo che risente dell’influenza dell’espressionismo astratto

Non dipingere nulla di diverso dal mondo di Medellín

I suoi colori sono tenui, mai esaltati, spesso applicati uniformemente e senza contorni. Da bambino subisce il fascino delle illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Doré. Fernando Botero http://www.fernandobotero.com/ è nato a Medellín in un giorno di aprile del 1932, affermandosi come pittore, scultore e disegnatore colombiano. A 16 anni disegnava illustrazioni per il giornale più importante della sua città natale. Nel 194,8 espone per la prima volta a Medellín. Nel 1952 vince, un premio riservato agli artisti colombiani, utilizzandone il denaro per un viaggio in Spagna e Parigi. Giunto in Italia, entra in contatto con le opere del Rinascimento italiano, che lo ispirano particolarmente.

L”assenza delle ombreggiature nei suoi dipinti, è una scelta, da lui giustificata per non alterare l’idea del colore che desidera trasmettere. Ritornato in patria, Fernando Botero si sposa con Gloria Zea e inizia ad esporre le sue opere, ma riceve forti critiche, decidendo di trasferirsi in Messico, dove inizia ad espandere il volume delle forme che dipinge. Nel 1957 scopre l’espressionismo astratto, grazie ad un tour nei musei di New York. Tornato in patria, vince un premio al salone degli artisti colombiani, ottienendo anche la cattedra di pittura all’Accademia d’arte di Bogotá. Espone a Washington, dove sue opere vengono vendute tutte il giorno stesso dell’inaugurazione.

Secondo lui, il dipingere deve essere inteso come una necessità interiore che porta ad un’esplorazione ininterrotta verso il quadro ideale. Fernando Botero è contestato e abbandona la Colombia in precarie condizioni economiche. Nel 1961, il Museum of Modern Art di New York decide di acquistare il suo Monna Lisa all’età di dodici anni. Due anni affitta un nuovo studio nell’East Side di New York, dove emerge il suo stile plastico, con opere dai colori tenui e delicati. Nel 1969 espone a Parigi e continua a dedicarsi alla scultura. Nel 1983 torna in Italia, aprendovi uno studio a Pietrasanta, vicino alle cave di marmo.

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